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Dragon Age: Inquisition, sulle tracce di Skyrim - prova

Riuscirà BioWare a mantenere fede alle aspettative?

Londra - Nonostante sia l'ultimo gioco di peso che Electronic Arts deve lanciare per la stagione natalizia, Dragon Age: Inquisition sembra stia viaggiando un po' sottotraccia. Schiacciato da una parte dalla prepotenza di The Witcher 3: Wild Hunt e gravato dall'altra dalla non esaltante eredità lasciata da Dragon Age 2, intorno all'ultima fatica di BioWare non si trovano tra i videogiocatori le solite aspettative e il solito ottimismo. Quasi che il pubblico si sia convinto che lo studio di Edmonton, dopo i tribolati Mass Effect 3, The Old Republic e Dragon Age 2, abbia perso la sua leggendaria capacità di raccontare grandi storie.

Forse è questo il motivo che a distanza di pochissimi giorni dalla recensione ci ha portati a Londra per provare liberamente le prime ore di gioco, in modo da cominciare ad addentrarci nell'universo di Dragon Age e saggiare le qualità dell'esperienza.

Dragon Age: Inquisition comincerà immediatamente dopo la fine di Dragon Age 2. Solo che la situazione non è esattamente quella che avevamo immaginato al termine del precedente capitolo. Come se non bastasse la violenta guerra civile in corso tra Templari, Maghi e la Chiesa, il mondo di Thedas è sconvolto da uno strano fenomeno, quello dei Rift, che sta gettando l'intero continente nel panico.

Attraverso questi portali, infatti, giungono sul continente intere legioni di entità infernali, ovviamente desiderose di seminare panico e morte in ogni dove. La sola speranza è rappresentata dall'unico sopravvissuto al concilio che doveva sancire la tregua tra le fazioni in guerra, scomparso dopo l'apertura di un Rift proprio nel mezzo dell'assemblea. Tale superstite, rappresentato ovviamente dal protagonista, si risveglia dopo il massacro in possesso del potere di chiudere questi portali.

L'editor dei personaggi consentirà di sbizzarrirvi nella creazione dell'avatar desiderato.

Come mai ha questo potere? Chi glielo ha dato? Cosa ci faceva al concilio? A tutte queste domande dovremo trovare una risposta durante il gioco, dato che il protagonista sarà affetto dalla malattia più frequente del mondo dei videogiochi: l'amnesia.

Nonostante la soluzione narrativa un po' abusata, dobbiamo dare atto a BioWare che nel giro di poche ore riesce a costruire un canovaccio sufficientemente interessante sul quale reggere tutto il gioco. Dopo aver dimostrato di essere estranei alla strage del concilio e all'apertura dei Rift, infatti, verremo messi a capo di una nuova istituzione, l'Inquisizione, nata con lo scopo di scoprire cosa si celi dietro i misteriosi portali, oltre che di pacificare Thedas.

Prima di tutto, però, dovremo creare il nostro alter ego, scegliendo liberamente tra le razze presenti nel gioco, come i possenti Qunari, gli avidi Nani, i deboli Elfi e i sempreverdi Umani. Una volta compiuta questa scelta, potremo decidere se utilizzare le skin predefinite o modificare puntualmente ogni aspetto attraverso un editor piuttosto potente, grazie al quale definire per esempio la dimensione delle orecchie o la posizione degli occhi.

Dopo aver impostato la classe di appartenenza saremo pronti a partire per avventura. I compiti principali del giocatore saranno due: il primo è scoprire cosa stia succedendo a Thedas e il secondo, legato irrimediabilmente al primo, è di espandere il potere e l'influenza dell'Inquisizione.

Su PC, ovviamente, sarà possibile avere la migliore risoluzione grafica, oltre che un'interfaccia che sfrutti la comodità di mouse e tastiera.

A fianco dei classici combattimenti alla Dragon Age, ovvero un riuscito mix tra un GDR d'azione e uno tattico, avremo tutta una parte più strategica nella quale dovremo decidere le prossime mosse dell'Inquisizione, ovvero quali territori reclamare sotto il suo protettorato e dove sguinzagliare le sue spie.

