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Dirt Rally - prova

La versione PlayStation 4 sotto la lente d'ingrandimento.

A distanza di un mese dal nostro viaggio negli uffici di Codemasters, siamo tornati a provare Dirt Rally, il debutto sulle console di nuova generazione di questa simulazione rallistica. Nella scorsa anteprima ci siamo concentrati sull'abilità dello sviluppatore inglese a convertire su Playstation 4 e Xbox One un gioco nato e pensato per il mercato PC, spremendo questi due hardware in maniera davvero convincente grazie a una fisica all'avanguardia, un frame rate incollato sui 60 fotogrammi al secondo e una risoluzione in Full HD (dinamico su Xbox One).

In vista dell'uscita, prevista per il prossimo 5 aprile, siamo tornati a mettere alla frusta una versione pressoché completa del gioco, con tutte le modalità al loro posto, quasi tutti i nuovi contenuti che verranno introdotti per festeggiare lo sbarco su console e l'adattamento in un buon Italiano. Come se non bastasse Koch Media, il publisher che porterà Dirt Rally nei negozi, ci ha fatto trovare una postazione equipaggiata con un TM 28 GT Add-On in pelle, grazie alla quale immergersi completamente nel gioco e provarlo al massimo delle sue capacità.

Per iniziare abbiamo messo a frutto la nostra esperienza passata e abbiamo deciso di sfruttare il cambio manuale al posto di quello automatico. Questo per un semplice motivo: cambiare autonomamente le marce consente di sfruttare il freno motore, un elemento davvero importante per mantenere l'auto in pista senza far bloccare le gomme e arrivare lunghi in curva.

Correre nei boschi è tanto affascinante quanto difficile: un singolo fuoripista potrebbe compromettere definitivamente la vostra gara.

Col cambio automatico, infatti, nonostante si semplifichi la guida si ha sempre la sensazione di essere alla guida di un veicolo che vi scivolerà da sotto il sedere. Questo vi costringerà ad abusare dei freni, con il rischio di perdere l'aderenza sui terreni più scivolosi, come la neve e la ghiaia. Grazie al volante in dotazione, invece, è stato possibile trovare immediatamente un buon feeling con la macchina, che ci ha concesso di migliorare le nostre prestazioni nel giro di poco tempo. Senza per questo farle diventare ottime.

Dirt Rally si conferma, infatti, una simulazione piuttosto complessa e accurata, dura e inflessibile, che non perdona un errore o una distrazione. Per questo motivo viene scherzosamente definito il Dark Souls dei giochi di guida, perché non concede pressoché nulla al giocatore.

Nessuna possibilità di rewind, nessun aiuto alle traiettorie, nessuna scorciatoia. Starà a voi trovare il giusto compromesso tra le prestazioni e la sicurezza e sarà sempre compito vostro pagare il conto degli errori. Finire contro un albero durante l'ultima curva della quarta prova di una tappa invaliderà senza possibilità di replica tutto il lavoro e la fatica fatto in precedenza, lasciandovi in eredità solo una manciata di crediti con i quali provare a migliorare la macchina o il vostro team. Vi verrà dato al massimo qualche suggerimento su come regolare l'assetto della macchina o su quali interventi di manutenzione privilegiare, ma tutto sarà lasciato nelle mani del pilota virtuale.

Gli effetti grafici sono una gioia per gli occhi, soprattutto grazie all'ottima fluidità del motore grafico.

In questo modo anche l'incedere nella carriera o lo sbloccare le varie modalità di gioco diventerà piuttosto problematico e le prime tappe dovranno essere corse più per arrivare al traguardo che per vincere la gara. In questo modo potrete accumulare i soldi necessari per mettere sotto contratto un meccanico migliore di quello di base, grazie al quale poter aggiustare più velocemente tra una manche e l'altra il vostro mezzo danneggiato, o addirittura acquistare nuovi veicoli con i quali partecipare ad eventi destinati a cilindrate superiori.

Una cosa che non abbiamo capito, e non sappiamo se sia un problema legato alla versione del gioco provata, è il motivo per il quale abbiamo dovuto acquistare per due volte la stessa macchina, una Mini nella fattispecie. La prima volta è servita per poter iniziare la modalità carriera, mentre la seconda per iniziare un campionato Rally Cross.

Capiamo che la Pikes Peak si possa affrontare solo con bolidi progettati appositamente per questa gara e dunque che non avremmo potuto usare la Mini per battere il record di Loeb, ma ci sfugge il motivo che ci ha costretti a spendere due volte soldi per la stessa macchina. Questa struttura molto rigida e a comparti stagni potrebbe impedire al neofita di provare da subito tutte le specialità del gioco per capire quale sia la sua preferita. Un limitazione che potrebbe rendere un po' noiose e frustranti le prime ore, ma probabilmente studiata per rendere più sostenibile il modello economico e allungare il processo di acquisizione di tutti i contenuti di Dirt Rally.

Un prodotto che, ricordiamo, non è stato sviluppato in maniera canonica ma assecondando le esigenze e le richieste della sua comunità su Steam. Per questo motivo è carente sotto il punto di vista della struttura ludica, un elemento ormai onnipresente in altri giochi di questo genere. Non c'è un vero e proprio tutorial o una scuola di rally, così come la carriera è portata avanti da semplici schermate statiche. Da questo punto di vista Dirt Rally è molto sintetico e persino scarno ma il "contorno" è solo una scusa per lanciarsi in pista e correre a perdifiato.

E sotto questo punto di vista il gioco di Codemasters sembra avere davvero pochi rivali, perlomeno su console dove la concorrenza è meno agguerrita e dove non si possono recuperare i grandi classici del passato. Su One e PS4 i 60 frame al secondo stabili, l'ottimo modello di guida e l'eccezionale ricostruzione di alcune location rendono Dirt Rally un gioco da tenere d'occhio per tutti gli amanti di questa specialità e dei giochi di corse in generale.

Ci riserviamo, però, di provare la versione definitiva del gioco prima di esprimere un giudizio finale, ma le sensazioni con le quali ci avviciniamo alla recensione sono davvero buone. Dirt Rally arriverà in nei negozi il prossimo 5 aprile su Xbox One, PlayStation 4 e PC.

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Luca Forte

Contributor

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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