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ASUS ROG SPATHA X recensione, un mouse grande o un grande mouse?

La nostra recensione del mouse wireless ROG Spatha X.

Il mercato dei mouse gaming è un vulcano costantemente attivo e anche se alla fine si tratta di una periferica semplice che deve assolvere a una funzione basilare e non vede troppe variazioni, ogni produttore sforna ogni anno diversi prodotti per aggredire ogni possibile fascia di mercato. Negli anni 2000 c’è stata la corsa ai DPI, favorita dall’aumento di risoluzione degli schermi, mentre nella scorsa decade si è battuta maggiormente la strada dell’estetica e della praticità, sull’onda della moda dei LED RGB e dei collegamenti wireless.

A questo punto, però, siamo giunti quasi allo stato di eccellenza di queste periferiche e innovare e fornire qualcosa di fresco o realmente utile è veramente difficile. E infatti non capita di rado che i produttori ripropongano versioni aggiornate dei prodotti di successo del passato: lo abbiamo visto con l’MX 518 di Logitech per non parlare delle riedizioni continue dei mouse di Razer. ASUS ROG fa lo stesso oggi con il ROG Spatha X, refresh della prima edizione 2016, a cui aggiunge la X per giustificare i numerosi upgrade.

Una panoramica delle caratteristiche tecniche, confrontate al modello precedente.

La nuova versione riprende quasi alla lettera design, forma e approccio della vecchia, quindi le dimensioni sono veramente importanti, così come il peso e il numero di tasti (12 programmabili). Si tratta infatti di uno dei mouse più grandi e pesanti che abbiamo mai testato. Oltre a una lunghezza da record, abbiamo due basi laterali per appoggiare pollice a sinistra e anulare a destra. Va da sé che si tratta di un mouse per destrorsi. Le plastiche rigide sono satinate e di buona fattura, ma trattengono facilmente le impronte. L’appoggio per il pollice ha una trama gommata che aumenta l’aderenza e la base ha una placca di metallo che conferisce solidità ma contribuisce non poco al peso totale.

Il mouse può funzionare in due modalità: wireless con la base che funge da ricarica e trasmettitore WiFi 2.4 GHz, o wired tramite il cavo USB-C-A da 2 metri ROG Paracord, un cavo brevettato, flessibile e leggero che minimizza le resistenze. Il cuore pulsante del mouse è il sensore PixArt 3370 da 19.000 DPI, il top di gamma per quanto riguarda ROG (è lo stesso del Gladius III) e un sontuoso upgrade rispetto agli 8.200 del vecchio Spatha. Si tratta di un sensore preciso e affidabile ma che difficilmente si potrà sfruttare fino all’ultimo DPI: a meno che non abbiate un setup di schermi ultrawide o a tre schermi 2k o 4K, è veramente dura andare oltre i 12K DPI senza perdere traccia del cursore. Poco male però, perché questo è un mouse pensato per MOBA e MMORPG, visto che il peso eccezionale di 168gr lo rende troppo lento e faticoso per le frenetiche sessioni di FPS online.

Il trailer del ROG Spatha X, mouse gaming wireless per MMO.

Gli aggiornamenti arrivano anche sul fronte degli interruttori, ove gli Omron del vecchio modello garantiti per 20 milioni di attivazioni vengono sostituiti dai Micro Switch da 70 milioni. In più, nella confezione troviamo due interruttori identici e gli attrezzi per operare una eventuale sostituzione qualora ce ne fosse la necessità. La batteria viene anche potenziata e ora il produttore indica una durata di 66 ore con un utilizzo medio, quindi più che raddoppiata rispetto al predecessore. In ogni caso, il mouse andrà riposto nella base a fine giornata oppure si ricaricherà se usato in modalità USB, quindi è improbabile che siate impossibilitati a utilizzarlo.

Il peso vede pure un miglioramento, con una riduzione di dieci grammi rispetto al precedente modello. Non è tanto e difficilmente si nota, ma è pur sempre qualcosa a fronte dei numerosi upgrade inseriti a bordo. Aumenta anche la massima accelerazione laterale, ora tollerabile fino a 50g con 400 IPS. Miglioramenti a tutto campo quindi? Non proprio. Il polling rate vede stranamente un downgrade: il vecchio modello poteva funzionare a 1000 Hz in wireless e spingersi fino a 2000 Hz via cavo. Qui invece tutto viene uniformato al valore più basso ma bisogna anche ricordare che 2000 Hz richiedono una notevole potenza CPU che potrebbe in alcuni casi causare una perdita di frame nei giochi.

