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Lorenzo Mancosu

Redattore

La fiamma per i videogame nasce quando a 3 anni subito il battesimo del fuoco col Super Nintendo. Ex QA tester, oggi è diviso tra la giurisprudenza e una comunicazione che non è solo quella delle proprie opinioni.

SNK 40th Anniversary Collection - recensione

Un inno alla storia di SNK .

Solitamente guardiamo con diffidenza alle vaste collezioni che ripropongono su console i grandi classici del passato, specialmente quelle ricamate attorno alla classica rivalità Capcom - SNK, nata all'interno delle sale giochi coin-operated e maturata nei primi ecosistemi dedicati al gaming da salotto. Capita spesso di trovarsi al cospetto della solita raccolta vista e rivista, del tradizionale inno alla nostalgia creato allo scopo di monetizzare sui ricordi dell'utente di vecchia data, tralasciando l'effettiva qualità del pacchetto e lesinando sull'integrazione di chicche e contenuti esclusivi.

Dead or Alive 6 - recensione

Sarà morto o sarà vivo?

Nel sottobosco dell'universo picchiaduro esiste una saga che, nel bene e nel male, torna spesso e volentieri a fare capolino nei trend della community, ma è piuttosto raro che si ritrovi al centro dell'attenzione per i motivi sperati. Quando si parla di Dead or Alive, infatti, spesso ci si trova a discutere di polemiche relative al fan service estremo o alla fisica dei seni delle protagoniste, relegando le meccaniche di gioco e il meta-game a semplici elementi di contorno. D'altra parte, si tratta di una situazione inevitabile: anche gli spin off più apprezzati, come Dead or Alive Xtreme Volleyball, non hanno fatto il benché minimo sforzo per nascondere la natura del proprio selling point, facendo storcere il naso tanto ai puristi quanto ai puritani.

Kingdom Hearts III - recensione

Un solo cielo, un solo destino.

Ci sono recensioni in cui tendiamo a mettere sotto al microscopio la filosofia di game design e l'esecuzione tecnica, facendo una sorta di lucido bilancio economico dell'esperienza di gioco. A volte, invece, capita di trovarsi di fronte a un titolo che l'intera community attende da 14 anni e nel quale, ironicamente, si è lasciato un pezzo di cuore.

EssenzialeRed Dead Redemption 2 - recensione

Tramonti di fuoco sulle rive del Lannahechee.

Arthur Morgan sporca le pagine del suo diario: qualche schizzo, un riassunto della giornata, un pensiero per gli amici scomparsi. In quanti se ne sono andati, e per cosa? Per scappare da quel progresso che morde le caviglie della banda? Per abbandonare la vita da fuorilegge? Il perché non ha importanza: bisogna andare avanti. E così gli zoccoli ferrati affondano nella neve delle Grizzlies, picchiano le pianure del New Hanover, muovono le acque del Lemoyne, si fanno largo nelle foreste del nord e nelle steppe del sud senza trovare un luogo da chiamare casa. Forse perché casa è il luogo dove sta il cuore, e il cuore di Arthur si trova nel mezzo di una selva oscura.

Se per voi non è un problema, partiremmo subito con il Lupo Bianco di Rivia. Sì, perché il personaggio di Geralt, guest di questa edizione, è probabilmente il miglior ospite ad aver mai varcato la soglia del mondo di Soulcalibur e, oltre a combattere in modo eccellente, può contare sulla teoria dei multiversi targata The Witcher per inserirsi perfettamente nelle trame dell'epopea delle due spade.

Luigi's Mansion - prova

Mario? Mario!

Il caro vecchio Luigi non ha mai potuto godere dello stesso spazio riservato a suo fratello maggiore: prima di esplorare magioni infestate, la sua unica esperienza da solista risaliva allo sfortunato Mario is Missing, pubblicato per NES nel lontanissimo 1992. Dieci anni più tardi, l'inconfondibile verde della sua tuta fece capolino nelle demo tecniche di Nintendo Game Cube e, inaspettatamente, Luigi's Mansion si rivelò il titolo più venduto dell'intera line-up presente al lancio della console, riuscendo a superare perfino i risultati iniziali di un certo Super Mario 64. Quale oscuro segreto si cela dietro all'incredibile successo del novello acchiappa fantasmi?

Shadow of the Tomb Raider - recensione

Da Lara Croft a Tomb Raider… o quasi.

