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Expeditions Rome Recensione: RPG e tattica nell'antica Roma

Ecco com'è il nuovo RPG tattico della serie Expeditions.

RPG e tattica a turni vanno a braccetto dai tempi di Baldur's Gate. A ben vedere, se proprio si volesse essere precisi, la tattica a turni negli RPG c'è in fieri fin dai tempi di The Bard's Tale (l'originale ovviamente).

Questo particolare mix di generi ha anche dei temi, delle ambientazioni preferite; in primis il fantasy, decisamente frequentatissimo, ma poi anche lo sci-fi; e non mancano delle puntate in territori pressoché sconosciuti, come il western con titoli come Hard West.

Più inedita, invece, per il mix tattica-RPG, è l'antica Roma. Abbiamo visto il buon The Age of Decadence nel 2015, ed è ora di giocare qualcosa di più vicino al canone classico con Expeditions: Rome, il terzo episodio della serie Expeditions. Questa particolare serie ha mosso i primi passi con Conquistador, ambientato in America latina tra i conquistadores spagnoli del XVI secolo, per poi proseguire con i gettonatissimi vichinghi dell'ottocento prima di Cristo. E ora arriva il momento di spostarsi nell'Antica Roma ai tempi di Mitridate, circa 150 anni prima di Cristo.

Expeditions: Rome segue un canone abbastanza classico a livello di mix di gameplay applicando un'interpretazione che si focalizza su particolari aspetti. Il giocatore ricopre i panni del protagonista, che è fisso e che il giocatore può solo personalizzare a livello di classe e di caratteristiche estetiche di base (niente di elaborato). La storia del gioco ruota totalmente intorno a lui (con alcune, poche, diramazioni secondarie) e intorno ai quattro personaggi, fissi e inalterabili, che lo seguono nell'avventura.

Questo non vuol dire che non ci sia spazio per personalizzare il proprio gruppo perché il concetto di "party" è piuttosto esteso in Expeditions: Rome. E' infatti sempre possibile arruolare nuovi soldati da un gruppo che ci propone il gioco e che viene costantemente aggiornato. Sarà poi possibile decidere di utilizzare questi personaggi "extra" in missioni che non prevedano l'obbligo di portare i personaggi di base.

Ma vediamo come funziona il gameplay vero e proprio. Expeditions: Rome ci pone nei panni di un giovane promettente romano, rampollo di una famiglia illustre temporaneamente in una situazione particolarmente spinosa. Da qui il gioco inizia con una fuga e con un vago obiettivo di riportare la propria famiglia al ruolo che merita e scoprire un mistero al centro dell'intera vicenda. Evitiamo spoiler clamorosi ma va detto che il vostro personaggio assurgerà presto a un rango molto alto dell'esercito e avrà la possibilità di comandare una legione, una parte nuova e interessante del gameplay.

La mappa strategica rappresenta un'area del Mediterraneo che vi vedrà inizialmente impegnati in Asia minore per poi visitare anche l'Africa, la Gallia e la stessa Roma. Sulla mappa sono presenti dei punti di interesse che possono essere locazioni esplorabili in visuale isometrica (e quindi anche luoghi di battaglia per il vostro gruppo), luoghi di interesse che producono risorse e che la vostra legione può conquistare, basi in cui accedere a vendor, dialoghi e schermate di gestione strategica.

Vi muovete a cavallo e in nave, il ciclo giorno-notte è punteggiato di eventi quali il consumo di razioni e oggetti medici, l'arrivo di nuovi soldati per la vostra legione, il ritorno di personaggi dopo un ciclo di cure e altri eventi vari. Si tratta quindi di una sorta di "open world" in cui otterrete quest principali (legate alla storia) e secondarie (legate all'ottenimento di risorse). Le risorse di base sono i denarii, gli schiavi, il cibo e le medicine; ci sono poi risorse che servono a sbloccare opzioni strategiche (e che si ottengono conquistando locazioni) e altre risorse ancora che servono per produrre armi, armature e oggetti vari.

Quasi in omaggio a un altro celebre RPG le vostre avventure iniziano in barca, e si menano subito le mani!

Le vostre decisioni strategiche riguardano principalmente le priorità, cosa fare prima e dove focalizzare l'attenzione del vostro gruppo e della vostra legione, le vostre due risorse principali nonché i due principali meccanismi di gameplay che fanno procedere il gioco.

