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Capcom Arcade 2nd Stadium, la Recensione

Un nuovo appuntamento con la macchina del tempo.

L'appuntamento con Capcom Arcade Stadium rischia quasi di diventare fisso e annuale. Erano i primi mesi del 2021 quando abbiamo recensito la prima raccolta. Nel frattempo, siamo stati letteralmente sommersi da retro-produzioni e la stessa Capcom solo poche settimane fa ha pubblicato la sua Fighting Collection... parte della quale è inclusa anche in Capcom Arcade 2nd Stadium. Ma andiamo con ordine.

Come la volta scorsa, la raccolta comprende un bel po' di roba. Sono oltre trenta i titoli inclusi ma anche stavolta il download del “nucleo” dell'esperienza è gratuito e include un gioco che resterà con voi anche se deciderete di non scaricare il resto. Si tratta di SonSon, platform bidimensionale ispirato al romanzo cinese Journey to the West che in passato ha già fatto parte di altre raccolte Capcom. Ovviamente i pezzi grossi sono a pagamento, anche se probabilmente molti di questi già li possedete in un modo o nell'altro. Se così non fosse potrete decidere di acquistare l'intero bundle al prezzo di 39.99 Euro, pacchetti da dieci titoli a 14.99 Euro oppure i singoli titoli a 1.99 Euro.

Ma quali sono questi titoli? Avendoli gustati praticamente in tutte le salse, possiamo tranquillamente tralasciare ulteriori descrizioni per le saghe di Street Fighter (qui presente con ben sei capitoli: SF, Hyper SFII: Anniversary Edition, i tre capitoli Alpha e Puzzle Fighter II Turbo) e Darkstalkers, i cui principali tre capitoli arcade più lo spin-off Super Gem Fighter Mini Mix sono inclusi sia in questa raccolta che nella già citata Fighting Collection.

Gun Smoke è un simulatore automatico di imprecazioni. Se pensate che i Souls-like siano difficili, provate a finirlo con meno di cinque crediti!

Molti degli altri titoli inclusi sono stati in passato protagonisti di raccolte uscite su varie piattaforme, ci riferiamo in particolare ai classici shoot 'em up verticali Last Duel e 1943: The Battle of Midway e a quello sci-fi orizzontale Side Arms, allo sparatutto western Gun Smoke, ai due immortali picchiaduro a scorrimento The King of Dragons e Knights of the Round, e all'action fantasy Magic Sword e per finire il blando Savage Bees, successore spirituale di Vulgus noto anche come Exed Exes.

In tempi meno recenti abbiamo avuto riedizioni anche per Tiger Road, action-brawler bastardissimo che ai tempi delle sale arcade era capace di ingoiare intere tasche piene di monete in pochi minuti, e il sublime trittico Three Wonders, che include l'action-shooter a scorrimento Midnight Wanderers (il migliore dei tre e anche uno dei pochi giochi che chi vi scrive era capace di finire massimo con due monete), lo sparatutto Chariot e il particolare puzzle-game a blocchi Don't Pull. Ciliegina sulla proverbiale torta l'immortale Black Tiger, un mix tra platform e hack 'n slash che all'epoca fece sfracelli e che ancora oggi si lascia giocare con ESTREMO piacere.

Molto più lontani nella memoria sono gli altri giochi che fanno da riempitivo in Capcom Arcade 2nd Stadium. The Speed Rumbler (AKA Rush & Crash) lo abbiamo scoperto proprio in questa occasione, trattasi di un particolare shooter nel quale l'eroe di turno deve salvare la sua amata e relativa figlia da una banda di criminali, ma una volta tanto non lo farà a mani nude bensì a bordo di una macchina armata fino ai denti. Difficilissimo.

Rally 2011 Led Storm (noto anche semplicemente come Led Storm) è invece un racing game futuristico uscito a suo tempo anche su Commodore 64 e Spectrum: corse, salti e occasionali armi sono gli ingredienti principali e anche qui si viaggia su livelli di difficoltà decisamente alti! Avenger (Hissatsu Buraiken) è invece un picchiaduro “alla Final Fight” con tanto di power-up e boss finali, solo che l'inquadratura è a volo di uccello e lo stile grafico... beh, diciamo che non è invecchiato benissimo.

