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Fabio Davide

Redattore

Giocatore fin dalla più tenera età, fagocita di tutto ma digerisce solo i veri capolavori. Dopo 7 anni nel settore del gaming aveva pensato di trovarsi un lavoro nella ristorazione, ma poi ha ceduto al fascino di Eurogamer.

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D4: Deadly Telltales Premonition - recensione

Tra avventura grafica e DVD Game.

RaccomandatoInvisible Inc., tra stealth e strategia - recensione

Come passare dallo stealth ai turni in pochi, semplici passi.

Klei Entertainment è lo stesso studio già responsabile degli ottimi N+, Shank e Don't Starve, ma Invisible Inc ha molto poco in comune con questi titoli, troppo diversi per essere accomunati a quest'ultimo interessante esperimento. Invisible Inc. è più simile a Mark of The Ninja (sempre di Klei) e non perché i due giochi abbiano dei punti in comune (anche qui la distanza è parecchia) ma perché entrambi esplorano in modo diverso il mondo degli stealth game, tentando di declinarlo da un punto di vista completamente differente.

Albedo: Eyes from Outer Space - recensione

Un'avventura alla Flash Gordon.

I B-movie della fantascienza hanno fatto scuola. È così! Che siate o meno appassionati del genere, questi film a volte pessimi hanno creato cult che sono giunti inalterati sino a noi. Senza di essi serie come Futurama non sarebbero potute esistere, Hollywood avrebbe prodotto qualche remake in meno e, soprattutto, Albedo: Eyes from Outer Space non sarebbe qui.

Reassembly, fantasia e riflessi - recensione

LEGO nello spazio, o quasi…

Quando da piccoli giocavamo con le costruzioni e sognavamo di diventare architetti, mai avremmo pensato a quante declinazioni sarebbero esistite per le nostre ambizioni. Sì, perché in principio era il blocco semplice, compatto, ingombrante. I più anziani ricorderanno quelli di legno colorato, noi quelli in plastica colorata venduti in un unico grande secchio trasparente. Ma anche i LEGO, i Meccano e i loro surrogati che hanno acceso la fantasia dei bambini.

I Am Bread: dalle stalle alle cucine - recensione

Il tempo dei simulatori di capra è finito ecco il simulatore di Pane.

I detrattori di Goat Simulator potranno pensare che questo titolo sia la dimostrazione di come i giocatori, soprattutto quelli amanti del trash, siano disposti ad acquistare qualsiasi cosa purché ben pubblicizzata e impacchettata. Per noi si tratta piuttosto della dimostrazione di come l'intenzione di creare qualcosa di nuovo venga premiato dagli utenti, stanchi dei "more of the same" dell'industria videoludica. Ma non sempre si riesce a sfuggire alle grinfie del mercato...

Boxboy! non vi romperà le scatole! - recensione

Nintendo e la dura vita dell'eroe di cartone...

L'online store di Nintendo è un servizio, come quasi tutti quelli di questo genere, molto altalenante. Da un lato troviamo versioni rimasterizzate di Super Mario o altre pietre miliari, impacchettate e vendute senza particolari aggiunte. Dall'altro piccole gemme indipendenti e, spesso, esclusive che impreziosiscono un parco titoli già piuttosto valido.

Grey Goo, strategia vecchia scuola - recensione

Un RTS che dà nuovo vigore al genere.

C'è chi dice che gli RTS siano morti, divorati dai MOBA e dagli sparatutto. Uccisi dalla gente che preferisce i corridoi in soggettiva di un Call of Duty qualsiasi alle mappe aperte e alle visuali a volo d'uccello. In realtà, che siano morti o meno, è indubbio che si tratti di un genere che ha perso smalto ed è da un po' che le scene non vengono monopolizzate da un nuovo strategico in tempo reale. Ciò non vuol però dire che non si trovi più nulla d'interessante da giocare e se mancano gli esponenti di peso di un tempo, nel mondo indipendente la strategia ha ancora i suoi momenti e Grey Goo è uno di essi.

La PS Vita non ha giochi, non c'è nulla d'interessante da giocare e, soprattutto non ci sono vere e proprie esclusive come quelle Nintendo. Frasi del genere si leggono ovunque, sin quasi dall'uscita della console. La verità è però che la console portatile di Sony vanta un buon parco titoli per gli appassionati dei giochi nipponici.

