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Dead Rising 2

Il casinò dei morti viventi.

Poche settimane ci separano dall'uscita nei negozi di Dead Rising 2, quindi ci rimane giusto il tempo di proporvi un corposo hands-on dell'imminente titolo 'zombistico' realizzato per conto di Capcom dal team canadese Blue Castle Games.

Dead Rising fu il primo gioco a offrire qualcosa di veramente diverso rispetto alla precedente generazione di console, un'esperienza che nessuna PlayStation 2 o Xbox sarebbe stata in grado di gestire.

La quantità impressionante di zombie su schermo, infatti, era la base su cui si costruiva tutto il senso di terrore e minaccia del gioco, a dispetto dell'atmosfera grottesca e surreale garantita dai personaggi incontrati da Frank West.

Dead Rising ci colpì anche per l'interessante modo in cui si sviluppava la trama, dettaglio che però non andò giù a una grossa fetta di giocatori (principalmente a causa del sistema di salvataggio proibitivo). Questo elemento, unito a una serie di problemi "minori" (il sistema di puntamento e la scarsa Intelligenza Artificiale dei sopravvissuti, principalmente), resero Dead Rising il classico gioco che si amava alla follia o si odiava profondamente.

L'Intelligenza Artificiale dei sopravvissuti sembra ancora abbastanza scarsa.

Con Dead Rising 2 Capcom ha finalmente la possibilità di intervenire in modo chirurgico su alcuni aspetti del gameplay, nel tentativo di rendere l'esperienza meno sgradita a chi non ha apprezzato il primo episodio, cercando al tempo stesso di non snaturare completamente il progetto originale per non deludere i vecchi fan.

In questi giorni abbiamo avuto modo di testare un codice preview, chiarendoci alcuni dubbi legati alla trama e a come questa si potesse integrare con il concetto di gioco a premi ambientato a Fortune City (una Las Vegas made in Capcom).

Il discorso è molto semplice: solo la parte iniziale del gioco è legata all'evento noto come Terror is Reality, uno show dove i concorrenti coinvolti se la vedono con centinaia di zombie da abbattere in modo coreografico. Come accade in ogni film horror che si rispetti, tuttavia, qualcosa va storto e l'infezione putrescente si scatena per l'intera città.

In una situazione a dir poco difficile, Chuck Green il nuovo protagonista, dovrà fare di tutto per aiutare la povera figlia infetta, portandole con regolarità le dosi di un farmaco necessarie per evitarle una mutazione grottesca e maleodorante.

Dead Rising 2 dal punto di vista dell'atmosfera pare meno ispirato del predecessore.

Da eroico padre di famiglia, Chuck dovrà farsi largo attraverso un numero impressionante di zombie, spinto unicamente dall'amore per la figlia e dalla rabbia provocata dalla scomparsa prematura della moglie nell'incidente di Willamette.

Una volta iniziata la partita e assistito agli eventi introduttivi, ci si trova di fronte al caratteristico conto alla rovescia di 72 ore, che indica l'attesa per l'intervento dei soccorsi (ma si riveleranno poi tali?). La lunga lotta per la sopravvivenza vedrà Chuck impegnato a vagare da una parte all'altra dell'ambientazione, evitando di essere sbranato vivo dalle orde di zombie e cercando di portare a termine compiti di vario genere, utili per il raggiungimento delle medicine di cui sopra.

Dopo una sessione di gioco abbastanza approfondita, quali sono le prime considerazioni su Dead Rising 2? L'atmosfera del primo capitolo è rimasta invariata? I problemi che hanno reso il gioco così indigesto per una determinata fetta di pubblico sono stati risolti?

A quanto abbiamo potuto vedere, l'essenza di Dead Rising è rimasta invariata, nel bene e nel male.

Dead Rising 2: benvenuti a Fortune City!
A proposito dell'autore
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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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