Picture of Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

Featured articles

Battletech - recensione

Combattere sul campo e in officina.

March to Glory - recensione

Sua maestà Napoleone Bonaparte.

Frostpunk - recensione

Uno straordinario city builder survival ghiacciato.

Slitherine: strategia dura e pura - articolo

Tanti esagoni e mazzate guerrafondaie.

Into the Breach - recensione

Tattica essenziale, ma sublime.

Faster Than Light è una delle storie di successo più clamorose e interessanti nel settore dei videogiochi degli ultimi anni. Uscito con pochissimi fari puntati addosso, e provvisto di ben poche ambizioni, il primo gioco di Justin Ma è diventato una case history di successo indie con milioni di copie vendute e un'attenzione mediatica senza precedenti per un titolo così lontano dalle logiche AAA. Sono tre milioni le copie vendute dalla fine del 2012 e ancora oggi Youtube e Twitch offrono nuove run, let's play e serie di FTL.

All Walls Must Fall - recensione

Muri e convezioni: abbattiamo tutto.

L'amore per i videogiochi può essere una passione decisamente burrascosa: innamoramenti repentini, cocenti delusioni, flirt intermittenti. Ogni gioco ha una sua storia nel momento in cui entra nella nostra collezione e il bello è che non si può mai prevedere, per quanto possiamo essere razionali, come andrà a finire.

Surviving Mars - recensione

Una scintillante nuova vita, su Marte.

Il genere delle simulazioni urbane si è evoluto, come spesso accade, ibridandosi con altri generi. Dai titoli strategici ai roguelike passando per RPG ed RTS, i contributi sono decisamente molti, con il risultato che le simulazioni urbane 'pure' rimangono poche e limitate ai franchise noti (SimCity e Cities soprattutto). La storia tuttavia insegna che il concetto di 'puro' è labile e legato a un'astrazione tutta umana: la pretesa che esista una formula originaria inalterabile e che anch'essa non derivi da qualcos'altro. In effetti, però, trovare un precursore del primo SimCity a cui Will Wright si sia ispirato non è cosa semplice...

Titan Quest - recensione

Porting, lo stai facendo male.

Quanti rappresentanti, esattamente, può contare il genere 'action rpg dungeon crawler isometrico'? Ma prima ancora, esiste veramente un genere così denominato? La risposta alla seconda domanda dipende dalla prima, visto che i rappresentanti sono molti e sì, costituiscono in effetti un gruppo omogeneo che condivide un preciso set di feature di gameplay, di tropi narrativi, di convenzioni e anche di direzione artistica e tecnica.

Insidia - recensione

Tattica a turni, che passione!

Gli strategici stanno vivendo una seconda giovinezza: dai tempi di Laser Squad e dei primi X-Com sono passati ormai più di vent'anni, ma il genere non ha mai veramente smesso di proporre i semi di un divertimento 'intelligente' e fortemente coinvolgente. Intorno ai combattimenti tattici più o meno a turni e più o meno su mappe pre-generate, la categoria spesso sfoggia sistemi di progressione, personaggi variegati, inventari, abilità speciali e anche abbozzi di trame. Un mix che ha tutte le caratteristiche per essere uno dei più frequentati e apprezzati, ed è strano che la storia dei videogiochi non gli abbia dedicato più spazio.

Life is Feudal MMO - prova

Quant'è dura la vita nel medioevo MMO!

Abbiamo recensito Life is Feudal Your Own nel lontano 2015 ed è ora il momento di dare uno sguardo a Life is Feudal MMO, una sorta di ampiamento dell'originale in direzione full multiplayer persistente. Da quanto visto nel gioco originale, la mossa è decisamente sensata visto che le meccaniche inserite e l'intera esperienza di gioco proposta ben si adattano al genere degli MMO e al concetto di videogioco sandbox multiplayer. Crescita in stile RPG, costruzione di comunità intorno ad agglomerati urbani, crafting ampio e dettagliato, e gameplay emergente basato sulle relazioni tra le persone, sono tutte caratteristiche interessanti e particolarmente adatte al genere.

Slay The Spire - prova

Un interessante roguelike deck-building.

