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Diario di viaggio dall'E3

29-31 maggio.

Ci siamo, è quasi il momento. In Italia è notte fonda, sulla spiaggia di Santa Monica sono le 19.00 circa e il tempo non ne vuol proprio sapere di somigliare a quello che si vede in cartolina o in una puntata qualsiasi di Baywatch. Da quando siamo arrivati è nuvoloso, fa un freddo boia e le infradito comprate per l'occasione, tendono a diventare esponenzialmente inutili avvicinandoci sempre di più all'evento che tutti aspettavano.

29 maggio

Andiamo comunque con ordine, cominciando dall'inizio come in ogni diario che si rispetti. Appuntamento a Roma, ore 5.45 del 29 maggio. Nottata passata in ufficio of course, poche ore di sonno e rendevouz alla stazione Termini per poi dirigersi alla volta di Fiumicino. Il volo per New York parte con un paio d'ore di ritardo e in soli 540 minuti ci porta dall'alta parte dell'Atlantico, per il primo scalo necessario alla causa. Rischiamo di lisciare la coincidenza, arriviamo al gate e litighiamo con una simpatica inserviente, che ci insulta perchè abbiamo fatto fare tardi all'aereo che aspettava solo noi. Contesi tra atterrarla con una gomitata fortissima alla nuca e tra le scuse di circostanza, saliamo in areo. Peccato che si resti seduti al suo interno per altre due ore, con nuovo ritardo. Questo ci fa pensare che la gomitata sarebbe stata forse la scelta migliore.

Altro decollo e relativo atterraggio 360 minuti dopo: Los Angeles ci vede arrivare, spappolati come pochi, dopo un trip da cineteca in compagnia di Will Smith (salutato in albergo), che ci ha provato nel cuore e nell'anima. Come gli zombie di Dead Rising, arriviamo al nostro albergo a Santa Monica, a bordo del nostro Infinity noleggiato in promozione per fare gli splendidi. Non è il Q7 ma la retromarcia con la telecamera ha il suo porco fascino e fa molto videogioco. Noi, che siamo nerd, apprezziamo.

Abbiamo una doppia prenotata, tutto ok. La tripla invece ha un problemino: ci sono solo due letti e siamo costretti a dormire abbracciati come gli Orsett del Cuore. Non abbiamo le forze neppure per bestemmiare. Decidiamo quindi di passeggiare un po' ma il mare alle 3 di notte, è un po' meno affascinante di come sembra in cartolina. E ci sono pure un sacco di portoricani che sparano. Optiamo per la nottata puccettosa e GG.

30 maggio

La mattina del 30 comincia in maniera drammatica, con Luca che decide che il fuso orario non è di 9 ore ma di 7. Ci sveglia quindi alle 6 del mattino, con un gran sorrisone. Per sicurezza, io ed Enrico controlliamo che il retro sia in un buono stato e stabiliamo che l'euforia non possa dipendere dalla nottata ma da un sanissimo jet lag. Siamo molto sollevati. Mattinata di cazzeggio e ricerca di moneta cash per soddisfare la nostra sete di shopping.

Epic fail: l'unico cambio è al LAX e dobbiamo tornare al punto di partenza. In compenso ritroviamo il Frappuccino di Starbuck, libidine che non provavamo da parecchio tempo. Tra le altre cose durante i vari spostamenti, non possiamo fare a meno di notare l'effetto degli estrogeni degli hamburger statunitensi, sulle tette delle residenti: roba forte. Il nostro Infinity (sempre noleggiato in promozione per far gli splendidi), porta con lui un fantastico navigatore che si può settare in italiano.

Luca, per fare il brillante, opta per conservare l'inglese e le miglia. Il risultato è un allungamento medio di qualsiasi tragitto, di circa il 200%, nonostante alla guida ci sia lo Schumacher di Piazza Bologna (me medesimo), solo un po' limitato dall'indecente cambio automatico di serie. La giornata si esaurisce quindi in un giro all'Apple Store, bagnato da qualche goccia di pioggia, prima della cena da Hooters, noto franchise famoso nel mondo per la qualità del servizio e la prelibatezza dei piatti. E anche per le cameriere. Prima di dormire tutti insieme appassionatamente, once again, alla reception ci assicurano che domani sistemeranno il nostro giaciglio, spostandoci in una camera più consona. Fiduciosi, ci ritiriamo nei nostri appartamenti.

31 maggio

La sveglia di stamattina è stata un filo migliore dal punto di vista fisico. La giornata promette bene e per instradarla subito al meglio, decidiamo di fare colazione in albergo, senza esagerare. Il conto, senza esagerare sempre, arriva di 235 Dollari. Il dramma si consuma quando dopo 5 colazioni al piatto, ci si alza seguendo il boss per prendere due pezzetti di frutta al buffett. Ogni pescata, vale 25 bigliettoni, senza via di scampo.

Non ci perdiamo d'animo e andiamo al Convention Center a ritirare i nostri pass "tanto apre alle 8". In realtà apre alle 13, momento in cui abbiamo il primo dei nostri meeting di lavoro. Ritirato il pass quindi, ci apprestiamo alla nostra prima figura barbina, con oltre un'ora di ritardo che finiamo per recuperare staccando altri 300 verdoni di pranzo italiano (a Trastevere, tra le altre cose).

Si torna in camera, fiduciosi di poter riposare su un fiammante King Size come promesso: naturalmente anche stasera gli Orsetti del Cuore si terranno compagnia.

Dopo un pomeriggio di lavoro, scatta il meeting con il resto della truppa: cena incrociata con Eurogamer UK, Germania, Portogallo, Spagna. Mancano i francesi, tutti sembrano apprezzare. Dopo una chiacchiera con Ellie, una siga con Oli e un po' di gossip con Rupert, torniamo al PC, per fare il punto su ciò che sarà. Tra poche ore ci saranno i primi annunci, noi saremo in prima fila.

Questa sera abbiamo sostazialmente saputo ciò che sarà e onestamente non pensavo neppure io di restarci così. Sorprese "fantasiose" all'orizzonte, da strapparsi i capelli e andare dal "tricologo"...

Ci leggiamo tra un po'

Noche

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