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Bulletstorm

Spettacolarità videoludica.

Nel corso della mia carriera videoludica mi è capitato raramente di imbattermi in prodotti così insoliti come Bulletstorm, che premiano il giocatore per la sua violenta creatività, esaltano tutti quei comportamenti che in altri ambiti risulterebbero detestabili o creano un'atmosfera così malsana e al tempo stesso bizzarra e divertente da risultare più intensa, coinvolgente e divertente di quanto si possa immaginare.

Bulletstorm è questo e molto di più; nella pazza avventura che vi attende dovrete ad esempio prendere a calci nelle palle i vostri nemici, scaraventarli su un pannello elettrico per osservarli mentre friggono, o addirittura abbattere un elicottero da guerra utilizzando solo una semplice frusta elettrica. Follia pura? Sì, questa è una definizione che gli si addice ma che forse non rende giustizia a quello che è l'affascinante concept di base messo a punto dagli sviluppatori.

Come abbiamo avuto modo di raccontarvi nella nostra prima anteprima del gioco, alla base del prodotto vi è quella che il team di sviluppo ha definito "Skillshot Mechanic", un sistema di valutazione delle nostre prestazioni che ci permetterà di guadagnare un quantitativo più o meno consistente in base all'approccio che utilizzeremo in battaglia. Che cosa significa? Semplice: più saremo creativi (e in un certo senso anche sadici) e maggiori saranno le nostre ricompense in termini di punti. Un premessa a dir poco intirgante che, salvo sorprese, rappresenterà senz'altro il vero punto di forza dell'intera esperienza.

L'effettivo valore e fascino di questo sistema è ben visibile non solo nella campagna ma anche e soprattutto nelle varie Challenge Mode, caratterizzate da dinamiche tipiche di un arcade duro e puro. A differenza della campagna principale, in cui la frenesia dell'azione è talvolta limitata o perlomeno canalizzata in determinate direzioni per favorire lo sviluppo della trama, nelle Challenge Mode tutto si basa sull'azione nuda e cruda per regalare a tutti i fanatici della "caccia all'high score" un'esperienza all'insegna del massimo divertimento.

Ad oggi EA ha svelato solo due varianti di gioco e tra queste Echo si è rivelata senza dubbio la più semplice e immediata, poiché ruota interamente su piccole porzioni della campagna singleplayer, riproposte, com'è facile intuire, senza alcuna componente narrativa. Solo azione. E tanto sangue, ovviamente.

In questa modalità l'obiettivo è quello di farsi strada tra i nemici in modo da raggiungere il punteggio più alto nel minor tempo possibile; lo svolgersi delle battaglie è infatti scandito da un timer che dovrà essere sempre tenuto d'occhio per evitare tristi sconfitte o, per meglio dire, punteggi che sfigurerebbero anche agli occhi di un bambino di 5 anni.

Il più recente video di gameplay di Bulletstorm.

Ma come si otterranno punteggi particolarmente ricchi? Il tipo di uccisioni sarà come detto fondamentale ma anche la conoscenza e la conseguente padronanza del territorio rappresenterà la chiave del vostro successo; considerando la mole di azioni contestuali a vostra disposizione, conoscere ogni angolo e segreto del vostro campo di battaglia farà la differenza tra il successo e il fallimento.

La seconda modalità, Anarchy, presenta una struttura molto simile a quella dell'Orda di Gears of War, con costanti ondate di nemici da fare a pezzi ma una sostanziale differenza: l'importanza data allo stile dei giocatori.

Per passare all'ondata successiva non vi basterà infatti eliminare un certo numero di nemici ma dovrete anche assicurarvi di farlo in maniera sufficientemente creativa. Insomma, dimenticatevi di potervi nascondere in attesa di veder spuntare la testa di un nemico, perché qui dovrete rimanere sempre nel vivo dell'azione.

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Davide Persiani

Contributor

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

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