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Chibi-Robo! Zip Lash - recensione

Un altro cambio d'abito per la saga di Nintendo.

Per quanto si possa essere affezionati al piccolo robottino made in Nintendo, bisogna ammettere che le sue quotazioni, nel corso degli anni e dei videogiochi dedicatigli, hanno progressivamente perso valore. Da sempre mascotte meno acclamata e promossa rispetto alle grandi guest star di Kyoto, ai tempi del suo esordio si rese protagonista di uno dei tanti titoli che, in piena epoca Game Cube, definivano e specificavano la Nintendo Difference.

Uno slogan che se da una parte metteva effettivamente in evidenza le qualità dei titoli prodotti dal publisher, per lo più fungeva da ultimo baluardo per fan-boy accaniti e ormai in balia di dati vendita sempre più sconfortanti e dominati dall'inarrestabile PlayStation 2.

Purtroppo, dopo l'esaltante ed eccentrico battesimo sulla cubica console, le cose hanno preso una piega poco incoraggiante. Se Park Patrol, mai pubblicato in Europa, seppe comunque rendere onore al prequel, Let's Go, Photo! fu, senza mezzi termini, un fallimento. Zip Lash, in questo senso, è una sorta di "reboot" di una saga che, a dire il vero, non ha mai avuto uno specifico genere d'appartenenza.

Tra monete, medaglie, piccoli robot e alieni impauriti, la raccolta di tutti i collezionabili rende più dolce l'idea di dover riaffrontare forzatamente un livello.

Questa volta il metro di paragone è Super Mario. Chibi-Robo, intento a ripulire la superficie di una stazione spaziale, è tra i pochi a salvarsi dall'irruenta invasione aliena che ha privato il nostro pianeta di tutte le materie prime. Incredibile a dirsi ma starà proprio al minuscolo eroe di latta contrattaccare all'offensiva e ricacciare nel cosmo i barbari razziatori. Tornato sulla Terra, dopo un breve viaggio a bordo della sua personalissima astronave, il robottino sarà protagonista di un platform 2D in cui dovrete sfruttarne le abilità speciali per raggiungere la fine del livello di turno.

Al posto del canonico timer, ad incalzare il videogiocatore ci penserà il costante e progressivo consumo di energia che limiterà l'autonomia del robottino nel tempo e, al tempo stesso, ne rappresenterà la barra di vita. Invece di affidarsi a palle infuocate e pugni e respingenti, Chibi-Robo potrà contare sull'inseparabile cavo d'alimentazione per attaccare gli sgherri che proveranno ad intralciarlo, recuperare monete e altri collezionabili, arrampicarsi su specifiche piattaforme e prolungare di qualche centimetro l'ampiezza dei suoi salti.

Un po' lingua di Yoshi, un po' braccio robotico di Bionic Commando, il filo elettrico è il vero motore dell'avventura. Raccogliendo dei power-up è possibile ampliarne il raggio d'azione, potendo così raggiungere ubicazioni prima inaccessibili. Contando sui rimbalzi sul muro, potrete calcolare traiettorie particolari che vi permetteranno, in un solo colpo, di mettere al tappeto serie di nemici e creare inimmaginabili effetti domino.

L'idea, per quanto possa sembrare quasi banale, funziona alla grande e dà vita a una lunghissima serie di enigmi e meccaniche che si rinnovano di continuo lungo le sei ambientazioni proposte dal gioco. Grazie anche a un level design che si concede spesso e volentieri qualche variazione sul tema, come ad esempio alcune sezioni a bordo di veicoli, dal punto di vista prettamente ludico Zip Lash rende onore alla grande tradizione Nintendo nel territorio dei platform.

Tra i tesori recuperabili, figurano anche le immagini di alcuni snack realmente esistenti da donare a un golosissimo aeroplano parlante.

I problemi di questo titolo risiedono altrove: nel ritmo, in primis, e in una scelta di design totalmente incomprensibile per quanto riguarda la selezione dei livelli da affrontare. Per quanto non ci si possa lamentare circa l'ingegno e l'inventiva dimostrata dagli sviluppatori nella strutturazione degli stage, l'esigua velocità di spostamento di Chibi e il tempo richiesto per caricare il lancio del cavo di alimentazione potrebbe causare ben più di qualche attimo di impazienza, soprattutto ai videogiocatori smaliziati.

Quando s'incappa in inevitabili game over, alcuni passaggi sono davvero ardui e dover riaffrontare alcune sezioni non particolarmente emozionanti, per usare un eufemismo, si traduce in vibrante e palpabile frustrazione.

Come se non bastasse, pur superando e ignorando quest'ostacolo, può capitare di dover riaffrontare forzatamente un livello appena completato. Zip Lash non propone una mappa facilmente attraversabile come accade sin dai tempi di Super Mario Bros. 3. Lascia che sia il caso, e nello specifico una ruota della fortuna, a decidere di quante caselle-livelli spostarvi.

Si può naturalmente "barare", spendendo parte delle monete recuperate, ma resta una scelta di design incomprensibile e che rende l'intera esperienza a tratti fastidiosissima dal momento che, per affrontare il boss, bisogna forzatamente completare tutti gli stage che compongono un'ambientazione.

Non è un disastro totale come lo fu Let's Go, Photo! ma Zip Lash non rappresenta l'agognata e innegabile rinascita di Chibi-Robo. Se ormai i level designer che operano sotto l'ala protettiva di Nintendo si muovono con il pilota automatico inserito, riuscendo praticamente sempre a svolgere un ottimo lavoro, ritmi soporiferi e una bizzarra modalità di selezione dei livelli rendono l'avventura noiosa, quando non frustrante. Resta comunque un platform gradevole, non fosse altro per l'altissimo numero di collezionabili acciuffabili che offrono un buon livello di sfida e incrementano a dismisura la longevità del titolo.

6 / 10

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A proposito dell'autore

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Lorenzo Fazio

Contributor

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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