A volte noi redattori ci troviamo di fronte a titoli la cui valutazione diventa simile al risultato di un'equazione, vuoi perché il livello qualitativo è indiscutibile, vuoi perché innegabili carenze impattano l'esperienza di gioco. La conclusione della moderna trilogia dedicata a Lara Croft esula da questi archetipi e imbocca un cammino decisamente più complicato, un sentiero fatto di luci e ombre, di alti e bassi, di grandi contraddizioni e inaspettate armonie. Ve lo diciamo subito: Shadow of the Tomb Raider è il miglior capitolo del ciclo di rinascita della cacciatrice di tombe, e probabilmente dell'intera saga. Ma se, nonostante questa affermazione, state cogliendo una nota amara nelle nostre parole, avete fatto centro.

MXGP Pro - recensione

Dopo un anno di Unreal, torna il grande Motocross.

Esattamente un anno fa, Milestone presentava al pubblico delle due ruote la sua prima produzione interamente realizzata in Unreal Engine 4. Si trattava di una rivoluzione per la software house, che finalmente poteva scrollarsi di dosso il pesante engine proprietario capace di inficiare le ultime istanze della serie Moto GP.

MotoGP 18 - recensione

Nuovo engine, stesso Motomondiale.

Il 2018 di Milestone si preannunciava decisamente complicato a causa del passaggio di numerose serie di bandiera al blasonato Unreal Engine 4, e come se non bastasse la software house meneghina si è trovata a dover rilasciare ben cinque giochi nell'arco di una decina di mesi. Un calendario tanto congestionato non poteva far altro che spaventare chiunque si aspettasse titoli rifiniti nei minimi dettagli, ma nonostante qualche scivolone i leader del racing nostrano si sono adattati al nuovo motore dimostrando di averlo quantomeno padroneggiato con la release di Monster Energy Supercross.

Onrush - recensione

Un ritorno di fiamma per i racing arcade.

Aprile 2016: in seguito alla chiusura di Evolution Studios, sviluppatore di Motorstorm, Codemasters annuncia l'assunzione di numerosi ex dipendenti. Cosa c'entra questa pillola d'informazione con la nostra recensione di Onrush? In molti davano per scontato il ritorno di Motorstorm sulle console di tutto il mondo, e non appena le aspettative furono disattese il clima attorno all'annuncio del nuovo titolo automobilistico cominciò a scaldarsi. Improvvisamente, c'era chi vedeva Onrush come un successore spirituale dei racing arcade, e c'era chi invece accusava Codemasters di aver tradito i desideri degli appassionati. Ovviamente, entrambe le campane erano lontanissime dalla verità.

God of War - recensione

Il gioco è finalmente disponibile. E se vi foste persi la nostra recensione...

Le fiamme della Furia di Sparta avvolgono i pugni di Kratos, scaldano la neve e dissolvono la coltre di nebbia rivelando un cielo azzurro punteggiato di corvi. Siamo di nuovo qui, al centro del Lago dei Nove con Atreus al nostro fianco, dopo aver messo sottosopra i regni degli dèi norreni, sconvolgendone la morfologia e annientandone gli abitanti. In lontananza echeggia il ruggito di un drago, mentre la prima neve dell'inverno cade delicatamente sul tempio di Tyr.

Eccoci di nuovo qui, in un appuntamento che sta ormai assumendo una cadenza trimestrale. Assassin's Creed: Origins aveva infatti inaugurato il 2018 con Gli Occulti, un DLC duro e puro, un'esperienza che non andava a toccare più di tanto la natura del prodotto di Ubisoft ma che aumentava con successo le ore di gioco attraverso nuovi, graditi contenuti. Cos'è successo nel frattempo? Le Prove degli Dei hanno continuato a ripetersi con cadenza regolare, mentre la modalità Discovery ha placato, non senza polemiche relative alla censura, la sete di conoscenza di tanti appassionati di storia. Questa volta Bayek torna a far parlare di sé con La Maledizione dei Faraoni, DLC che qui a Eurogamer aspettavamo più di ogni altro, perché si poneva l'ambizioso obiettivo di portare una reale ventata di aria fresca nel calore dell'antico Egitto.

Assassin's Creed: Origins - Gli Occulti - recensione

L'ombra di Siwa si staglia sul Sinai.

