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Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

Otto anni e non sentirli, o quasi. Le candeline sulla torta del 3DS continuano ad aumentare e per ricordarne i primi vagiti bisogna tornare indietro all'ormai lontano 25 marzo 2011, giorno in cui il piccolo portatile Nintendo arrivò sui mercati occidentali dopo aver debuttato in Giappone poco meno di un mese prima.

Nintendo Labo VR - recensione

La Realtà Virtuale entra in casa Nintendo.

Finalmente anche Nintendo è entrata nel mondo della realtà virtuale. Come sempre ha deciso di farlo a modo suo, imboccando una direzione alternativa rispetto alla concorrenza.

Baba is You - recensione

Giocate con le parole e loro giocheranno con voi

Provate a fare uno sforzo di memoria per ricordare da quanto non vi trovate davanti ad un puzzle game DAVVERO originale. Il genere è ormai da tanto, troppo tempo chiuso in un loop di clonazione dei vari Tetris, Puzzle Bubble, Candy Crash Saga e altri capostipiti del genere. In questo senso il mercato Mobile ha contribuito non poco a cristallizare il genere, ma fortunatamente di tanto in tanto arriva il genietto di turno, il ragazzo prodigio che nella penombra della sua cameretta tira fuori l'idea giusta, che con tanta passione e qualche sacrificio si trasforma poi nel gioco che non avremmo mai pensato di vedere e di volere.

RaccomandatoSlay The Spire - recensione

Roguelike + card came, un matrimonio che funziona.

Di roguelike in giro ce ne sono veramente tanti, forse troppi. Questa particolare tipologia di giochi è divenuta estremamente popolare negli ultimi anni e molte software house, soprattutto indipendenti, ci si sono buttate a pesce.

A Fisherman's Tale - recensione

Mai come stavolta le dimensioni contano!

"Filastrocca del pescatore che sul mare sta per ore, nella speranza di pescare qualche pesce da gustare, ma all'amo non abbocca niente, forse c'è troppa gente", recitava una vecchia filastrocca.

This War of Mine: Complete Edition (Switch) - recensione

Il dolore della guerra non ha confini.

La guerra non è mai divertente, ma da sempre è uno dei temi più trattati nel mondo dei videogiochi. Tralasciando Call of Duty, Battlefield e compagnia bella, sono davvero pochi i titoli che sono stati capaci di affrontare la guerra con un gameplay diverso da quello dei canonici sparatutto in prima o terza persona. Meno ancora hanno avuto la delicatezza di raccontare storie di guerra con il giusto mix di delicatezza e ricchezza di dettagli. Capita poi che in un lasso di tempo relativamente breve arrivino addirittura due di questi titoli, che pur trattando lo stesso tema con uno stile diverso sono legati da un invisibile filo di solidarietà.

Trials Rising - recensione

Ancora una e poi smetto!

Nei giochi sportivi a sfondo motoristico spesso la differenza tra una buona e una cattiva prestazione è talmente sottile da sembrare impercettibile.

Feudal Alloy - recensione

Un metroidvania (un po') diverso dal solito.

Cosa ci spinge a scegliere un gioco? A volte può bastare un trailer particolarmente azzeccato piazzato sui social al momento giusto, più spesso a convincerci è una demo o il suggerimento di un amico che conosce i nostri gusti.

Travis Strikes Again: No More Heroes - recensione

Anche gli assassini amano i videogiochi.

Prima che lo chiediate: no, il sottotitolo di questa recensione non è legato all'ennesimo fatto di cronaca nel quale i videogiochi sono stati accostati più o meno direttamente ad un evento fatale. Ha a che fare invece con la natura da spin-off di Travis Strikes Again, gioco con cui il folle/geniale Goichi Suda ha voluto riportare sotto i riflettori Travis Touchdown per far scoprire ai suoi fan come se la cava l'ex-numero 1 della United Assassins Association.

Carnival Games - recensione

Alla fiera dell'Est, per due soldi...

È assai probabile che almeno una volta abbiate già sentito parlare di Carnival Games. È una serie nata su Wii in quel convulso periodo in cui tutti si lanciavano sull'innovativa console di Nintendo, ma aveva una sua dignità. A dirla tutta era un gioco abbastanza divertente e un po' diverso dal solito. Il successo fu discreto, al punto da generare alcuni spin-off e addirittura un capitolo VR non esattamente convincente. L'arrivo su Switch era praticamente inevitabile, e infatti eccolo qui.