Prima di parlare di combattimenti è importante chiarire che Expeditions: Rome è anche un gioco di relazioni, e questo vuol dire che parlerete con diversi personaggi con i quali intratterrete relazioni più o meno amichevoli (cosa che sbloccherà eventi e possibilità); gli stessi vostri compagni hanno un "livello di relazione" che dipende dalla loro personalità in relazione alle scelte che prendete durante il gioco. Personaggi più umili, ad esempio, saranno più contenti quando prenderete decisioni ponderate e rispettose, mentre altri più focosi si esalteranno in caso vogliate seguire sentieri più...emotivamente instabili diciamo.

In questa parte narrativa/RPG, il gioco è particolarmente efficiente nel raccontare una storia e proporre delle scelte con la minor quantità possibile di testo. Non vedrete mai enormi blocchi di testo da leggere, ma sempre e solo un paio di frasi alla volta per un totale che non vi farà mai skippare i contenuti, qualsiasi sia la vostra tolleranza alla narrativa.

Questo aspetto del gioco ci ha particolarmente impressionato perché Expeditions: Rome non è Disco Elysium e lo sa bene; quindi, gli sviluppatori hanno optato per una storia che viene raccontata con pochi arzigogoli e in maniera molto diretta. In fondo si tratta di una vicenda che potremmo trovare in un film hollywodiano e che non ha alcun bisogno di spiegoni o di background narrativi. Inoltre, tutti i dialoghi sono parlati e interpretati da attori che svolgono un buon lavoro; anche qui, non c'è bisogno di interpretazioni drammatiche elaborate e quindi la storia è interpretata da doppiatori in linea con questa impostazione.

Nei combattimenti tattici lo sfruttamento delle strettoie e delle locazioni sopraelevate è fondamentale.

Tutto questo non vuol dire che la storia non sia interessante ma che i writer sono stati consapevoli della leggerezza di toni e interpretazioni necessarie e hanno prodotto una storia e dei contenuti digeribili da tutti. Onestamente ci piacerebbe che molti altri RPG prendessero nota di come ha lavorato Expeditions: Rome su questo aspetto.

Questa impostazione si ritrova anche nell'interfaccia che è semplice e diretta, con testi strettamente limitati a ciò che serve. La gestione degli oggetti "tattici" (come li chiama il gioco) è un po' convoluta: oggetti come bendaggi e giavellotti (i primi curano e i secondi in pratica danno un attacco extra) devono infatti essere ricaricati craftando con risorse particolari o approvvigionati da un personaggio assegnato a una funzione particolare nella vostra base. Questo introduce altre decisioni nel gioco (la ricerca di risorse e il sacrificio di un personaggio) ma non è particolarmente intuitiva, soprattutto all'inizio dell'avventura.

Veniamo ora ai combattimenti e iniziamo parlando della parte RPG. I vostri personaggi guadagnano i classici punti esperienza negli scontri e durante i dialoghi (soprattutto quelli che risolvono quest). Questi punti esperienza possono essere spesi su quatto skillset diversi che corrispondono alle quattro classi supportate dal gioco: Princeps, Triarius, Veles e Sagittarius. In pratica si tratta, nell'ordine, del classico tank, del medico con abilità di combattimento di supporto, del rogue con abilità stealth e dell'arciere/sniper con la possibilità di sbloccare l'abilità overwatch.

Al di là di questa fin troppo approssimativa descrizione, ogni classe ha un albero di skill in cui le opzioni si sbloccano progressivamente e in cui le abilità possono essere attive o passive e alcune possono anche essere potenziate spendendo punti esperienza aggiuntivi. Si tratta di una ridda di opzioni piuttosto nutrita ma più contenuta di altri RPG; anche qui sembra che il criterio seguito sia stato quello di offrire una discreta quantità di opzioni senza rischiare di sovraccaricare il giocatore.

Durante le battaglie della vostra legione potrete scegliere quale tattica utilizzare in ogni fase.

Questa scelta riguardo alle abilità può essere giudicata solo verificando cosa succede in combattimento e siamo felici di confermare che il risultato è ottimo. Le mappe in cui avvengono i combattimenti sono sempre molto variegate, giocano molto sulle diverse altezze e sono ricche di opzioni strategiche come cover e strettoie. Anche a livello di difficoltà normale Expeditions: Rome richiede al giocatore di pensare tatticamente, pena la morte (in caso si sia scelto di utilizzare il permadeath) o ferite più o meno gravi (che poi guariscono in diversi giorni e creano problemi di "formazione" da schierare nei combattimenti successivi).