Se Max Pezzali cantava "Stessa storia, stesso posto, stesso bar", il primo DLC dell'ormai celebre Assassin's Creed: Origins racconta una storia simile. Dopo il successo raggiunto con l'ultima istanza della serie di Ubisoft, i riflettori non potevano che rimanere puntati sul supporto post-lancio, un settore nel quale il publisher di Parigi si è recentemente dimostrato particolarmente abile. Chi ha vestito i panni di Bayek saprà infatti che le Prove degli Dei sono state un ottimo espediente per ampliare la longevità del titolo, portando i collezionisti a mettersi alla prova settimana dopo settimana, senza necessitare di alcuna transazione aggiuntiva.

Lost Sphear - recensione

Tokyo RPG Factory torna di nuovo al passato.

Ricordate I Am Setsuna? Non appena Square-Enix prospettò un ritorno al passato per il genere JRPG, siamo certi che il cuore di migliaia di appassionati ha avuto un sussulto. Nonostante ciò, alla prova dei fatti il titolo si è rivelato una sorta di omaggio a quel mondo ormai scomparso, una riproduzione ossessiva di numerosi sistemi e cliché già visti in chiave più che tradizionale. Il lavoro di Tokyo RPG Factory è risultato sì uno stupendo ritorno al passato per chi sia in cerca di quelle stesse emozioni provate durante l'infanzia, ma non è stato in grado di sopravvivere alla prova del tempo per coloro che, invece, hanno assaporato l'innovazione di un titolo come Persona 5, capace di proiettare il combattimento a turni nel futuro. Lost Sphear segue sostanzialmente l'onda di I Am Setsuna: farsi cullare dalle melodie in pieno stile classico attraversando i piacevoli sfondi isometrici scatena emozioni estremamente rassicuranti e malinconiche, e mentre si gioca sembra di essere tornati indietro nel tempo di oltre un ventennio.

Da qualche tempo l'aria intorno alle esperienze videoludiche incentrate sul single player si sta facendo pesante. Se in molti hanno discusso l'effettiva fattibilità di titoli di questo genere, Bethesda e MachineGames hanno preferito rispondere concretamente, investendoci con un'esplosione di violenza e ironia marchiata Wolfenstein. Un nome grosso da portare sulle spalle ma anche un nome che il piccolo, folle studio svedese è riuscito a rispolverare e a rendere accessibile a veterani e neofiti nel tripudio adrenalinico di The New Order. Wolfenstein II: The New Colossus pesca a piene mani dal suo predecessore, limandone gli spigoli e inserendo tutto ciò che mancava nel corso di un processo evolutivo che risulta naturale, quasi mistico. Ecco cosa abbiamo provato nel liberare l'America da tanti, tantissimi nazisti.

Assassin's Creed: Origins - recensione

Storia di un nuovo credo.

Dopo quattro anni di sviluppo e un intero anno sabbatico, le vicende di Assassini e Templari tornano a intrecciarsi sui nostri schermi. Assassin's Creed Origins è un titolo ricco di sfaccettature: si tratta di un ritorno al passato, di una finestra sulla genesi e di un importante punto di ripartenza per la serie. Una serie che, dopo più di un'incertezza, torna in mano a una persona ancora una volta capace di estrarre il coniglio dal cilindro, stavolta nel mezzo di un deserto più inquietante del Sahara: quello creativo. Ashraf Ismail, che fu appunto Game Director di Assassin's Creed IV: Black Flag, presenta così l'ultimo episodio esaltando i maggiori punti di forza del franchise e distruggendo al tempo stesso alcuni schemi che lo avevano accompagnato fin dalla prima istanza.

Raid: World War II - recensione

La caduta del Reich come non l'avete mai vista.

Immaginate di mettere in un calderone un bel FPS della vecchia scuola. Aggiungendo un mestolo di cooperativa, un pizzico di Bastardi Senza Gloria di Quentin Tarantino e una spolverata di quel feeling a cui ci hanno abituati titoli come Payday, otterrete qualcosa che si avvicina molto a Raid: World War II.

NiOh: la Fine del Massacro - recensione

Benvenuti nell'epoca Genna.

Il genere soulslike è ormai entrato di diritto nell'olimpo del mercato videoludico, ispirando decine di prodotti e alimentando la sete di sfida di milioni di giocatori. Ma la strada intrapresa da Team Ninja e Koei Tecmo ha radici molto più antiche della recente esplosione, visto che lo sviluppo del gioco ha avuto inizio nel lontanissimo 2004.