Ci sono generi che negli ultimi anni hanno visto un'impennata di iterazioni; in pratica diversi team hanno prodotto sperimentazioni che alternavano elementi di gioco diversi cercando di identificare la formula corretta, o perlomeno quella che permetteva loro di soddisfare il pubblico di riferimento. Uno di questi generi è quello dei deck-building che si è trovato spesso ibridato con mappe, poteri speciali, dinamiche RPG e progressione roguelike. Le sperimentazioni sono state veramente molte e per ogni Hearthstone ci sono invece diversi titoli che non hanno mai raggiunto il livello qualitativo necessario - soprattutto per quanto riguarda il gameplay - per definirsi un successo.

They Are Billions - prova

Forse non miliardi, ma dannatamente tanti…

Gli zombie sono un'invenzione ormai diventata 'vintage'. La loro prima apparizione risale al 1968, quando apparvero in 'Night of the Living Dead' del compianto George Romero, e da quella data si è talmente abusato della loro figura da farli venire a noia alla gran parte degli appassionati di cinema e videogiochi.

Battle Chasers: Nightwar - recensione

JRPG in salsa di fumetto.

Il genere RPG, già piuttosto ricco di diverse influenze di suo, ha una branca che lo declina secondo alcune specificità giapponesi, quella dei JRPG. Gli stilemi di questo sottogenere sono chiari: movimenti discreti, libertà in una certa misura limitata, combattimenti a turni statici (tranne alcune rare eccezioni) e attenzione particolare al comparto grafico. Battle Chasers: Nightwar è un rappresentante di questo genere ma, oltre a questo, è anche un gioco ispirato a un fumetto degli anni '90 omonimo creato da Joe Madureira e ambientato in un universo fantasy vagamente mescolato con suggestioni steampunk.

The Long Dark - recensione

Un lungo inverno buio.

Se dovessimo caratterizzare gli ultimi due/tre anni videoludici con un genere, probabilmente sceglieremmo quello dei giochi di sopravvivenza. Più in generale, la meccanica che lega insieme le risorse limitate, il crafting e le condizioni esterne sfavorevoli per lanciare al giocatore una sfida estrema non è solo di gran moda oggi, ma sembra essere una vera e propria ossessione per molti team di sviluppo, soprattutto per quelli nuovi. Le iterazioni si sprecano, come anche le ibridazioni con altri generi (horror, fps, avventura) e abbondano anche gli scenari e i temi differenti.

Darkwood - recensione

Horror indie a massima potenza

Il genere horror è una delle eredità che i videogiochi hanno ricevuto da un parente illustre, il cinema. Da tempo ormai immemore infatti i team di sviluppo cercano di mimare le atmosfere e le tensioni tipiche di questo genere cinematografico, facendo leva, al contempo, sull'interattività dei videogiochi. Il risultato non è mai scontato e si finisce spesso con il provare le emozioni dei film horror senza un gameplay che possa essere rubricato come brillante e longevo. Insomma, molte volte si finisce col trovarsi di fronte una sorta di 'casa delle streghe' (la classica attrazione dei luna park) con un pizzico di interazione.

The Golf Club 2 - recensione

Par alla buca 18.

Ho la fortuna di essere stato un giocatore di golf e di essere andato abbastanza avanti in questo sport, tanto da avere un paio di scaffali di trofei e un handicap score di tutto rispetto. Questa fortuna è tale perché mi ha dato modo di apprezzare uno sport splendido che riesce a mescolare disciplina tattica con acume strategico, studio della tecnica e self control: il risultato finale è un gameplay incredibilmente divertente, avvincente e coinvolgente.

RaccomandatoDivinity Original Sin 2 - recensione

Uno dei migliori RPG, di sempre.

Baldur's Gate è un RPG prodotto nell'ormai lontanissimo 1998; nato dalle menti di quella splendida fucina che erano i Bioware/Black Isle Studios, Baldur's Gate fu il punto di inizio di un nuovo modo di interpretare il gioco di ruolo in formato digitale. Visuale isometrica con scenari disegnati a mano, personaggi dal look tridimensionale, grande cura per i testi (drammatici ma anche ironici), combattimenti tattici; il tutto in salsa di regole D&D, con grande attenzione alla progressione, agli incantesimi e alla gestione degli inventari.