Talvolta i fan si rivoltano contro i publisher nipponici, colpevoli di non voler pubblicare in occidente titoli ritenuti troppo vicini al gusto giapponese e quindi poco gradevoli al nostro palato. Un comportamento comprensibile visto che non sarebbe un buon investimento commerciale, mentre meno comprensibile è la scelta di NIS di riempire costantemente questo vuoto con titoli che, forse, sarebbe stato meglio relegare alle camere degli otaku nipponici.

Spin-off di Harvest Moon, la serie di Rune Factory ripropone da sempre elementi di gameplay propri di questa tipologia di giochi, miscelati con tinte fantasy e meccaniche ruolistiche volte a impreziosire il proprio gameplay. Rune Factory 4 non fa eccezione e cerca in tutti i modi di riproporre i punti di forza della saga anche su Nintendo 3DS, catapultando letteralmente il giocatore all'interno di una vicenda decisamente peculiare.

Quello del remake è un concetto connaturato nel DNA di Nintendo più profondamente di quanto molti possano pensare. La differenza sta però nello stile, nell'approccio che la casa di Mario ha nei confronti dell'argomento. Dalle riproposizioni dei vecchi classici per GBA ai vari Zelda, Nintendo sembra vivere il concetto di remake in modo innato, quale riproposizione di un gameplay sempre caratteristico, che s'impreziosisce più che adeguarsi ai tempi.

PayDay 2: Hotline Miami DLC - review

Dagli 8-bit alle rapine in banca.

Abbiamo parlato spesso di PayDay 2 perché si è davvero meritato una certa attenzione e i suoi sviluppatori hanno lavorato sodo perché questo avvenisse. Una delle prime critiche che abbiamo mosso a questo titolo riguardava appunto il loro supporto: le poche missioni inizialmente disponibili avrebbero portato ben presto alla noia ed era chiaro quanto il successo di questo prodotto sarebbe dipeso dall'impegno a lungo termine del team di sviluppo.

GoD Factory: Wingmen, dogfight spaziali - review

Iceman spaziali, senza Top Gun.

I giochi ad ambientazione spaziale sono sempre più di moda in questo periodo e se Strike Suite Zero potrebbe essere uno dei primi esempi a passare per la mente, sarà con gli imminenti Star Citizen ed Elite: Dangerous che il genere assurgerà alla massima gloria. Anche e soprattutto grazie alle produzioni indie, nelle quali rientra a pieno titolo anche questo GoD Factory: Wingmen, che di originale ha di essere un MOBA.

Back to Bed: di nuovo nel mondo dei sogni - review

Le avventure di Bob il sonnambulo.

Non è la prima volta che gli sviluppatori di videogiochi, nel tentativo di realizzare un'ambientazione particolarmente ispirata, esplorano il mondo dei nostri sogni. L'ottimo ma sottovalutato Psychonauts lo faceva già con un stile unico, e non è di certo stato il primo. Ora ci riprovano i ragazzi di Bedtime Digital Games col loro titolo d'esordio, Back to Bed, un puzzle game sviluppato per Android, iOS e PC che miscela le atmosfere del titolo Double Fine con quelle del recente Monument Valley. E che lo fa con un certo stile.

ArticoloLa dura trasformazione di Crytek - articolo

Il capo di Crytek, Cevat Yerli, parla con Eurogamer del futuro della compagnia.

Negli scorsi giorni Eurogamer.net ha pubblicato una lunga, interessante intervista a Cevat Yerli, il boss di Crytek. Durante l'intervista, Yerli si è impegnato a rispondere alle dure critiche di fan e stampa specializzata a seguito dei recenti avvenimenti.

Quando è uscito il primo episodio di Pokémon sull'intramontabile GameBoy originale, anche il più anziano di noi non poteva che avere all'incirca una ventina d'anni. Era dunque ovvio che il bambino che è in noi si facesse prendere anche per la sola curiosità dalle tante sfaccettature di quel piccolo capolavoro portatile, lasciandosi catturare dal già ampio merchandising che comprendeva pupazzi, gadget, cartoon e ovviamente carte collezionabili.

Ricordate quei fascicoli che si compravano in edicola quando andavamo all'asilo o che magari ora regalate ai vostri figli? Ve n'erano di tutti i tipi. Alcuni, per i più piccoli, consentivano di colorare disegni di personaggi tratti dai cartoon del momento. Altri, destinati a bimbi un po' più grandi, insegnavano come disegnare questi stessi personaggi.

