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BioShock Infinite

Un seguito... scioccante!

Il fatto che consideriate o meno BioShock Infinite come un vero seguito della saga dipende dal significato che normalmente attribuite alla parola "seguito". Non c'è un numero dopo il titolo e, a giudicare da immagini e trailer, questo capitolo sembra più vicino alla definizione di spin-off.

BioShock Infinite ci catapulterà indietro (nel tempo) e in alto (nello spazio), in un mondo decisamente diverso da quello a cui eravamo abituati negli episodi precedenti. Siamo nel 1912, in Columbia... non la città degli Stati Uniti ma un'altra utopia in stile Rapture. Non saremo più immersi nelle profondità oceaniche, stavolta muoveremo i nostri passi in una città sospesa tra le nuvole, lungo isole tenute in alto da giganteschi palloni e razzi propulsivi dalla potenza inimmaginabile.

In effetti, Infinite non sarà ambientato nello stesso universo dei precedenti BioShock. Columbia ha un che di familiare, eppure è solo una lontanissima parente di Rapture: è più colorata, più spettacolare... in un certo senso assomiglia a un luna-park volante. Un luna-park destinato a crollare su se stesso e popolato da persone con strani poteri. Immergersi in questa nuova città regala un leggero senso di déjà vu, eppure ogni cosa sembra completamente nuova.

Per molti Infinite rappresenterà il vero sequel del primo BioShock, anche perché è sviluppato dal team Irrational Games, al cui posto di comando siede Ken Levine.

Lo stesso Levine ha spiegato che Columbia è stata costruita tra la fine del 19° secolo e l'inizio del 20°. A differenza di Rapture, non era una città "segreta", venne costruita alla luce del giorno per mostrare al mondo i progressi fatti nel campo ingegneristico degli ultimi 20 anni. Lo stile scelto per Columbia è simile a quello che contraddistingue le costruzioni storiche di Boston, città natale del team Irrational. Le buone intenzioni iniziali si trasformarono presto in un violento incidente diplomatico internazionale, visto che Columbia era vista dal resto del mondo come una sorta di Morte Nera, cosa che in breve tempo la portò alla rovina e all'abbandono totale.

Un'altra differenza rispetto ai precedenti BioShock risiede nel protagonista. Non impersoneremo più un anonimo tizio ritrovatosi, suo malgrado, invischiato nelle vicende del gioco. L'eroe di turno si chiama Booker DeWitt e conosce bene la città. Il suo (e nostro) obiettivo consiste nel trovare e salvare una ragazza di nome Elizabeth, dotata di immensi poteri e imprigionata a Columbia. Trovarla non sarà un problema, molto più difficile sarà invece portarla in salvo visto che la fanciulla è invischiata in un non ben identificato conflitto. DeWitt ed Elizabeth dovranno collaborare e mettere insieme i loro poteri per uscire vivi da una città che sta crollando attorno a loro. Se a questo punto state pensando a una modalità co-op, raffreddiamo subito i vostri bollenti spiriti: nel gioco Elizabeth sarà controllata solo e unicamente dall'IA.

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 20 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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