Escape from Tarkov - prova

Mescolare survival e FPS competitivo si può?

A volte arrivano sul mercato titoli in grado di farci apprezzare la creatività, merce ormai rara, che alcuni team di sviluppo sanno ancora mettere nei loro prodotti. Si tratta di giochi che non inventano per forza nuovi generi o nuove meccaniche, ma che magari si limitano a rimescolare elementi già esistenti e, facendolo in maniera originale e/o particolare, producono nuove esperienze e, alla fine, nuove emozioni. Quando ciò succede è sempre il caso di tenere d'occhio i developer in questione per seguirli nel loro viaggio e osservare come si districano nello sviluppo.

Total War: Warhammer 2 - recensione

Warhammer in salsa Total War, seconda puntata.

La serie Total War ha fatto molta strada da quando, nell'ormai lontano giugno del 2000, lanciava Shogun mostrandolo in un evento decisamente poco sfavillante in un piccolo ufficio di Milano (uno dei miei primi press event, tra l'altro). Ai tempi la meraviglia era totale: vedere schiere di unità di tipo differente posizionarsi così facilmente, avere la possibilità di sfruttare il terreno a fini strategici, studiare mix diversi di combattenti e mescolare il tutto con l'atmosfera del Giappone medievale... era letteralmente un sogno che diventava realtà.

Tooth and Tail - recensione

Una guerra… bestiale!

Uno dei piaceri che la passione per i videogiochi regala ai propri adepti è costituito dall'incontrare team di sviluppo come i Pocketwatch Games, i creatori di Tooth and Tail e del pluripremiato Monaco. La ragione è semplice: la passione che trasuda dai loro prodotti rappresenta il miglior biglietto da visita per l'intera scena indie perché si accompagna a una visione chiara e a una cura maniacale dei dettagli. Monaco, veloce simulatore di rapine in stile Pac Man, riusciva con una manciata di pixel e una colonna sonora stratosferica a regalare ore di divertimento grazie a un gameplay immediato e a uno stile grafico scanzonato. Tooth and Tail, ora, è un progetto totalmente diverso, ma è chiaro fin da subito che la strada percorsa dal piccolo team californiano sia molto simile.

Pillars of Eternity: Complete Edition - recensione

Un gioco di ruolo per PC su console: si può fare!

Pillars of Eternity è un RPG targato Obsdian che ha visto la luce nell'ormai lontano inizio del 2015 e che, da allora, ha venduto più di un milione di copie; un successo assoluto per un team che è considerato, a ragione, una sicurezza quando si tratta di sfornare giochi di ruolo fantasy su PC. Obisdian infatti nasce dalla ceneri di Black Isle Studios (con cui condivide il fondatore Feargus Urquhart), storico team di sviluppo che viene fondato nel 1996 e sforna capolavori come Baldur's gate, Icewind Dale, i primi due Fallout e Planescape Torment.

XCOM 2: War of the Chosen - recensione

Ci risiamo, commander!

Il genere dei giochi tattici sta finalmente ricevendo l'attenzione che merita dagli sviluppatori, dopo anni di nicchia in cui bisognava andare letteralmente a caccia di titoli, spesso rovistando nella sezione dei giochi ormai datati, per poter mettere le mani su un'esperienza interessante. Tant'è che la serie Jagged Alliance è stata per anni leader incontrastata, nonché una delle poche certezze degli appassionati del genere.

Sudden Strike 4 - recensione

Gli antichi sapori della guerra di una volta…

Il genere RTS sta conoscendo una sorta di seconda giovinezza: gli sviluppatori sembrano apprezzarne le prospettive di mercato e le potenzialità di innovazione e investono sia in nuovi franchise che in seguiti più o meno riusciti. Il 2017 è stato l'anno di Steel Division, Dawn of War 3, Halo Wars 2 e Ultimate General Civil War mentre aspettiamo che Northgard esca dall'early access e che arrivi Tooth and Tails (occhio a questa perla).

Dead by Daylight - recensione

Giocare ai film horror anni '90.