Mentre tutto il mondo si è praticamente trasferito nel vecchio west, alcuni vecchi giocatori nostalgici si sono probabilmente accorti dell'uscita di Castlevania Requiem, coincisa "per puro caso" con l'arrivo su Netflix della seconda stagione della serie animata. Questa piccola collection firmata Konami è stata annunciata poco più di un mese fa, per la gioia di chi non vedeva l'ora di rigiocare quelli che ancora oggi sono considerati i due migliori capitoli della saga.

Beat Saber - recensione

Il ritmo è la vera Forza di uno Jedi!

Tutto si può dire a PlayStation VR tranne che non abbia una line-up varia. Non mancano un bel po' di giochi Tripla A, ai quali fanno da contorno centinaia di esperienze in grado di trasportare i giocatori in cima all'Himalaya, nelle profondità dell'oceano o nelle zone contaminate di Prypiat.

Borderlands 2 VR - recensione

Pandora vi aspetta... ancora una volta!

Sicuramente non lo sapete e al 99.9% neanche ve ne importa nulla ma chi sta scrivendo questa recensione ha passato un totale di oltre 500 ore su due diverse edizioni di Borderlands 2: prima su Xbox 360 e successivamente su PS4 grazie alla Handsome Collection.

Yomawari: The Long Night Collection - recensione

La notte fa paura anche su Switch?

NIS America ha recentemente pubblicato su Switch questa raccolta che include i due capitoli della serie Yomawari. Il primo, sottotitolato Night Alone, uscì tre anni fa su PS Vita e PC, seguito a distanza di un biennio quasi esatto da Midnight Shadows, che allargò il bacino d'utenza a PlayStation 4. Trattasi di due pseudo-horror molto particolari, scaturiti dalla fantasia e dalla creatività di Yu Mizokami, deus-ex machina della serie e designer degli ultimi capitoli di Disgaea.

È davvero difficile non farsi sovrastare dall'abbondanza di Super Smash Bros. Ultimate. Fin dal primo avvio il gioco fornisce un'infinita serie di input visivi e sonori. È un po' come entrare in un grande parco giochi: ci si guarda intorno un po' spaesati e indecisi su dove cominciare.

Toki - recensione

Le vere sfide arrivano dal passato.

Era il lontano 1989, quasi 30 anni fa, in sala giochi spopolavano titoli come il tie-in degli Avengers firmato Data East, il fantasy di Golden Axe, l'action-puzzle Pang, il ninja Strider, ma soprattutto l'immortale Final Fight.

Sega Mega Drive Classics (Switch) - recensione

Un'altra sala giochi portatile.

Poco più di sei mesi fa avevamo recensito questa compilation nella sua incarnazione PlayStation 4. L'arrivo di Sega Mega Drive Classics su Switch non era scontato ma sicuramente prevedibile vista la grande quantità di retro-raccolte che ha raggiunto l'ibrida Nintendo.

Deliver us the Moon: Fortuna - recensione

Un'avventura sci-fi che si ferma dopo il decollo.

La Terra è sull'orlo del collasso e ancora una volta la colpa è tutta nostra. Quella che suona come una profezia da incubo è in realtà l'incipit di questo gioco, finanziato con successo su Kickstarter poco più di due anni fa.

Child of Light: Ultimate Edition - recensione

Poesia e pittura prendono vita su Switch.

Ubisoft, come molte altre software house, poggia le sue basi su solide fondamenta, rappresentate da saghe storiche come Assassin's Creed, Far Cry e via dicendo. La compagnia transalpina però è anche capace di guizzi inaspettati, che nel corso degli anni hanno dato vita a prodotti assolutamente incredibili e per certi versi rivoluzionari.

My Memory of Us - recensione

Cartoline dall'Olocausto.

Raccontare gli eventi di una guerra dal punto di vista di chi l'ha vissuta con il terrore negli occhi non è cosa semplice. Se poi si sfocia nel discorso Olocausto, allora il compito diventa ancora più complesso.

Déraciné - recensione

La sabbia nella clessidra scorre in due sensi.

Déraciné in francese significa "sradicato" ma anche "disorientato", una condizione tipica di chi si trova in una situazione o in un ambiente diverso dal solito. Forse From Software deve essersi sentita così quando ha iniziato a sviluppare questo gioco, che non potrebbe essere più diverso dai precedenti progetti della software house nipponica.

Luigi's Mansion - recensione

Da Gamecube a 3DS in tre mosse.

