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Creative Zen Hybrid recensione

Il prodotto in grado di farvi raggiungere lo Zen musicale e gaming nello stesso momento?

I lettori più assidui tra voi ricorderanno sicuramente una delle nostre recensioni più chiacchierate di circa una decina di anni fa, quella delle Bose Quiet Comfort 20, un prodotto di alto livello che nel 2013 proponeva al grande pubblico un assaggio di una tecnologia quasi da fantascienza, ovvero la soppressione attiva dei rumori esterni. Oggi, nove anni e un sacco di evoluzione tecnologica dopo, vi parliamo di un prodotto simile realizzato da Creative per un uso decisamente più ampio. Se le Quiet Comfort di Bose erano pensate essenzialmente per un utilizzo in mobilità, le Creative Zen Hybrid si rivolgono a chi necessita di un set collegabile a qualsiasi dispositivo via Bluetooth o via cavo 3.5mm.

Appena tolte dalla confezione, che comprende anche una morbida custodia da viaggio in velluto, le Zen Hybrid colpiscono per l’ottima qualità costruttiva. L’anima del passante è in metallo e le plastiche e assemblaggi dei padiglioni sono in ABS di qualità, anche per quanto riguarda la superficie, molto gradevole al tatto. Ottima anche la similpelle sintetica dei cuscini interni e del passante per un design che Creative denomina sovraurale (si appoggia sopra i padiglioni) ma in realtà adattabile come circumaurale come per la stragrande maggioranza delle cuffie in commercio. La possibilità di ruotare di 90° i padiglioni e inclinarli internamente permette di compattarle ulteriormente per portarsele dietro occupando il minor spazio possibile. Nel complesso, il feeling è quello di tenere in mano un prodotto di livello premium ben progettato e rifinito in ogni dettaglio.

Linea pulita e raffinata per le Creative Zen Hybrid. Sono disponibili solo di colore bianco.

E non potrebbe essere diversamente visto che per la sua natura wireless è stato necessario integrare nel padiglione destro tutti i controlli e separare il peso delle batterie su entrambi. Sul sinistro si trova il jack USB-C per la connessione cablata con un led che indica il livello di carica, mentre sul destro ci sono in ordine il volume, l’accensione/controllo tracce, il jack per il cavo analogico da 3.5 e il tasto ANC per la soppressione dei rumori esterni e l’attivazione dell’audio ambientale. Oltre al microfono, annegato anch’esso nel padiglione destro, sono presenti sulla superficie esterna delle conchiglie due microfoni deputati al rilevamento e al filtraggio dei rumori esterni per pilotare la soppressione attiva delle fonti esterne di cui parleremo più diffusamente nei prossimi paragrafi.

Il tasto per l’accensione e quello del volume integrano anche tutta una serie di funzioni multimediali. Accensione e spegnimento prevedono una pressione prolungata mentre brevi clic permettono di mettere in pausa o saltare le tracce. Stessa cosa per quando si è in chiamata con la possibilità di rispondere, mettere in pausa o passare a una chiamata secondaria o riagganciare. In caso disponiate di Siri o Google come personal assistant è garantita la compatibilità nativa anche con tutti i dispositivi Bluetooth compatibili con queste soluzioni tecnologiche.

Le specifiche tecniche sono piuttosto standard per un prodotto di questo genere: magneti in neodimio da 40mm, risposta in frequenza da 20–20,000 Hz su Codec Bluetooth 5.0 AAC ed SBC. La ricarica prende circa tre ore a seconda della tipologia di porta USB e la portata del segnale è di circa dieci metri. Con un muro in cemento armato a frapporsi tra noi e il nostro smartphone siamo arrivati a sette metri, mentre in campo aperto siamo arrivati senza problemi a tredici senza problemi di disconnessione o perdita di pacchetti.

Una veloce carrellata delle caratteristiche di queste Creative Zen Hybrid.