Midnight Wanderers è uno dei tre giochi della mini-raccolta Three Wonders ed è ancora oggi uno dei migliori action-platform mai creati.

Mantiene invece ancora un certo appeal grafico e ludico Capcom Sports Club, raccolta di tre titoli sportivi (Calcio, Basket e Tennis) dal DNA totalmente arcade non solo nel gameplay ma anche nel livello di difficoltà che all'epoca era rivolto a spillare il quantitativo più alto possibile di monete dai giocatori. Qui potrete avere la vostra rivincita e battere tutti gli avversari infilando crediti infiniti nel vostro cabinato personale.

C'è ben poco da dire sui riempitivi Block Block e Pnikies, altro non sono che la risposta Capcom ai ben più noti Arkanoid e Puyo Puyo, mentre Saturday Night Slam Masters è un divertente gioco di wrestling con i personaggi disegnati niente meno che da Tetsuo Hara (Fist of the North Star). Pregevole ma già visto e rivisto lo sparatutto orizzontale Eco Fighters, che verso la metà degli anni 90 faceva bella mostra di sé nei cabinati CPS-2. A chiudere troviamo non uno ma ben due spin-off arcade della serie Mega Man: The Power Battle e The Power Fighters, già presenti come titoli bonus nella Mega Man Anniversary Collection... inedita in Europa!

Ok, abbiamo appurato che la quantità di materiale ludico è a dir poco abbondante e che la qualità media tutto sommato è abbastanza alta, a patto che non abbiate già acquistato qualche altra raccolta Capcom negli ultimi anni. Diciamo che i due Capcom Arcade Stadium messi insieme formano una sala giochi bella corposa e quasi irrinunciabile per chi ha una carta d'identità vecchia di almeno 35/40 anni. A livello di vero e proprio “focus” del progetto avremmo apprezzato di più un Arcade Stadium unico, aggiornabile di volta in volta con nuovi giochi, opzioni e orpelli estetici, piuttosto che due pacchetti separati.

Ad impreziosire il tutto troviamo la solita cura estetica riposta nel presentare il prodotto come una vera e propria sala giochi (abbastanza) personalizzabile e svariate opzioni di personalizzazione dei giochi che consentono di modificarne l'aspect-ratio, lo sfondo, l'orientamento dell'interfaccia e dello schermo di gioco, la velocità, le opzioni di salvataggio e molto altro ancora. Apprezzabile, infine, la scelta di Capcom di mettere all'inizio una doppia opzione di scelta per il sistema di controllo, che fornisce set predefiniti di comandi per il tradizionale controller e per gli arcade stick.

Era il 1986 e i teenager di allora videro Hyper Dyne Side Arms nelle sale giochi. Robottoni trasformabili a caccia di alieni... e fu amore a prima vista.

Ogni partita può essere giocata al livello di difficoltà preferito, scegliendo tra una classica run e sfide alternative a tempo o a punteggio, con tanto di classifiche mondiali, alle quali si aggiungono regole speciali che garantiscono punteggi CASPO (Capcom Arcade Stadium Points) ancora più alti. Questi dipendono dai risultati che otterrete in ogni gioco, soprattutto nelle sfide classificate, dal livello di difficoltà scelto, dal punteggio raggiunto, dal tempo impiegato e dai “Continua” utilizzati per portarlo a termine. Sono sfide nelle sfide e sotto questo punto di vista Capcom Arcade 2nd Stadium non è certo avaro di stimoli.

Per la seconda volta Capcom ci tenta facendo leva sul fattore nostalgia e giocando sul sicuro dal punto di vista del confezionamento. A parte qualche lustrino in più, le opzioni di questo 2nd Stadium sono quasi identiche a quelle della prima uscita, motivo per cui poco fa avevamo palesato la nostra idea che un progetto “unico e aggiornabile” sarebbe stato intellettualmente molto più onesto. La lista di titoli è generosa e solida e tutto sommato la formula elastica con cui viene proposta è appetibile.

Scaricate la versione gratuita e prendete in considerazione l'acquisto dei titoli che preferite. A tal proposito ci permettiamo di consigliarvi l'edizione Switch che, come sempre, aggiunge il non trascurabile fattore portabilità.

7 / 10

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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