Per poter far questo dovremo prima guadagnare sul campo dei Punti di Potere, da spendere per chiedere favori ad altolocati ed espandere la nostra influenza. Come si fa a guadagnare una simile moneta di scambio? Semplicemente portando a termine le tante missioni secondarie che è possibile incontrare a Thedas, chiudendo rift o reclamando alcuni villaggi o campi base.

Il territorio è sufficientemente ampio da consentire una grande libertà d'azione e ognuno potrà scegliere, perlomeno inizialmente, come avanzare lungo la storia. Noi, per esempio, abbiamo scelto di aiutare il primo villaggio incontrato a superare l'inverno. La guerra civile che si sta protraendo da tempo ha impedito alla popolazione di accumulare scorte di cibo e l'arrivo dei mostri dai Rift sta impedendo ai cacciatori di provvedere alle necessità dei loro concittadini. Per questo motivo siamo andati a caccia di montone al posto loro, dato che il nostro gruppo di guerrieri era sufficientemente corazzato per poter resistere sia ai ostri che alle cariche dei caproni.

Nel frattempo siamo passati nei pressi di un luogo adatto a fondare un nuovo campo base per l'Inquisizione. Una volta ripulito da nemici e predoni, abbiamo potuto insediare in loco le nostre forze in modo da avere a portata di mano un luogo dove ricaricare le energie e forgiare nuovo equipaggiamento.

Dragon Age: Inquisition, la versione PC in video.

Il sistema di crafting sembra piuttosto profondo, con decine di materiali da raccogliere a mani nude (anche il ferro, ma chiudiamo un occhio), che daranno vita a nuove armi, armature e pozioni. Queste ultime saranno particolarmente importanti, dato che in assenza degli incantesimi di guarigione dovranno essere centellinate, dato che saranno l'unico modo per recuperare le forze dentro e fuori il combattimento. Questo ci impedirà, perlomeno inizialmente, di allontanarci troppo dal campo base iniziale, spingendoci ad espanderci in modo radiale, così da non rischiare di rimanere senza cure troppo lontani dalla base.

Il terzo Punto di Potere lo abbiamo ottenuto chiudendo un rift. Queste sono zone particolarmente pericolose, dato che saranno continuamente invase da nuovi mostri, perlomeno fino a quando non faremo chiudere al protagonista il portale. La meccanica per farlo è piuttosto semplice: basterà infatti inquadrare il Rift e premere il comando per chiuderlo (A o X in base alla piattaforma di riferimento).

I problemi cominceranno a sorgere quando i nemici lo prenderanno di mira per interrompere la sua azione. I nostri compagni dovranno allora cercare di tenere lontani i nemici, dato che questa operazione può essere interrotta in qualsiasi momento, dando più tempo agli avversari per passare il portale.

Per tale motivo abbiamo utilizzato spesso la visuale tattica, che permette di uscire dalla classica modalità in terza persona per esplorare il campo di battaglia dall'alto. Il tempo si ferma completamente consentendo di scegliere quali mosse far eseguire ad ogni personaggio in tutta tranquillità.

I draghi saranno un avversario davvero duro da affrontare, nonostante potreste incrociare il loro cammino molto presto.

L'unica nota stonata è che potremo decidere solo un'azione per volta, costringendoci a dover continuamente passare da un personaggio all'altro per fare in modo che la squadra si comporti in maniera sensata. C'è la possibilità di assegnare delle istruzioni predefinite ai nostri compagni di viaggio ma il controllo diretto è sempre preferibile. Anche perché il livello di difficoltà è piacevolmente alto.

Un po' per la mancanza di incantesimi di cura, un po' perché diversi nemici si sono rivelati particolarmente coriacei e un po' perché i rift rendono invulnerabili i mostri fino a quando non vengono disattivati, il risultato è che già nelle prime ore di gioco abbiamo affrontato diversi scontri piuttosto impegnativi che ci hanno costretto ad utilizzare con parsimonia le nostre abilità e a studiare attentamente il campo di battaglia.

