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Driver: San Francisco

Un gioco di corse "spirituale".

Driver è tornato dopo un periodo di esilio forzato, e promette di farci rivivere i fasti dei primi capitoli della serie Reflections. Per riuscirci il team di sviluppo ha portato il gioco nelle trafficate strade di San Francisco.

Driver: San Francisco ha totalmente eliminato le sezioni a piedi degli ultimi capitoli, troppo inflazionate ormai. Per differenziarsi dalla massa, gli sviluppatori hanno avuto l'inconsueta idea della "smaterializzazione" e l'hanno avuta in un'epoca in cui i giochi di corse hanno assoluta necessità di idee innovative, siano queste gli imprevedibili tracciati di Split/Second, le funzionalità Facebook di Blur o... gli infiniti rinvii di Gran Turismo 5

I ragazzi Reflections hanno chiamato questa idea Shift. Inizialmente può sembrare strano che in un gioco di corse si possa abbandonare istantaneamente la propria vettura per appropriarsi di un'altra, ma vi possiamo assicurare che questa meccanica si presta ad alcune interessanti applicazioni.

Il team di sviluppo ha addirittura fornito un background per lo Shift: Tanner è un poliziotto che in seguito ad un incidente è rimasto in coma, questo gli ha permesso di acquisire un potere decisamente particolare... può abbandonare il proprio corpo e far sì che il suo spirito prenda il controllo delle vetture che incontra.

Questa meraviglia non sfigurerebbe in una puntata di Starsky & Hutch o in un capitolo di Arma Letale.

Lasciando da parte le sottigliezze metafisiche, lo Shift è la classica meccanica originale, forse un po' strana, che potrebbe far decollare il gameplay del gioco. Premete un pulsante e sarete fuori dalla vettura, volteggiando sulla strada mentre esaminate le auto disponibili. Premete un altro pulsante per ritrovarvia bordo della vostra quattro ruote nuova fiammante!

A livello di gameplay questa dinamica garantisce una notevole intensità, durante gli inseguimenti si può passare da una vettura all'altra per dare la caccia ai nemici.

Pian piano vi accorgerete anche della componente strategica dello Shift: perché affannarvi a rincorrere un avversario quando potete impossessarvi di un autobus che precede il vostro nemico per sbarrargli la strada?

Gli sviluppatori affermano che la componente strategica diverrà preponderante nelle fasi più avanzate dell'avventura. Quando fu pubblicato, nel 1999, Driver era uno dei primi giochi sand-box; ora, a dieci anni di distanza, quella formula viene rivista in una veste totalmente inedita.

Il gioco dovrebbe comprendere circa 120 vetture differenti, tutte in stile anni '70 e tutte su licenza.

Nel corso del gioco lo Shift può anche essere potenziato. Durante la campagna per giocatore singolo potrete incrementarne progressivamente il suo raggio d'azione fino a coprire l'intero territorio di San Francisco... oltre 200 miglia di strade! Utilizzare questo potere ha un prezzo però, per ottenere l'energia necessaria a sfruttarlo dovrete effettuare salti, drift e guidare nella maniera più spettacolare possibile.

Nel nuovo Driver sarà anche presente una componente narrativa legata allo Shift. Quando lo spirito di Tanner si impossessa di una vettura, il vissuto dei proprietari dell'auto emerge al cospetto del giocatore. Reflections afferma che durante il gioco sarà possibile “vivere” la vita di centinaia di personaggi, le cui vicende saranno narrate in una porzione dello schermo. Sarà così possibile rimanere aggiornati sulla trama del gioco senza interruzioni a livello di gameplay.

Per non distrarsi, i giocatori vedranno comunque Tanner mantenere le proprie fattezze a prescindere dai corpi “visitati”. Gli sviluppatori vogliono rafforzare il concetto alla base di Driver: San Francisco: il protagonista è un poliziotto che lotta con tutte le sue forze per venire a capo di una situazione disperata.

Quella della coerenza non è l'unica sfida che aspetta Reflections. Lo Shift dovrà integrarsi nel gioco con assoluta fluidità, ma da questo punto di vista pare che gli sviluppatori sappiano decisamente il fatto loro. Nonostante la vastità della città, lo Shift è apparso ben integrato in un gioco che non va mai al di sotto dei 60 fotogrammi al secondo.

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