Abyss Odyssey, un'avventura tra fantasy e folclore - review

Dopo i mondi alieni di Zeno Clash, ACE Team ci porta negli abissi.

I ragazzi di ACE Team non riescono proprio a sviluppare un gioco normale. La loro spinta verso l'originalità e la loro voglia di realizzare qualcosa se non nuovo quantomeno particolare, è subito evidente dai titoli di questo giovane ma talentuoso team.

The Ratchet & Clank Trilogy: Lombax portatili - review

Il dinamico due della generazione PS2 in un'altra raccolta in HD.

Quello delle collection HD dei vecchi classici è, soprattutto quando si parla di console portatili, un argomento particolarmente spinoso. La capacità di calcolo di console come PS Vita e Nintendo 3DS non è ancora cresciuta al punto da poter emulare i giochi della generazione PS2.

Il fine ultimo di PayDay 2 è uno e soltanto uno: essere il perfetto simulatore di rapina. Un obiettivo che il gioco si è prefissato ben prima che la modalità online di GTA V venisse alla luce e che, nell'arco degli ultimi mesi, ha portato avanti con perspicacia e intraprendenza.

Quando si parla di titoli realizzati con l'UbiArt Framework, parole come 1080p e 60fps perdono di significato. Eppure sono concetti che negli ultimi tempi sono sulla bocca di tutti, al punto da creare polemiche riguardo a non pochi giochi. Sui titoli sviluppati in UbiArt però sono di difficile applicazione perché Ubisoft, con questo suo piccolo ma potente strumento, è riuscita a dimostrare inequivocabilmente una cosa che i giocatori e gli sviluppatori odierni tendono a dimenticare: non è la potenza grafica che fa un gioco ma lo stile. E Child of Light di stile ne ha da vendere.

ArticoloOrcs Must Die! Unchained: è tempo di darsi ai MOBA! - prova

La divertente serie di Robot Entertainment cambia direzione.

Non vi nascondiamo che il primo Orcs Must Die! ci ha tenuti incollati allo schermo del PC per ore e ore. La semplicità del suo gameplay, unita alla frenesia delle sessioni di gioco veloci e adrenaliniche, hanno catturato noi e migliaia di altri giocatori in quella che è stata una vera e propria sleeper hit.

Quando si parla di titoli sportivi, le opinioni cambiano da paese a paese. Dopotutto è ovvio che certe discipline raccolgano più o meno consensi a seconda di dove ci si trovi. In Giappone parleremmo più spesso di baseball, in America di football mentre in Italia ovviamente di calcio, soprattutto ora che non si può terminare una pausa caffè senza che qualcuno tiri in ballo i Mondiali.

PlayStation Loves Devs: Sony apre agli sviluppatori indipendenti

Un open day dedicato agli indie e al panorama italiano.

Roma - Si è tenuto ieri, presso la sede di Sony l'open day dedicato agli sviluppatori indipendenti. L'evento, nominato "PlayStation Love Devs", fa seguito alle ultime dichiarazioni di Yoshida e ha voluto mostrare a un pubblico di addetti ai lavori tutte le modalità con cui la casa giapponese supporta i piccoli sviluppatori, indipendenti o meno.

Borderlands 2: c'è Vita su Pandora?- review

Gearbox si scontra con la portatile di Sony.

Quando fu annunciato nel 2007, Borderlands era molto diverso da com'è ora. Pur presentando molti degli elementi che il gioco ha poi mantenuto, la serie prese ben presto una direzione differente da quella delle prime demo, forse anche per timore del confronto con l'allora attesissimo Rage. Fatto sta che mentre il titolo di id Software è passato in secondo piano, mentre quello di GearBox si appresta ad arrivare alla sua terza iterazione.

Beware Planet Earth - review

Dopo piante contro zombie, alieni contro mucche.

Le conversioni dalle console portatili a quelle casalinghe e PC stanno diventando ormai la norma. Un po' perché aiutano gli sviluppatori ad aumentare i guadagni e a rientrare più facilmente dei costi col minimo dello sforzo, un po' perché si stanno rendendo conto che costringerci a comprare tre console per seguire una serie nella sua interezza (chi ha detto Kingdom Hearts?) non è il miglior modo per coccolare il consumatore.

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