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Doki-Doki Universe - review

Chi ha detto che i robot sono senz'anima?

L'inarrestabile ondata di titoli indipendenti inaugurata ormai da qualche anno sembra (fortunatamente?) non volersi fermare più, e non c'è settimana nella quale non vediamo arrivare titoli più o meno originali su tutte le piattaforme in commercio.

Sony dal canto suo può vantare uno tra i cataloghi migliori sulla piazza, e in attesa di scoprire maggiori dettagli su alcuni interessanti progetti come Rime, Hohokum e Velocity 2X, ecco sbucare dal nulla questo Doki-Doki Universe, sviluppato dal team californiano HumaNature e presentato durante l'E3 dello scorso giugno.

In Doki-Doki Universe vestiamo i panni del robot QT3, oramai prossimo al pensionamento e che per via di una mirabolante serie di avvenimenti viene scelto dal Dr. Therapist per svolgere alcuni esperimenti. Lo scienziato ha infatti in serbo per noi e la palloncina rossa Balloon un viaggio nell'universo per farci conoscere persone, creature e situazioni del tutto differenti da quelle del nostro pianeta, con lo scopo di far scoprire a QT3 nientemeno che la sua personalità.

QT3 si troverà spesso in situazioni al limite dell'imbarazzante: prepariamoci ad avere a che fare con delle sfiziose cacchine in più di un'occasione.

La prima cosa che balza all'occhio è senza dubbio il minimalistico aspetto grafico adottato da HumaNature, che sembra uscito direttamente dal quaderno di un bambino di 5 anni: tratto stilizzato, personaggi senza espressioni e semplici colori, regalano al gioco un'atmosfera innocente ma forse non adatta a tutti i giocatori.

"La prima cosa che balza all'occhio è senza dubbio il minimalistico aspetto grafico adottato da HumaNature"

Insieme a QT3 possiamo muoverci in ambientazioni bidimensionali con lo stick analogico sinistro, mentre a quello destro sono assegnati alcuni gesti come salutare, abbracciare, baciare e ballare. Effettuare una di queste azioni coi personaggi che incontriamo sparsi sui vari pianeti che visitiamo, corrisponderà a una differente reazione quale perplessità, gioia, disappunto, ammirazione e così via. Lo scopo è principalmente portare a termine una serie di compiti che ci vengono chiesti a mano a mano che cominciamo a conoscere una determinata persona, animale o creatura, come regalare un oggetto, ritrovare un amico o consegnare un messaggio ad altri esseri su un differente pianeta.

Com'è possibile tutto ciò? Semplice, premendo croce e selezionando l'icona delle summon (realizzate sotto forma di bolle fluttuanti), siamo in grado di evocare quello che ci viene richiesto. Non potendo visualizzare tutto il materiale in nostro possesso in una sola schermata, con il tasto quadrato appariranno nuovi oggetti, mentre nel caso non trovassimo ciò che cerchiamo, selezionando una bolla con triangolo verranno visualizzati altri oggetti facenti parte della stessa categoria.

La presenza della sola lingua inglese scoraggerà sicuramente qualche giocatore, fortuna che i testi non sono impegnativi e una conoscenza basilare è sufficiente per comprendere i dialoghi.

Le summon hanno però un costo e sprecarle solo per il gusto di vedere cosa accade in una determinata situazione complica soltanto la vita al nostro robottino. Ecco quindi che un uso sapiente della "polvere magica" è una delle prime regole essenziali da imparare. La polvere può comunque essere guadagnata in diversi modi, come conquistare fiducia con gli altri NPC, completando gli obiettivi, oppure trovando i pacchetti regalo mentre ci muoviamo nella mappa a bordo della nostra navicella (che può prendere le sembianze anche di un cane, di un maiale o... di una cacchina!). Anche le evocazioni possono essere conquistate nei modi appena elencati, spostando i vari elementi che fanno da sfondo alle ambientazioni.