Era la primavera del 2002, ben sedici anni fa. Un bimbo di "soli" trent'anni rientrava a casa con una grossa busta di carta. Al suo interno una nuova console dalla forma buffa, un cubo perfetto di colore viola con una maniglia nera. Due i giochi presi in bundle: Star Wars Rogue Leader - Rogue Squadron II e Luigi's Mansion. Sebbene la voglia di lanciarsi sulla superficie di uno Star Destroyer alla guida di un X-Wing fosse forte, il bimbo decise di iniziare da quello strano spin-off della serie Super Mario. Una volta tanto il protagonista era il fratellone sfigato, Luigi, chiamato a una missione quasi impossibile: salvare il celebre idraulico baffuto, scomparso in una misteriosa e tetra magione che somiglia ad una versione super-deformed della "mansion" di Resident Evil.

Diablo III: Eternal Collection - recensione

Discesa all'Inferno su Nintendo Switch.

Confrontare la prima versione di Diablo 3 con la Eternal Collection uscita su PS4 e Xbox One, è come paragonare giochi separati da almeno un paio di generazioni hardware. Tanto acerbo, incompleto e parzialmente deludente la prima edizione quanto matura, opulenta e soddisfacente la seconda. Blizzard ci ha ormai abituati al costante e generoso supporto dei suoi titoli, continuamente aggiornati con nuovi contenuti e migliorati sotto tutti i punti di vista. L'arrivo del gioco su Switch rappresenta un ulteriore passo avanti e l'opportunità per allargare ancora di più il bacino d'utenza.

Timespinner - recensione

Un delizioso Metroidvania a tempo.

Stiamo vivendo un periodo estremamente fitto di uscite, quasi tutte di alto livello. L'arrivo quasi contemporaneo di così tanti Tripla-A è positivo, ci fa godere e svuota i nostri portafogli. Al tempo stesso però può avere un effetto negativo, quello di oscurare uscite meno di richiamo ma comunque di ottimo livello. Timespinner è una di queste e ancora una volta si parla del genere Metroidvania, che ultimamente è tornato di moda.

Grimmwood: They Come at Night - recensione

L'unione fa la forza... o la morte.

Cosa fareste se doveste ritrovarvi insieme a un gruppo di sconosciuti in un villaggio sperduto e distante da qualsiasi insediamento civile? E se oltre a questo veniste a sapere che di notte la fitta foresta che lo circonda si popola di creature generosamente provviste di zanne e artigli? Il sospetto che qualcuno finisca per impazzire è lecito, ma per poter sopravvivere c'è un'unica scelta: fare squadra e collaborare. Questo è il fulcro del gameplay di Grimmwood, suggestiva avventura survival che punta tutto sulle meccaniche coop.

LEGO DC Supercriminali - recensione

Il lato oscuro dei mattoncini.

Traveller's Tales gioca ancora con i mattoncini. A distanza di 13 anni da LEGO Star Wars, non sembra voler mollare la presa e stavolta ci fa vivere il lato oscuro della DC Comics. Dopo aver vestito i panni degli eroi di entrambi gli universi fumettistici, è giunta l'ora di infilarsi le sgargianti calzamaglie di buona parte delle loro controparti cattive.

Astro Bot Rescue Mission - recensione

Un platform VR davvero sorprendente.

Il capolavoro che non ti aspetti: non troviamo un modo migliore per descrivere in breve Astro Bot: Rescue Mission. Avreste mai scommesso un euro sul fatto che il genere platform potesse funzionare su PlayStation VR? Noi sì ma non perché abbiamo particolari facoltà medianiche. Semplicemente avevamo giocato quella piccola gemma che risponde al nome di Playroom VR (se non l'avete scaricata, FATELO). All'interno di quella deliziosa compilation di mini-games era contenuto quello che può essere ora considerato una versione embrionale di quest'ultima fatica Sony Japan.

Donut County - recensione

Non tutti i buchi riescono con la ciambella.

Giocare a Donut County è un po' come guardare un film di Wes Anderson (I Tanenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Grand Budapest Hotel). Si inizia senza sapere bene cosa aspettarsi, l'atmosfera è strana e le premesse narrative sono MOLTO strane. Dopo qualche minuto si ha quasi la tentazione di fermarsi ma poi qualcosa attira l'attenzione e in pochi minuti si viene totalmente catturati da quel "qualcosa" che anche dopo due ore non si riesce a definire.

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