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Call of Duty Modern Warfare II, il ritorno del Re

Abbiamo provato la Beta multigiocatore del nuovo capitolo di Call of Duty, tra gradite conferme e gustose novità.

Quando si parla di Call of Duty Modern Warfare 2 è inevitabile richiamare alla mente alcuni dei momenti più indimenticabili della storia recente dei videogiochi. Era l'ormai lontano 2009, il nostro medium preferito era profondamente differente da quello attuale e lo studio statunitense Infinity Ward aveva da poco rivoluzionato il genere degli sparatutto bellici su console con il suo Call of Duty 4: Modern Warfare, registrando consensi unanimi da critica e pubblico nonché dati di vendita capaci di frantumare qualsiasi record precedente.

Dopo un solo anno di assenza in cui il timone della serie era passato a Treyarch con la Seconda Guerra Mondiale del suo World at War, il team capitanato da Mark Rubin e Jason West si stava preparando a lanciare un seguito diretto delle vicende che avevano come protagonisti il Capitano John Price e la sua Task Force 141, un team di élite composto da alcuni dei migliori operatori provenienti dai gruppi militari armati di tutto il pianeta con il preciso obiettivo di sventare tremendi attacchi terroristici in diversi luoghi del globo.

Call of Duty Modern Warfare II è il sequel del reboot della serie di Infinity Ward uscito nel 2019.

Inutile dire che, quando l'originale Modern Warfare 2 è stato lanciato sul mercato, Infinity Ward ha riscosso un altro successo globale senza precedenti grazie alla sapiente combinazione di una campagna single player di assoluto pregio (composta da una sequenza di set-piece al fulmicotone ancora oggi marchiati a fuoco nel cuore dei giocatori), di un comparto multigiocatore contenutisticamente mastodontico e, soprattutto, a un gameplay rivisto e corretto che costruiva sulle solide basi gettate da Call of Duty 4 per offrire ai giocatori uno shooter arcade accessibile, adrenalinico e incredibilmente divertente, un'autentica pietra miliare dell'industria videoludica, ancora oggi annoverata tra i migliori esponenti del genere mai apparsi su PC e console.

Da allora di acqua sotto i ponti n'è passata tantissima: la serie di Call of Duty ha mantenuto una distribuzione a cadenza annuale ma i nuovi titoli, al netto di qualche felice eccezione, non sono sempre riusciti a mantenere gli stessi standard qualitativi della gloriosa epoca d'oro di Modern Warfare. Tra controversi episodi ambientati nello spazio a base di fucili laser e zaini a reazione e incursioni poco riuscite nell'ormai stanco setting del Secondo Conflitto Mondiale, il brand di CoD sembrava aver perso un po' il suo appeal verso il grande pubblico, al punto che la community si è spaccata nettamente in due tra chi è rimasto comunque affezionato alla saga e ai suoi consolidati canoni di gameplay e chi, semplicemente, ha deciso di rivolgere la propria attenzione altrove.

Era necessaria una ripartenza, un nuovo inizio, un'operazione di svecchiamento delle meccaniche che, però, non andasse a snaturare l'esperienza di Call of Duty bensì ad avvicinarla ad una nuova platea di giocatori, ormai contesi in una guerra senza esclusione di colpi in un mercato sempre più inflazionato. E chi poteva riuscirci se non Infinity Ward con un reboot della sua sotto-serie più popolare?

Intendiamoci, con l'abbandono dello studio da parte della stragrande maggioranza dei componenti originali, tra cui gli stessi Rubin e West, Infinity Ward ha conservato a tutti gli effetti solo il nome di quel celeberrimo gruppo di sviluppatori che aveva reso grande la serie di Call of Duty ma, con il lancio del del reboot di Modern Warfare, ormai tre anni fa, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per reinterpretare la saga di sparatutto militari di Activision Blizzard portando su PC e console un'esperienza molto più autentica, viscerale e ragionata rispetto a quelle viste in passato.

Oggi, dopo mesi di spasmodica attesa, Modern Warfare II sta per approdare sugli scaffali fisici e virtuali di tutti gli store di videogiochi in un pacchetto di proporzioni ciclopiche che include una campagna single player che torna ad esplorare le vicende legate alla Task Force 141, il ritorno della modalità coop Operazioni Speciali, la nuova versione del Battle Royale campione d'incassi Warzone, l'inedita modalità DMZ ispirata al fenomeno Escape from Tarkov e, ovviamente, un comparto multiplayer ricchissimo e virtualmente infinito.