Le quattro classi sono molto diverse e le loro specialità, combinate con le armi adatte, danno precisi vantaggi in situazioni specifiche; ma non solo: è anche fondamentale capire come lavorare insieme. Ad esempio, ci sono personaggi che possono colpire da lontano (i sagittarius), altri che, con l'arma adatta, possono colpire da due spazi di distanza (Triarius, ottimi per finire gli avversari e colpire da dietro le fila) e altri ancora come i Princeps che sono ottimi per assorbire i colpi e bloccare l'avanzata dei nemici (magari piantando a terra il loro enorme scudo).

Pur senza disporre del jolly degli incantesimi magici tipici del fantasy, il team di sviluppo ha saputo creare un sistema che è sempre interessante e che stuzzica il pensiero tattico in maniera intrigante. Questo anche grazie alla IA che, il più delle volte, si muove in maniera competente e picchia duro (anche se le mosse non proprio brillanti non mancano, soprattutto quando la mappa è più complessa).

Ma la vera novità di Expeditions: Rome rispetto ad altri RPG è la gestione della vostra legione, non solo a livello strategico (spedirla a conquistare locazioni e gestirne morale a quantità di soldati) ma anche sul campo di battaglia. Diciamo subito che non dovrete aspettarvi battaglie alla Rome Total War, assolutamente.

La visuale dall'alto delle battaglie della legione non vincerà alcun concorso di bellezza ma è informativa e comunque coinvolgente.

Expeditions: Rome applica anche qui il suo approccio "umile" e ci propone una visuale dall'alto in cui si vedono le icone dei vari reparti degli eserciti impegnati e i numeri e percentuali di perdite e possibilità di eventi positivi e negativi. Nelle varie fasi della battaglia vi verrà chiesto quali tattiche applicare con relativi vantaggi e svantaggi e starà a voi prendere queste spinose decisioni.

In generale la vostra influenza sulla battaglia non è incredibilmente determinante ma tra le decisioni precedenti (andare in battaglia con il livello di morale e di manpower attuale) e quelle contestuali alla battaglia ce n'è abbastanza per un diversivo intrigante. E' una parte di gameplay accessorio che lascia il ruolo di protagonista all'ottimo combattimento e all'esplorazione della storia e delle vicende dei protagonisti.

A livello estetico Expenditions: Rome, pur non raggiungendo i picchi di titoli come Divinity 2, fa sfoggio di un ottimo comparto tecnico. Gli scenari sono credibili, elaborati e molto vari, anche perché sfruttano bene la ricchezza di scenari del Mediterraneo. Le animazioni sono buone, senza far gridare al miracolo. La mappa strategica è ben realizzata ma ci sarebbe piaciuto vedere i punti di interesse con maggior evidenza senza dover spostare il mouse in continuazione per cercare di illuminarli.

Visto che parliamo di difetti aggiungiamo che l'assenza di uno zoom-out o di una mappa nelle locazioni isometriche è parecchio fastidiosa e costringe il giocatore a inclinare la prospettiva e a esplorare le locazioni da una visuale che è decisamente innaturale. L'idea qui era, probabilmente, di "costringere" il giocatore all'esplorazione preservando un po' il mistero e la funzione della fog of war, ma rimane un modo poco user-friendly che danneggia un po' l'esperienza.

I dialoghi coi vostri colleghi nell'accampamento della legione sono uno dei modi principali per sbloccare quest e imparare come funziona il mondo di Expeditions: Rome.

Expeditions: Rome in definitiva ci ha convinti pressoché appieno. Si tratta di un titolo pensato e realizzato con giudizio, senza strafare e seguendo un canovaccio preciso. Il risultato netto è una storia interessante, molto digeribile con personaggi che non hanno la profondità dei capolavori RPG, ma che portano a casa un'interpretazione onesta in una vicenda coinvolgente e divertente.

Il combattimento e la componente RPG sono i protagonisti e presentano decisioni interessanti e una vera sfida strategica in cui potreste anche voler rigiocare l'intera avventura al livello massimo di difficoltà, dopo un primo giro a un livello inferiore. Il tema e l'ambientazione nuovi e affascinanti fanno il resto e sigillano un giudizio positivo e una completa raccomandazione per gli appassionati di RPG e giochi tattici a turni.

8 / 10

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