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Eternal Threads Recensione, un agente nel tempo armato di farfalle

La manipolazione temporale per conoscere sé stessi.

Avete presente l'ultimo terzo di gioco di Horizon Zero Dawn, dove si assisteva a una serie di spiegoni tramite ologrammi e della durata di diversi minuti? Ecco, Eternal Threads è tutto così ma prima di gridare alla noia o alla mancanza di dinamismo, bisogna capirne le motivazioni.

Intanto, al contrario di ciò che è accaduto in Guerrilla, si tratta di una scelta precisa di Cosmonaut Studios, software house di Liverpool alle prese col suo primo gioco, visto che saremo impiegati a manipolare le linee temporali e le scelte di sei coinquilini, deceduti accidentalmente in un incendio. Il punto è che queste persone non sarebbero dovute morire.

L'incipit del titolo, come del resto le meccaniche di gameplay, è molto semplice: a seguito di alcuni esperimenti falliti sui viaggi nel tempo, alcune linee temporali sono state corrotte, portando a esiti in grado di distruggere il continuum.

Da quando H.G. Wells ha scritto La Macchina del Tempo, sono stati innumerevoli i tentativi di proporre narrazioni di questo tipo, il più delle volte mal riusciti. Questo perché scrivere e mettere assieme elementi provenienti da diverse linee temporali e dar loro una coerenza, è estremamente difficile; quando ci si riesce, però, si dà vita a qualcosa di estremamente affascinante.

Nei videogiochi è un tema abbastanza presente sia in maniera diretta (Singularity, Quantum Break, Life is Strange) sia indiretta, dovuti ai dialoghi a scelta multipla. Pensate a un Mass Effect e alle innumerevoli scelte da intraprendere in grado di cambiare il destino della galassia; non ci vieta nessuno di pensare in maniera “trekkiana” che tutte quelle scelte coesistono nel continuum spazio-temporale e che nessuna scelta esclude l'altra: come il gatto di Schrodinger, insomma, i Quarian possono essere sia vivi sia morti e alla stessa maniera i sei protagonisti di Eternal Threads vivono una sorte analoga.

Un esempio dell'intricato corso del tempo.

L'approccio offerto dai ragazzi di Cosmonaut è estremamente libero e come agenti temporali alle prime armi saremo chiamati a mettere assieme tutte le tessere del puzzle per permettere ai sei coinquilini di sopravvivere all'incendio. Qualcuno giustamente potrebbe pensare che basti spegnere l'incendio per risolvere tutti i problemi ma non si può e questo svela uno dei problemi del titolo: l'arbitrarietà.

Agire direttamente è infatti vietato e non è possibile comunicare col passato in alcun modo, nési può agire direttamente sugli eventi. Come la Prima Direttiva di Star Trek, però, è un limite facilmente aggirabile e non per scelta nostra: la sceneggiatura, infatti, benché ricca di dialoghi e di spunti interessanti, presta il fianco ad alcune piccole contraddizioni, elementi narrativi a cui mancano importanti dettagli e, soprattutto, situazioni discordanti durante il gameplay.

Sia chiaro, il titolo è tutt'altro che malvagio ma come ogni opera prima si assiste ad elementi non amalgamati perfettamente nonostante le buone intenzioni.

Siamo portati a investigare sulla vita di sei ragazzi, ripercorrendone l'intera settimana di prima del tragico incidente. Sono ben 196 i momenti chiave da esplorare e, come appunto per Horizon Zero Dawn, assisteremo ai residui olografici delle loro vite. È interessante l'approccio dello studio a questo tema, portando il tutto all'estremo realismo con momenti di vita quotidiana, semplici chiacchiere tra amici, qualche dramma qua e là ma nulla di incredibilmente teatrale.

Ologrammi come echi temporali.

La vita dei “sei” è quella di universitari e lavoratori di tutti i giorni, ignari del destino fatale che li attende. Certo, sulle prime può risultare incredibilmente noioso: se in Zero Dawn assistevamo comunque a rivelazioni di un certo tipo, in grado comunque di mantenere alto l'interesse, qui la capacità d'attenzione è molto spesso messa a dura prova, in quanto potremmo assistere a un semplice portare la spesa a casa, giocare ai videogiochi o guardare la TV. Eppure, è proprio questa la chiave del titolo.