Blue Reflection - recensione

Gust Co. guarda verso Persona.

L'ultima fatica di Gust Co è anche l'ultima istanza del cosiddetto "Bishojo Matsuri", ovvero il festival delle belle ragazze. Si tratta di una serie di titoli consacrati alla celebrazione della gioventù femminile, obiettivo raggiunto attraverso racconti fantastici focalizzati sulla crescita personale, il coraggio e la scoperta delle interazioni sociali. Nonostante la bella premessa, opere di questo genere sono spesso accusate di mettere in scena il cosiddetto "Yuri Baiting", ovvero lo sfruttamento delle possibili relazioni romantiche volte ad attrarre una determinata categoria di pubblico.

Danganrompa V3: Killing Harmony - recensione

La visual novel di Spike Chunsoft tra il sequel e il reboot.

Dopo la prima istanza della serie Danganrompa ad essere realizzata per il mercato delle console fisse dopo il successo trovato su PSP e negli App Store, Killing Harmony si è trovato in una posizione delicata. Il team di Spike Chunsoft si è infatti dovuto confrontare con una scelta complicata, ossia se proseguire la vicenda della Hope's Peak Academy o se proporre un intreccio narrativo completamente nuovo. La soluzione adottata dall'autore Kazutaka Kodaka è di tutto rispetto: riprendere il concept di Danganrompa dando vita ad una storyline che, seppur completamente nuova, si collegasse in maniera inequivocabile alle esperienze del passato.

One Piece: Unlimited World Red DX - recensione

Ritorno al passato per il futuro re dei pirati.

La saga di Eiichiro Oda, pur essendo in corso d'opera da oltre vent'anni, si è già guadagnata il suo posto nell'olimpo degli shonen, manga prevalentemente di azione destinati (principalmente) a un pubblico adolescente. Il suo character design in contempo semplice e profondo ha trovato una culla perfetta nell'universo piratesco di One Piece, un mondo costellato di misteri, battaglie e abilità incredibili.

Final Fantasy XII è sicuramente il capitolo più controverso dell'intera saga. Nonostante la buona accoglienza da parte della critica dell'epoca, non fu mai in grado di fare completamente breccia nel cuore dei fan. Alla luce dei 15 milioni di copie vendute con Final Fantasy X, il suo diretto successore (l'episodio XI è, per chi non lo sapesse, la prima istanza online della saga) non riuscì infatti a superare i 5 milioni. Il progetto era estremamente ambizioso: con i suoi cinque anni di sviluppo entrò di diritto nel Guinnes dei Primati, portandosi appresso tutte le problematiche che possono nascere in un lasso di tempo tanto vasto.

Il ciclismo, nonostante la recente scarsa attenzione mass-mediatica, è parte della storia dello sport e in particolare di quella italiana. Se da un lato può risultare difficile pensare agli appassionati della pedalata mentre si rilassano davanti al PC, giochi dedicati a questa disciplina riscuotono ciclicamente (perdonate il gioco di parole) un discreto successo, avendo fidelizzato negli anni una buona nicchia di pubblico.

Che cos'è Final Fantasy XIV Stormblood? Definirlo semplicemente un'espansione della seconda fatica MMO di Square-Enix non gli renderebbe giustizia. La storia di Final Fantasy XIV comincia da uno sviluppo lungo e travagliato, che ha portato il titolo all'esordio estremamente negativo del 2010 e alla chiusura definitiva dei server a novembre 2012. Fortunatamente, il progetto ha trovato un salvatore nella figura di Naoki Yoshida - già game director di Dragon Quest - che, grazie a una comunicazione più che attiva con la community e alle sue idee innovative in tema di meccaniche MMO, è stato in grado a far risorgere il titolo dalle sue ceneri.

MXGP 3 riesce a ricordarci come le eccellenze italiane del racing e del gaming abbiano trovato un punto di incontro nel corso dell'ultimo ventennio ad opera di Milestone, fin dal breve periodo in cui era ancora Graffiti. Quel che ci ha colpiti maggiormente nel recensirlo, è l'evidente salto di qualità riscontrato in questo capitolo dell'IP sul motocross rispetto all'ultima season di titoli pubblicati dalla software house meneghina.