Quest'ultimo è stato recentemente protagonista di una fase di test Beta a cui abbiamo potuto partecipare, scoprendo un prodotto che affonda le proprie radici nel notevole lavoro di aggiornamento svolto con il capitolo del 2019 ma anche migliorato, arricchito e perfezionato in molti degli aspetti fondamentali.

Il multiplayer del gioco appare già da ora ricchissimo e parecchio divertente.

Partiamo dal menu principale che ci porta direttamente alla sezione per la scelta della modalità di gioco a cui desideriamo partecipare. Prima di scendere sul campo di battaglia, però, è necessario fare un salto presso l'Armaiolo, ormai diventato un punto cardine di qualunque Call of Duty che si rispetti. La versione 2.0 dell'Armaiolo, inclusa in questa nuova iterazione di Modern Warfare, cerca di rappresentare in modo realistico operazioni di montaggio, modifica e personalizzazione delle armi da fuoco, in modo da renderle il più possibile adatte al proprio stile di combattimento e al loro impiego nelle varie situazioni del conflitto.

Al cuore di questa simulazione c'è un concetto che proviene dallo studio delle caratteristiche reali delle armi da fuoco di più moderna concezione: la scomposizione di ciascuna bocca da fuoco in una serie di componenti che possono essere combinati, sostituiti, modificati e riassemblati per ottenere lo strumento di morte perfetto per le proprie esigenze. Il nucleo di ognuna delle armi, denominato 'piattaforma', è quello che stabilisce la tipologia di arma che stiamo esaminando, tra fucili d'assalto, mitragliette, fucili da battaglia, mitragliatrici leggere, fucili di precisione e tanto altro ancora.

Una volta individuata la piattaforma a cui vogliamo fare riferimento, potremo scegliere tra un quantitativo spropositato di pezzi di ricambio che vanno ad influire attivamente sulle prestazioni delle armi. Si può scegliere di sacrificare il rateo di fuoco sull'altare del potere d'arresto o privilegiare la stabilità a discapito della portata: avrete totale libertà di scelta.

L'Armaiolo 2.0 è il sistema che permette di personalizzare le armi di Modern Warfare II.

Il risvolto interessante di questo nuovo sistema è che la classica progressione tra i livelli permette di sbloccare decine e decine di accessori che possono essere adattati alle diverse armi a disposizione, a patto di rimanere sulla stessa piattaforma. Ciò apre le porte a infinite possibilità di personalizzazione senza essere costretti a livellare separatamente tutte le armi per ottenere i relativi potenziamenti, in modo da variegare parecchio l'esperienza già dalle prime ore di gioco.

Novità anche sotto il profilo dei perk che abbandonano la classica divisione in tre slot per adottare una struttura peculiare in cui al giocatore viene concessa la facoltà di scegliere tra quattro abilità passive differenti, due delle quali disponibili fin dall'inizio di ciascuna partita e le altre due, dall'efficacia incrementale, da sbloccare durante il match eseguendo azioni determinati ed accumulando punteggio. Tornano, ovviamente, i grandi classici come Avvoltoio, Sangue Freddo e Risposta Eccessiva equipaggiabili dall'inizio della contesa ma anche Inflessibile, Fantasma e Massima Allerta che, al contrario, andranno necessariamente ottenuti in combattimento.

Il lato negativo? Allo stato attuale il menu personalizzazione dell'equipaggiamento e quello che consente di tenere sotto controllo la progressione risultano parecchio macchinosi e confusionari ed è facile perdersi tra le varie finestre e sottocategorie, anche a causa di un'assegnazione non sempre ottimale dei comandi. Si tratta di una piccolezza, lo sappiamo, ma ci piacerebbe vedere una navigazione più intuitiva quando il prodotto finito arriverà nei negozi alla fine di ottobre.

Salvataggio Ostaggi è una delle due modalità inedite incluse nella Beta.

Dopo aver definito nei minimi dettagli che tipo di dotazione attribuire alter-ego, è tempo di lanciarsi in una delle diverse modalità di gioco già disponibili nella Beta per iniziare a saggiare le novità introdotte dal team di Infinity Ward in questo Modern Warfare II. Al momento, la Beta include tre stipulazioni differenti, una classica e due inedite: il tradizionale Deathmatch a Squadre e le nuove Knockout e Salvataggio Ostaggi. La prima, ovviamente, non ha bisogno di presentazioni mentre le altre due meritano qualche riga di approfondimento.