Il nostro obiettivo è modificare le linee e le scelte compiute dai protagonisti al fine di salvarli dal tragico epilogo ma il problema è che non sappiamo esattamente come fare. Com’è possibile ricostruire l'intera catena di eventi in grado di portare a lieta conclusione la loro storia? Questa è la domanda fondamentale e un atto come “guardare la TV” o meno, se messo in correlazione con un altro piccolo evento, può generare quell'Effetto Farfalla imprevedibile.

Molti degli eventi che possiamo visionare infatti, sono nascosti e accessibili solo dopo aver innescato una diversa direzione del flusso temporale; non esiste però un modo preciso per farlo: come detto, Cosmonaut ci lascia liberi di agire e nessuno ci vieta di ripercorrere tutti gli eventi così come si sono verificati, andare a ritroso dal “punto 0” come un detective forense o saltare di palo in frasca nel corso della settimana. Altre situazioni sono bloccate fisicamente, manifestate da porte chiuse.

La manipolazione temporale serve anche a questo, a influenzare la disposizione degli oggetti e la loro comparsa o scomparsa. Questo espediente funziona però solo in parte, visto che possiamo interagire con l'ambiente dove ci è concesso: capiterà infatti di dover cercare una chiave specifica che scopriremo trovarsi proprio in uno dei cassetti di una scrivania, cui però ci è permesso aprirne solo uno. Ci si sente presi un po' in giro.

Purtroppo si sa poco del background.

Dunque, cosa cambiare e cosa no è una scelta del tutto arbitraria e sta a noi capire quali siano gli elementi scatenanti che hanno portato un determinato personaggio o persino una coppia a compiere determinate azioni. Non è semplice: complice una grossa mole di situazioni e altrettanti dialoghi, ricordare esattamente quanto avvenuto può essere complicato e poco importa la dicitura data ai vari eventi. La continua ricerca di incastri può durare anche ore, anche perché, se si vuole fare le cose per bene, non basta salvarli.

Come ci si potrebbe immaginare, la morte dei sei inquilini, non finisce certo qui: anche i loro figli e le generazioni successive sono influenzate da questo evento, che rischiano di sparire come Marty McFly. Bisogna dunque garantire anche uno splendido futuro all'intero gruppo, in modo da garantire le migliori possibilità ai posteri. Questo ci viene ricordato dalla biografia di ognuno di loro che cambia costantemente in base alle scelte intraprese. Se già è complesso salvarli, figuratevi garantirne un futuro migliore.

È questa la contraddizione di fondo: non si può agire direttamente ma cambiando le sorti di alcuni dialoghi e azioni lo facciamo e non è solo una questione di semantica. L'impressione è quella di trovarsi spesso in un contesto con regole proprie ma labili e contorte per il bene della narrazione, il che è un po' un peccato.

Questo perché oltre a “far la spesa”, c'è di più: paura del futuro, enormi sacrifici per amore, traumi difficili da estirpare e difficoltà a relazionarsi, sono solo alcuni dei temi proposti ma, come detto, in modo estremamente realistico e asciutto. Quello che effettivamente facciamo è entrare nel quotidiano di persone comuni e, da un certo punto di vista, regala anche qualche interessante riflessione: ad esempio, cosa stiamo regalando a un eventuale viaggiatore del tempo?

Il nemico principale.

La nostra vita risulta interessante agli occhi esterni o annoia come gli ologrammi di Horizon? Senza dimenticare poi il Libero Arbitrio, che qui alteriamo costantemente: è vero, non sarebbero dovuti morire ma chi ci dice che l'incidente durante gli esperimenti non faccia parte del normale corso degli eventi?

Sono domande queste che probabilmente non troveranno mai una risposta e a cui non avranno pensato nemmeno quelli di Cosmonaut. Ma è questa la potenza di un videogioco, vivere in prima persona situazioni altrimenti impossibili e capire come da scelte negative non derivino per forza conseguenze nefaste.

In un titolo di questo tipo il tipo di approccio è essenziale, vista la sua semplicità e il poco gameplay offerto, ma è comunque un’interessante proposta da tenere d'occhio in vista di futuri aggiornamenti.

7 / 10

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