Abbiamo messo alla prova le Zen Hybrid essenzialmente in tre condizioni d’utilizzo: la prima su PC connessi con il cavo da 3.5 millimetri, la seconda su smartphone e la terza su Xbox One X in modalità Bluetooth. La prima è la più basica e facile da implementare visto che basta un semplice ingresso da 3.5 per usufruire delle cuffie in modalità diretta, escludendo però l’uso non cablato, telefonate comprese. A conferma di quanto sia accurato il Codec in uso possiamo dire di non aver notato grosse differenze qualitative di sorta tra l’uso su PC cablato e quello wireless. Nel primo caso solo i palati più allenati potranno notare una pulizia del suono maggiore unita anche alla possibilità di spingersi senza distorsioni a volumi più elevati. Dall’altra parte una qualità molto simile bilanciata dalla possibilità muoversi in libertà.

Complessivamente il suono è veramente di alto livello, ben definito ed estremamente bilanciato tra medi, alti e bassi. Soprattutto quest’ultimi sono veramente coinvolgenti: morbidi e definiti, mai eccessivi, un vero piacere da ascoltare sia in ambito ludico che musicale. Su PC siamo infatti passati dalla visualizzazione di film su Youtube a una partita di Escape From Tarkov e God of War. Le cuffie sono stereo e quindi non ci sono pretese di spazialità particolari ma bisogna dire che la qualità audio è veramente buona per questa fascia di prezzo. Stessi identici risultati li abbiamo avuti su Xbox One X dove abbiamo giocato a Red Dead Redemption 2 e Gears of War 3 mettendo a dura prova la capacità dei magneti di rendere esplosioni e situazioni complicate.

Tutti i test li abbiamo svolti sia in modalità ANC attiva, sia da spenta per capire quanto la soppressione del rumore esterno condizioni la fruizione sonora. Possiamo dire che in un contesto casalingo tranquillo, senza grossi condizionamenti esterni, l’utilità del filtraggio è relativa visto che un utilizzo a volumi normali delle cuffie è più che sufficiente per coprire senza grossi problemi quanto accade all’esterno. Se però non vivete da soli e la vostra famiglia è piuttosto rumorosa, l’attivazione aiuta a mantenere alto il coinvolgimento senza distrazioni.

Da ripiegate occupano pochissimo spazio. Molto comoda anche la bag in velluto per evitare graffi durante il trasporto.

Quando si esce di casa tutto cambia e in questo caso un viaggio in autobus, in treno, aereo o auto sono il naturale terreno di caccia di questa tecnologia che riduce in modo sensibile l’inquinamento acustico. Non siamo però di fronte a un sistema di soppressione quasi completa, quasi straniante, come erano le Bose Quiet Comfort o la serie WH1000 di Sony ad esempio. Nel caso delle Zen Hybrid le frequenze e i volumi vengono tagliati per circa un 50-60-70% a seconda delle situazioni quindi l’isolamento non è totale ma in ogni caso efficace per una fruizione in ambienti caratterizzati da rumori di fondo costanti come può essere un viaggio o anche il semplice camminare per strada. In questo caso occorre prestare particolare attenzione a come ci si muove visto che negli attraversamenti la percezione diminuisce notevolmente e la diffusione recente di veicoli elettrici non aiuta in questo senso ad avere una migliore consapevolezza di quello che ci accade intorno. Tra le opzioni della modalità ANC c’è la possibilità di attivare l’ambient mode che apre le frequenze più basse o più alte per sentire l’avvicinamento dei veicoli.

Per quanto riguarda le funzionalità accessorie ci sono parecchie considerazioni da fare prima di passare alla valutazione finale. Sul fronte durata della batteria, la performance è stata ottima. Siamo arrivati a quaranta ore di utilizzo tra volumi alti e bassi senza la soppressione del suono: Creative ne dichiara rispettivamente 37 e 27 quindi siamo perfettamente in linea con le previsioni per un utilizzo assiduo che vede una ricarica completa ogni settimana circa. La qualità del microfono è eccellente. Abbiamo svolto chiamate via Skype, Discord e anche call telefoniche e la cattura, grazie al filtraggio dei rumori esterni effettuato dallo stesso sistema che si occupa della soppressione dell’audio, è veramente di alto livello.