Riposto sulla base di ricarica fa una bella figura nella nostra postazione.

Per quanto riguarda i tasti, oltre ai tre fondamentali (sinistro, destro e rotella), abbiamo due tasti accanto al sinistro disposti longitudinalmente che sono impostati di default per il browsing web, un selettore DPI posto sotto la rotella, e ben sei tasti posti nella scocca laterale e accessibili tramite il pollice. Questi ultimi molto belli perché compongono con la loro disposizione la forma del logo ROG e sono illuminati da una striscia LED, che con quella nella rotella e quella del logo della base vanno a comporre il tris di strisce RGB. Una soluzione veramente di grande effetto.

Tuttavia, nella nostra esperienza d’uso abbiamo trovato quelli più vicini alla base difficili da utilizzare con l’impugnatura palm grip, perché richiedono una innaturale torsione del pollice verso l’interno e alla lunga potrebbe provocare fastidi o peggio infiammazioni dei tendini. Una scelta strana vista l’abbondanza di spazio data dalla grande lunghezza del mouse. Lo stesso vale per i due tasti all’estremità in alto a sinistra sulla scocca superiore, difficili da raggiungere per chi non ha dita lunghe.

Gli interruttori sono ora più durevoli e ne troviamo altri due di ricambio.

Inutile, negarlo: lo Spatha X, così come il suo predecessore, è un mouse enorme e quindi adatto soprattutto a chi ha mani grandi. Cliccare i tasti mouse destro o sinistro non è di per sé difficile per una mano piccola utilizzando un’impugnatura claw o finger grip, ma arrivare a tutti i tasti laterali diventa difficile giocando a titoli frenetici. In buona sostanza, per chi ha mani piccole o medie non è impossibile utilizzare questo mouse, ma occorrerà cambiare impugnatura di volta in volta per raggiungere tutti i tasti e questo non è sicuramente l’ideale.

Nei giochi testati, abbiamo trovato lo Spatha X particolarmente efficace in MMORPG come World of Warcraft, New World e Blade & Souls, ma è anche perfetto per RTS come Ashes of the Singularity e Age of Empires, o MOBA come LoL. La cadenza più ragionata di questi giochi e la presenza di ben dodici tasti utilizzabili senza ricorrere alla tastiera lo rendono un fido compagno di battaglia. Decisamente meno adatto invece a titoli ultraveloci come Doom Eternal e CoD Vanguard, che ci hanno costretto per disperazione a passare al soluzioni più compatte, con un netto guadagno in relax ma anche in efficienza in battaglia.

L’aspetto è aggressivo e i LED fanno la loro figura sia su base che su mouse.

Il software Armoury Crate è un passaggio obbligato per sfruttare questa periferica al massimo, in quanto permette di regolare diversi aspetti come la taratura dei DPI, l’assegnazione dei tasti programmabili, l’impostazione degli effetti RGB, nonché l’aggiornamento dei firmware. Abbiamo più volte criticato questo software, che in passato ci ha dato diversi problemi di instabilità, riconoscimento periferiche o è stato persino impossibile da installare. Dopo un periodo di totale incuranza dei feedback, Asus ROG sembra aver finalmente imparato la lezione: ora il software è molto più snello e stabile, anche se richiede update costanti e diversificati per le sue singole componenti e questo potrebbe annoiare, anche perché sono obbligatori per continuare a usare il programma.

Tirando le somme, questo ROG Spatha X è certamente un mouse di nicchia. Oltre alle dimensioni importanti che tagliano fuori una certa quantità di utenti per difficoltà d’impugnatura e scarso rendimento negli FPS, il prezzo è indubbiamente un ulteriore deterrente. Per 159 euro, si tratta di un prodotto non proprio adatto a tutti e per tutti i generi di videogiochi e molti finiranno per scartarlo. Se però avete le mani grandi e MMORPG, Moba e strategici sono il vostro pane quotidiano e magari potete permettervi di utilizzare più mouse a seconda dello scenario, allora questo ROG Spatha X difficilmente troverà rivali alla sua altezza, perlomeno in una precisa selezione di generi videoludici. Dovrà però vincere l’agguerrita concorrenza di rivali come il Razer Naga Pro o il Corsair Scimitar Elite, dotati di feature simili ma spesso venduti a prezzi inferiori.

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