La nascita di un nuovo genere è un momento importante per il settore dei videogiochi. Si tratta di un evento raro e, soprattutto, costituisce il futuro della nostra passione. I titoli che hanno inaugurato nuovi generi rimangono nella storia dei videogiochi e lasciano un'eredità indelebile per chi vorrà creare nuovi prodotti simili, qualsiasi quantità d'innovazione vorrà portarci. Per questa ragione, i giochi che affrontano il rischio di portare una novità al pubblico partono, in sede di valutazione, con un grande vantaggio: il coraggio va premiato, ma anche il solo fatto di portare all'attenzione dei giocatori delle nuove meccaniche è un elemento che va salutato con la massima positività possibile.

Rising Storm 2: Vietnam - recensione

Non ci sono eroi nella giungla.

Gli FPS tattici hanno fatto recentemente passi avanti molto interessanti, soprattutto in direzione di una maggiore varietà d'offerta. Il concetto di portare le meccaniche FPS in situazioni realistiche/simulative è infatti ben lontano dall'essere banale, e l'esecuzione può seguire strade molto diverse. A testimoniarlo c'è l'offerta che oggi troviamo sul mercato che tra gli estremi simulazione/arcade (che potremmo esemplificare con Arma/Battlefield) offre molte alternative che mescolano meccaniche di gameplay ed esperienze di gioco. La serie Rainbow Six (con Siege) e il nuovo Squad (una sorta di Arma più approcciabile) sono esempi di come il genere possa offrire diverse iterazioni rinnovandosi costantemente intorno a pochi capisaldi.

The Long Journey Home - recensione

Odissea nello spazio.

Faster Than Light (meglio noto come FTL) ha fatto scuola. Un gioco che partiva con ambizioni decisamente limitate si è guadagnato il rispetto e l'ammirazione degli appassionati di videogiochi grazie a un gameplay divertente e coinvolgente quanto precisamente limato intorno ad alcuni (pochi) elementi principali. Permadeath, elementi rpg, tattica e alta difficoltà sposati con una semplicità di fondo e un'immediatezza senza pari; questi i segreti di FTL.

Strafe - recensione

Nostalgia canaglia.

Tutto ebbe inizio con Doom e Quake (con una nota di merito per Wolfenstein 3D): i padri fondatori del genere FPS. Tra il 1993 e il 1996 vennero gettate le basi di quello che è probabilmente il genere più popolare e, anche in prospettiva futura, il più longevo in assoluto. Le variazioni e le ramificazioni a cui abbiamo assistito sono infinite e solo elencarle potrebbe occupare l'intero spazio di questa recensione. Mancava soltanto, quindi, un'operazione retro-nostalgica per celebrare il mito e, puntualmente, il mercato ce ne offre una sotto forma di Strafe, nuovo prodotto dell'estremamente apprezzabile publisher Devolver Digital (Enter the Gungeon, Hotline Miami, Olli Olli e molto altro).

Unexplored - recensione

Rogue like a boss.

Tra tutti i generi presenti sul mercato il roguelike ha decisamente qualcosa di magico, soprattutto per i giocatori che hanno qualche primavera in più alle spalle. Le dinamiche utilizzate in questi titoli fanno infatti parte di quel DNA originario che i videogiochi si portano dietro dai tempi di Pong: ancora una partita (e una moneta) e vediamo se arriviamo un po' più in là. Ciò che oggi chiamiamo permadeath e, semplicemente, alta difficoltà, era, all'inizio dei tempi, la normalità. Salvataggi in-game non ne esistevano e la difficoltà era anch'essa figlia di quel brodo primordiale da cui tutto ebbe inizio, ovvero la 'sala giochi' e il suo modello di business.

Steel Division: Normandy 44 - recensione

La Seconda Guerra Mondiale, come l'abbiamo sempre voluta.

Nell'ormai lontano 2012 vedeva la luce Wargame European Escalation, titolo strategico in tempo reale nel quale era possibile combattere battaglie moderne (ambientazione guerra fredda) su mappe molto realistiche e con unità realizzate con il preciso intento di offrire al giocatore una meccanica basata sul 'combined arms' (sfruttamento delle sinergie tra diversi tipi di unità).

primo precedente