I controlli e gli ingressi si concentrano sul padiglione destro. Occorre un po' di tempo per acquisire la manualità necessaria e memorizzare tutte le combinazioni di tasti, soprattutto per l’uso in mobilità.

Certo, in mobilità qualche disturbo entra sempre, ma siamo anni luce più avanti rispetto a normali auricolari standard. Quando ci si trova in casa senza particolare inquinamento acustico, la cattura è al livello dei migliori microfoni direzionali. Molto utile per chi è abituato ricevere chiamate anche la possibilità di rispondere direttamente allo smartphone connettendosi manualmente al telefono e tornando automaticamente alla sorgente originale.

Abbiamo provato anche l’app SXFI di Creative installata sul cellulare che ha rilevato proprio le Zen Hybrid come dispositivo supportato: questa permette di effettuare una mappatura dei padiglioni auricolari per creare un profilo audio personalizzato in base alla conformazione del nostro orecchio e alla forma del viso, ma a dirla tutta non abbiamo notato grosse differenze rispetto all’uso standard. Se volete lavorare sui profili di equalizzazione, è tuttavia indispensabile installarla. Va però detto che SXFI non gestisce librerie audio esterne (Spotify su tutte) ma bisogna caricare le tracce all’interno dell’applicazione, per usufruire delle possibilità offerte dall’equalizzazione.

Un’ultima nota la teniamo per il comfort d’utilizzo: queste Hybrid Zen sono cuffie veramente comode per un uso prolungato e nonostante le dimensioni compatte, appoggiano bene sulle tempie coprendo l’intero padiglione auricolare. Le abbiamo usate per lunghe ore in treno e a casa senza particolari problemi, segno di una buona progettazione per quanto riguarda la rigidità del passante e la morbidezza della memory foam. Unica controindicazione, visto anche il periodo estivo, non sono il massimo da portare quando fa molto caldo, come del resto tutti i prodotti di questo genere. Nessun problema ovviamente in un ambiente climatizzato, ma all’esterno con temperature elevate la similpelle non è particolarmente traspirante, quindi meglio tenerle da parte per il freddo o la mezza stagione e dedicarsi agli auricolari.

L’ottima qualità costruttiva permette una vestibilità al top. I magneti sono da 40 millimetri ma nonostante le dimensioni compatte la copertura dei padiglioni è completa.

Nel complesso le Zen Hybrid di Creative mantengono le loro promesse sul fronte della fruibilità e della qualità del suono, che è veramente notevole per un prodotto di questa fascia di prezzo e compatibilità a 360° con qualsiasi dispositivo Bluetooth, pur senza disdegnare il supporto del cavo per i più tradizionalisti. Il valore aggiunto è rappresentato dall’extra della soppressione attiva del suono che, per quanto non raggiunga i livelli di prodotti di fascia alta, è a sua volta superiore prodotti che nel campionato dei 100 euro ne sono privi.

Completano il quadro un’ottima batteria, un comfort eccellente e una qualità costruttiva di prim’ordine al servizio della portabilità. Difetti? Mancanze più che altro: niente supporto a aptX, aptX HD o LDAC e mancata compatibilità con le app Creative su PC, che magari potrebbe arrivare in futuro.

Se state cercando delle cuffie tuttofare da dividere tra spostamenti e uso casalingo queste Zen Hybrid sono un prodotto che deve per forza entrare nella vostra lista della spesa. La stessa cosa vale per chi vuole avere un dispositivo in grado di fare ogni cosa in movimento perché passa molto tempo a spostarsi fruendo di contenuti multimediali. Chi non ha esigenze particolari in ambito Bluetooth ed è invece concentrato solo sulla sua postazione gaming potrebbe trovare eccessivo questo genere di acquisto rivolgendosi a cuffie specifiche con controlli dedicati sul remoto, la possibilità di configurarle da una app per PC e la tranquillità di poterle maltrattare a un prezzo più contenuto. In questo caso entrano più in gioco come dispositivo primario per gli spostamenti e backup di lusso per il gaming casalingo. A voi la scelta.

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Matteo Lorenzetti

Contributor

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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