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El Shaddai: Ascension of the Metatron

Tanto stile e un po' di confusione.

Il recente Tokyo Game Show si è rivelato il palcoscenico perfetto per mettere le mani su una serie di giochi di cui si era visto ben poco. In questo modo abbiamo potuto farci un'idea di dove i programmatori abbiano intenzione di andare a parare con i progetti più particolari.

Nel caso di El Shaddai rimangono ancora molti dubbi in merito alla qualità del gioco, anche se dal punto stilistico appare evidente quanto il team di sviluppo si stia impegnando per offrire un'esperienza profondamente diversa dal solito.

Lo stile visivo è calmo, rilassante e caratterizzato da una realizzazione volutamente vaga ed eterea, che a tratti ricorda i pittori del periodo impressionista. In più di un'occasione, osservando i fondali, ci si sorprende a fissare un punto privo di contorni che, nonostante l'apparente casualità dei tratti, riesce a rappresentare un elemento specifico permettendo al cervello del giocatore di creare un'immagine definita.

Questo tipo di approccio è favorito da un design dei livelli onirico e surreale, dove la quasi totale assenza di colori rende l'impatto delle immagini proposte da El Shaddai estremamente potente.

In questo mondo vago e sognante si muove Enoch, biondissimo protagonista in armatura, capace di esibirsi in attacchi fluidi ed eleganti degni del miglior maestro di arti marziali. In un contesto rilassante e incline alla più completa spiritualità, El Shaddai si è rivelato essere simile ai più classici dei picchiaduro 3D a scorrimento.

Ben lungi dalla complessità che abbiamo trovato nei vari God of War, in Ninja Gaiden o nel recente Bayonetta, El Shaddai sembra voler fare della semplicità di esecuzione delle combo il proprio punto di forza, in modo da garantire un'esperienza adatta anche agli utenti meno esperti.

Il trailer del TGS di El Shaddai: Ascension of the Metatron.

Non è un segreto, infatti, che il genere degli action a scorrimento richieda una buona dose di coordinazione e di pazienza (soprattutto quando si decide di affrontare i livelli di difficoltà più elevati).

Il sistema di combattimento di El Shaddai si basa sull'utilizzo di pochi tasti, concentrandosi più sul ritmo con cui questi vengono premuti, piuttosto che sulla complessità delle combinazioni effettuate. Il risultato, almeno nella demo del Tokyo Game Show, non è che ci abbia entusiasmato più di tanto.

L'unico momento interessante è stato quello in cui, nel bel mezzo di uno scontro, abbiamo ottenuto un'arma da sfruttare a nostro vantaggio. Durante le schermaglie con i primi avversari, infatti, Enoch era completamente disarmato e teneva a bada le creature che gli si paravano di fronte a suon di calci ben piazzati.

Dopo aver sconfitto l'ennesimo avversario con una spettacolare tecnica finale (eseguita praticamente in automatico), ne abbiamo recuperato la spada per usarla contro i nemici rimasti.

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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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