Incontreremo infatti degli avversari con lo scudo che andranno storditi prima di potergli infliggere dei danni, a meno di avere in team dei maghi particolarmente efficaci. Al contrario altri mostri saranno completamente immuni alla magia e dovranno essere percossi come delle zampogne. Ovviamente dovremo tenere lontani stregoni e arcieri dal cuore della battaglia, perché troppo fragili per un confronto diretto, mentre i tank dovranno cercare di attirare l'attenzione degli avversari più arcigni.

Da questo punto di vista Dragon Age: Inquisition sembra di essere molto più vicino ad Origins che non al secondo capitolo con avversari tosti ma corretti, dato che non spuntano alle spalle dell'healer per farlo fuori in un attimo. Ai livelli di difficoltà più bassi sarà comunque possibile giocare senza interrompere l'azione, godendosi lo spettacolo di magie e combo senza applicarsi troppo in strategie e affini.

Combattere in tempo reale è decisamente spettacolare, ma poco indicato per gli scontri più complessi.

Non potevano mancare anche le citazioni dei precedenti giochi, nella forma di personaggi già noti e ovviamente i draghi. In questa fase Dragon Age: Inquisition assomiglia in maniera molto marcata a TES V: Skyrim con le enormi bestie che arrivano dall'alto vomitando letale fuoco.

Nonostante sia possibile incontrare il primo lucertolone a pochi metri dal primo accampamento, passeranno delle ore prima che saremo in grado di avvicinarci a esso, figuriamoci prima di abbatterlo. Il malvagio rettile, infatti, comincia a bersagliarci dall'alto con vere e proprie fireball che ci costringono a battere mestamente in ritirata ancora prima di aver scoccato un colpo.

Tutto questo è accaduto in una porzione incredibilmente piccola della mappa del Ferelden, una delle due regioni in cui è suddiviso il gioco, lasciandoci quindi sperare che anche il resto del territorio da esplorare sia altrettanto ricco di eventi, quest e cose da fare.

Fortunatamente sarà possibile teletrasportarsi da un campo base all'altro o utilizzare mezzi di trasporto decisamente più performanti degli stivali, come i cavalli, così da velocizzare i viaggi da un punto all'altro della mappa. Nonostante le dimensioni, però, Dragon Age: Inquisition non rinuncia a stupire anche dal punto di vista grafico. Se il comparto delle animazioni è nella media, i tanti dettagli sui volti dei protagonisti e il colpo d'occhio offerto da Thedas non possono che convincere gli amanti del fantasy.

Dragon Age: Inquisition ci mostra il crafting e la personalizzazione.

Su PC, ovviamente, tutto è ancora più bello grazie al pieno supporto al FullHD (e magari anche oltre) e a un aggiornamento dell'immagine che in base alla propria configurazione potrà andare oltre i 30 fotogrammi al secondo.

Non abbiamo invece notato grosse differenze tra PS4 e Xbox One. L'immagine lasciava intuire una risoluzione leggermente inferiore ai 1080p e mostrava texture meno definite, ma il frame rate si è dimostrato roccioso in tutte le situazioni, garantendo quindi un'esperienza di gioco ottimale.

L'assenza di mouse e tastiera si fa sentire mentre si scorrono le tante pagine dell'inventario ma sul campo di battaglia non abbiamo notato grossi problemi, se non il cursore che talvolta s'incastrava in prossimità di un dislivello. Nulla che le prossime settimane di testing non possano correggere.

Il poche parole questo anticipo di Dragon Age: Inquisition è servito ad incuriosirci. L'ultima fatica di BioWare sembra in tutto e per tutto un prodotto solido, capace di rapire gli amanti dei giochi di ruolo a lungo. La storia decolla immediatamente, il sistema di combattimento è tattico ed impegnativo e il mondo di gioco sembra vasto e ricco di cose da fare.

È però impossibile giudicare un banchetto da 100 e passa ore solo dall'antipasto, ma quanto meno quello che abbiamo assaggiato, tanto per continuare con la metafora culinaria, ci spinge a voler mangiare anche il resto. Per fortuna dovremo attendere davvero poco, dato che Dragon Age: Inquisition uscirà il prossimo 21 novembre su Xbox One, PS4, PC, PS3 e Xbox 360.

A proposito dell'autore
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Luca Forte

Contributor

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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