Knockout contrappone due team da 6 giocatori in mappe di dimensioni medio-piccole all'inseguimento di uno dei due obiettivi che porteranno alla vittoria: eliminare l'intera squadra avversaria o raccogliere il bottino e mantenerlo fino alla fine del tempo regolamentare. C'è la possibilità di rianimare i compagni caduti ma sarà necessario coordinare i propri sforzi con quelli degli alleati per non finire in mezzo al fuoco incrociato degli avversari. Si tratta di una gradevole variazione sul tema che potrebbe avere sviluppi interessanti soprattutto in ottica eSportiva ma che diventa praticamente ingiocabile se si tenta di prevalere senza alcun tipo di strategia.

Il nuovo sistema di movimento permette di aggrapparsi agli appigli più in alto e usare l'arma secondaria per cogliere il nemico di sorpresa.

Discorso analogo anche per Salvataggio Ostaggi, un'altra modalità impostata su mappe di dimensioni ristrette che divide i giocatori a rotazione in un team d'attacco e uno di difesa. Gli attaccanti dovranno cercare di recuperare uno dei due prigionieri nascosti nell'ambientazione e scortarli fino al punto di estrazione mentre i difensori, semplicemente, dovranno tentare di impedirlo. Anche in questo caso sarà di vitale importanza pianificare ogni mossa per non finire rapidamente nelle grinfie del nemico ma sarà davvero difficile farlo senza coordinazione con gli altri utenti, specialmente nelle fasi di attacco.

Ad ogni modo, ciò che salta maggiormente all'occhio quando si inizia a giocare è l'incredibile operazione di pulizia e levigazione che Infinity Ward ha condotto nell'ottica di offrire alla sua smisurata fanbase un feeling generale quanto mai gradevole ed entusiasmante già dalle prime battute.

Il sistema di movimento e navigazione degli scenari, per prima cosa, ha goduto di un netto miglioramento: torna la corsa tattica che consente di eseguire uno sprint fulmineo al costo qualche secondo prezioso prima di tornare a prendere la mira, tornano le scivolate utili a raggiungere rapidamente un nascondiglio e ripararsi dal fuoco nemico e torna anche la facoltà di posizionare l'arma su alcuni elementi del mondo di gioco per smorzare l'effetto del rinculo ma vengono aggiunte anche altre due manovre basilari.

Il feeling di ciascuna arma è unico e distinguibile da tutte le altre.

La prima è il tuffo, mutuato direttamente dal primo Black Ops, che permette di proiettarsi in avanti e atterrare in posizione prona in modo da sorprendere gli avversari con linee di tiro imprevedibili o da evitare i proiettili in arrivo mentre, la seconda, è la possibilità di aggrapparsi agli spigoli più alti e sparare con l'arma secondaria mantenendo un certo grado di copertura. Si tratta di due implementazioni piuttosto brillanti che da una parte conferiscono al giocatore una notevole libertà di esplorazione delle mappe e, dall'altra, potrebbero tradursi in metodi di ingaggio del tutto originali.

Le fasi di shooting, dal canto loro, sono quanto di più galvanizzante si sia visto nella serie di Call of Duty in tempi recenti: ciascuna arma presenta un comportamento unico e distinguibile da tutte le altre in termini di rinculo, stabilità e impatto dei proiettili. L'azione è intensa, fluida e molto frenetica, i ritmi di gioco appaiono molto più elevati rispetto al diretto predecessore mentre il time to kill, storico pomo della discordia nella community di CoD, si attesta su un livello piuttosto equilibrato.

Come di consueto, il multiplayer di Modern Warfare II ci porterà in giro per il globo tra località suggestive e vere e proprie zone di guerra.

Ottimo anche il profilo tecnico che, già in questa versione Beta, mette in mostra modelli poligonali di tutto rispetto, un'eccellente gestione dell'illuminazione ambientale, un'effettistica di pregio e un comparto animazioni fluide in ogni tipo di situazione, il tutto impreziosito dall'IW Engine 9.0 che garantisce un frame-rate granitico anche nelle fasi più concitate.

Permangono ancora alcuni difetti noti del brand come qualche piccolo problema nel bilanciamento delle armi e qualche vistosa lacuna nella gestione dei respawn, soprattutto nelle mappe più piccole, ma è comunque un piccolo neo in un contesto di assoluta eccellenza.

Il nostro primo incontro con Call of Duty Modern Warfare II ci ha lasciato sensazioni in tutto e per tutto positive. Infinity Ward sta confezionando un titolo solidissimo, divertente e soddisfacente che parte da quanto di positivo visto nel reboot del 2019 e lo espande in tutte le direzioni possibili. Se la campagna single player e tutti gli altri elementi del pacchetto riusciranno a mantenere questi livelli qualitativi, potremmo davvero trovarci di fronte al miglior Call of Duty dell'ultimo decennio.

A proposito dell'autore

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Riccardo Cantù

Contributor

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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