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Batman: Arkham City

Questa città è un manicomio!

Chi di voi prima dell'uscita di Arkham Asylum si aspettava davvero qualcosa di positivo da quel gioco? Vedo poche mani alzate. Probabilmente in molti, invece, sono poi rimasti folgorati dal prodotto finale e non vedono l'ora di vestire nuovamente maschera, tuta e mantello del Cavaliere Oscuro.

I ragazzi di Rocksteady stanno sapientemente centellinando informazioni e immagini per far crescere l'attesa che circonda questo Arkham City e la loro tattica, va detto, funziona alla perfezione. Ogni singolo screen uscito dal quartier generale ha fatto il giro del mondo in pochi minuti e in molti pagherebbero a peso d'oro la possibilità di vedere un filmato di gameplay lungo più di un minuto.

Tanto per gettare un po' di benzina sul fuoco, ecco che arriva Eurogamer per condividere con voi altri dettagli del gioco che allieterà le nostre fredde giornate invernali di fine 2011.

Iniziamo con una domanda semplice: vi siete mai chiesti che tipo di approccio abbia scelto il team per la produzione di questo sequel? Meglio rimanere su un terreno conosciuto rischiando però di ripetersi e annoiare il pubblico o tentare qualcosa di nuovo con il pericolo di fallire alla grande e cancellare quanto di buono fatto finora?

Nonostante le voci, Robin non dovrebbe mostrare il suo faccino in questa seconda avventura.
Il gioco non sarà open-world come Crackdown o GTA, ma concederà molta più libertà di movimento.

Diciamo che la risposta risiede esattamente nel mezzo. Rocksteady ha preso le fondamenta e gli elementi "funzionanti" del primo gioco e da questi è partita per realizzarne il sequel. Nuove animazioni, un sistema di combattimento più complesso, un maggior numero di missioni secondarie e opzioni... sono questi gli ingredienti più interessanti del nuovo menù griffato Bruce Wayne.

La "dimensione" generale del gioco sarà decisamente superiore rispetto a quello precedente. Non saremo più confinati su un isola con pochi edifici da visitare e ripulire. Stavolta ci muoveremo su un terreno decisamente più vasto, un'ampia fetta dell'intera Gotham City, un luogo che specialmente di notte non raccomanderemmo neanche al nostro peggior nemico.

Anche questa volta il gioco avrà una trama originale, non ispirata ad alcun fumetto letto o film visto in precedenza, mentre gli eventi narrati si svolgeranno all'incirca un anno e mezzo dopo quelli di Arkham City.

In questi 18 mesi il direttore del manicomio criminale, Quincy Sharp, si è preso quasi tutto il merito per aver fermato il Joker e questo gli ha fruttato una bella poltrona di sindaco. Ma come spesso accade in questi casi, non tutto fila liscio come si vorrebbe e il rovescio della medaglia non tarda a mostrarsi.

In poco tempo le strade di Gotham vengono invase dalla peggiore feccia del paese, da gang senza Dio e poliziotti più corrotti di prima. Lo scenario diventa ben presto quello di una guerriglia urbana nel quale nessuno è più al sicuro. Avete presente la Manhattan di 1997: Fuga da New York? Stessa cosa!

La sfida più difficile che i designer di Arkham City stanno affrontando è quella di dover disegnare ambienti molto più ampi dei precedenti, che però consentano di non stravolgere il gameplay originale, fatto sì di combattimenti ma anche di spostamenti furtivi e agguati perpetrati nell'ombra.

Per far questo i nostri amici hanno dotato Batman di nuove abilità e potenziato quelle che già conosciamo. Il suo mantello ci tornerà utile molto più di prima, ad esempio, visto che potremo planare per periodi di tempo (e distanze) molto più lunghi.

Anche il rampino è stato modificato e ci permetterà ora di raggiungere location e altezze che nel primo gioco sarebbero state inarrivabili. In alcuni casi potrà anche essere utilizzato in combattimento, ma su questo aspetto gli sviluppatori non hanno voluto rivelare ulteriori dettagli.

Il teaser di Batman: Arkham City.

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 20 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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