"Ci muoviamo a bordo della nostra navicella che può prendere le sembianze anche di un cane, di un maiale o... di una cacchina! "

Conoscere gli usi e i costumi di coloro che incontriamo risulta quindi di vitale importanza: scoprire cosa amano e odiano va ad aggiornare la tabella della loro personalità e riempiendola tutta, di tanto in tanto riceveremo dei pacchetti speciali contenti oggetti rari come evocazioni o materiale per personalizzare il nostro pianeta natale. Tornando a casa di tanto in tanto si può infatti decorare e cambiare faccia allo sfondo, e anche se è puramente una questione estetica è senza dubbio una trovata carina, se non altro perché i nostri amici possono visitarci in qualsiasi momento e chiedere al Dr. Therapist un aggiornamento sugli studi che sta conducendo su di noi.

Il caro scienziato può anche raccogliere dati e informazioni su di noi con degli strampalati test che si trovano posizionando la navicella sui pianeti più piccoli, ed è interessante scoprire come i risultati ottenuti rispecchino spesso la personalità del giocatore, a patto di rispondere adeguatamente alle domande che ci vengono oposte dalle buffe creature.

La versione PlayStation 4 è ovviamente la migliore di quelle disponibili sul PSN, ma anche su PS3 il titolo HumaNature se lava molto bene.

Tutto qui insomma? Più o meno, visto che Doki-Doki Universe oltre che a farci scorrazzare su quasi 20 pianeti per ripetere le stesse cose, ha ben poco da offrire e il tutto può essere portato a termine nel giro di 4/5 ore, a seconda della volontà di trovare tutti gli oggetti da evocare e i pacchetti regalo.

"Il tutto può essere portato a termine nel giro di 4/5 ore"

La vera nota negativa (almeno per noi italiani) è però rappresentata dalla sola presenza della lingua inglese, e in un titolo dove i dialoghi sono la colonna portante del gameplay non è una cosa da sottovalutare. È vero che le frasi utilizzate sono di livello quasi basilare ma in un gioco che potenzialmente punta anche al pubblico dei più piccoli per i temi affrontati e la difficoltà generale non ce lo saremo aspettato.

Barriere linguistiche a parte, il motore grafico messo a punto da HumaNature non fa una grinza, almeno su PlayStation 4. La versione PS Vita soffre infatti di rallentamenti e sporadici crash che ne rovinano la giocabilità, e questo è un vero peccato perché affrontare l'avventura con i controlli touch è molto più sbrigativo ed appagante che non col classico controller.

Niente da segnalare invece per la controparte PS3, che fortunatamente se la cava solo con un leggero downgrade grafico. Sul fronte del sonoro, i brani utilizzati sono pochi e per lo più ripetitivi, e la cosa migliore da fare di conseguenza è eliminare l'audio e ascoltarsi uno dei propri album preferiti.

Doki-Doki Universe si mostra in video.

Nonostante ciò, Doki-Doki Universe si è dimostrato un gioco discreto, capace di regalare qualche ora di sano divertimento, grazie anche alle simpatiche scenette e ai dialoghi in cui QT3 incappa nel corso della suo viaggio interplanetario. Rimane solo il dispiacere di trovarsi tra le mani un prodotto non localizzato e che con qualche settimana in più di sviluppo poteva evitare certe cadute a livello stabilità, nulla comunque che non possa essere corretto con una patch.

Fortuna che almeno il prezzo di €7.49, permette non solo di portarsi a casa tre versioni dello stesso gioco per tutte le piattaforme PlayStation presenti sul mercato, ma anche di beneficiare del cross-save nel caso qualcuno volesse continuare la partita a spasso o sotto le coperte. In attesa di scoprire cosa ci riserveranno in futuro i ragazzi di HumaNature, non possiamo far altro che consigliare con riserva il loro ultimo progetto, sperando che per allora avranno imparato dai loro stessi errori e migliorato quel che di buono hanno fatto in Doki-Doki Universe.

6 / 10

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A proposito dell'autore
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Manuel Stanislao

Contributor

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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