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F1 Manager 2022 recensione, un punto di vista diverso sulla F1

Sarete Christian Horner o Mattia Binotto?

Purtroppo, dopo un inizio emozionante del campionato di quest’anno della F1, i tifosi del Cavallino Rampante si ritrovano a dover nuovamente fare i conti con una cocente delusione, causa problemi di affidabilità ed enormi errori di strategia e di gestione gara. Con la rassegnazione nel cuore e il motto sempre più ricorrente “sarà per il prossimo anno” ci siamo calati nei panni di Team Principal alla ricerca della vittoria, almeno nel campo videoludico.

Seppur tristemente ironico, anche se si è dei novizi è davvero difficile far peggio di Binotto nel campo della gestione e quanto meno in F1 Manager è possibile riavviare il weekend di gara in caso di errori grossolani. Questo gestionale ci ha portato a coordinare e guidare la nostra scuderia verso la vittoria del campionato piloti e costruttori, con interessanti caratteristiche in grado di rendere il tutto piuttosto realistico.

Questo punto di vista sulla massima categoria dell’automobilismo mancava sul mercato da più di 22 anni, con un primo ed unico tentativo risalente al 2000 sviluppato da Intelligent Games e pubblicato da EA Sports. Solo in tempo più recenti vi sono stati 3 capitoli della saga Motorsport Manager che però, dobbiamo ammettere, sono risultati meno interessanti in quanto carenti di licenza ufficiale. F1 Manager 2022 invece si è presentato al grande pubblico con grandi promesse, tentando di colmare questa lacuna gestionale per lo sport automobilistico per eccellenza.

Dopo tanti, troppi anni possiamo finalmente vestire i panni di Team Principal e gestire le strategie di gara, comodamente seduti al muretto box.

Se in questi anni nessuno, o almeno davvero pochissimi team di sviluppo, si sono prodigati in questa impresa è proprio perché il lavoro richiesto è molto complesso. Ma questo fardello è stato raccolto da uno studio di sviluppo ormai veterano come Frontier Developments che annovera nel proprio curriculum nomi del calibro di Elite: Dangerous e Planet Coaster, tanto per citarne un paio.

Iniziamo con il dire che la resa grafica non è delle più accattivanti dato che lo scopo del gioco si concentra sui tanti menu a schermo che ci hanno tenuto compagnia durante le gare. Probabilmente, nonostante il focus non sia il fotorealismo, si poteva fare qualcosa in più sul fronte della risoluzione ma è chiaro come gli autori si siano concentrati sul far funzionare tutte le meccaniche simulative di comando di una scuderia sacrificando l’estasi visiva.

Trovandoci nel ruolo capo muretto tutte le decisioni sono nelle nostre mani e quest’ultime sono davvero tante. Per non spaventarci, F1 Manager 22 ha deciso di offrirci un impatto iniziale molto soft guidandoci nelle prime fasi con molti consigli e alcune scelte predefinite o simulate per accelerare il tempo. Il tutto inizia dallo scegliere la scuderia da guidare verso il successo; ognuna di esse ha ovviamente degli obiettivi da raggiungere e un budget da rispettare.

Come era lecito aspettarsi, oltre a concentrarsi sullo sviluppo di componenti per migliorare le prestazioni delle monoposto, il nostro lavoro si è focalizzato sull’organizzare al meglio i weekend di gara. La struttura non è infatti molto lontana da quanto provato in questi anni nei F1 di Codemasters, con calendari ricchi di appuntamenti e risorse da indirizzare nei vari comparti, da quello aerodinamico a quello adibito allo sviluppo del motore. In F1 Manager però siamo entrati molto più nel dettaglio, potendo scegliere la tipologia di progetto da assegnare agli ingegneri, quanti di essi incaricare del lavoro per uno sviluppo più o meno veloce e scegliere quale dei due piloti testasse i nostri sforzi.

Qui abbiamo incontrato uno dei primi problemi di questo titolo, una componente che è davvero difficile da gestire se non la causa del perché i gestionali di auto faticano a sfondare e sempre meno team si mettono in gioco nel realizzarli. Nella fase di sviluppo, infatti, non ci sono errori. Il campionato di F1, più che mai quello di quest’anno, ci ha insegnato come un errore di progettazione possa cambiare le posizioni di forza all’interno del circus. Tagliando fuori la possibilità di sviluppare una componente in modo erratico, la sensazione di essere di fronte a qualcosa di realistico si è abissata fin dalle prime battute.

La struttura non è molto lontana da quanto visto nei vari F1 approfondendo alcuni aspetti come lo sviluppo di nuove componenti da installare sulle nostre monoposto.

Certo stiamo parlando di qualcosa di davvero complicato da implementare e da gestire tra tutte le meccaniche che compongono F1 Manager 2022 ma una maggiore accortezza su tale aspetto avrebbe sicuramente giovato. L’unica limitazione ad uno sviluppo sempre vincente risiede nel budget cap, una manovra che cerca di limitare questo difetto ma che in fin dei conti si tratta di una toppa piuttosto fragile. In più, ci teniamo a precisare che ogni nuova aggiunta alla monoposto non va a cambiarne l’aspetto; quindi, sviluppare un telaio più leggero e con maggiori prese d’aria rimarrà solo una modifica in forma scritta e non grafica.

La mancanza di colpi di scena l’abbiamo avvertita, purtroppo, anche in gara, dove gli incidenti o i problemi tecnici sono estremamente rari tanto da rendere piuttosto piatto lo scorrere del weekend. La parte cruciale, per assurdo, di tutto il gioco in realtà si concentra sulla preparazione del venerdì e del sabato, con le prove libere per vedere il comportamento delle gomme e del carico carburante e le qualifiche per aggiudicarsi il miglior posto sulla griglia di partenza.

Durante la gara è possibile cambiare in ogni momento la strategia dei box e impartire ordini ai nostri piloti su tre soli aspetti: aumentare il ritmo monitorando il degrado gomme, la richiesta di potenza sull’ERS e il risparmio carburante. Le meccaniche pienamente riuscite invece riguardano l’undercut e overcut, due opzioni in grado di movimentare una gara altrimenti particolarmente noiosa anche per i più appassionati di F1.

Purtroppo l’approccio molto conservativo di Frontier Developments non è riuscito a farci emozionare come ci saremmo aspettati, con gare piuttosto piatte e rarissimi colpi di scena.

F1 Manager 2022 è un titolo che sembra non voler azzardare e si presenta al pubblico con un approccio piuttosto tradizionalista, un insieme di caratteristiche decisamente scontate per portare a casa il risultato. Le assenze sono tante, come ad esempio il poter creare da zero una propria scuderia o affrontare singole gare personalizzate. Nel titolo di Frontier Developments infatti vi è solo la campagna principale e la nostra unica opzione è stata portare a termine il lungo campionato senza possibilità di salvare anche a metà sessione. Inoltre, la totale assenza di qualsivoglia componente multiplayer demolisce la rigiocabilità sul lungo termine.

Dobbiamo infine anche constatare che come nel gioco ufficiale adesso in mano ad Electronic Arts, le valutazioni dei piloti e delle scuderie sono molto discutibili, il che falsa anche il comportamento delle vetture o la bravura dei protagonisti del campionato. Con estrema sincerità dobbiamo ammettere che da un gestionale di questa portata ci saremmo aspettati qualcosa di unico e in grado di tenerci incollati allo schermo. A F1 Manager 2022 manca quel guizzo in grado di farci sentire davvero al centro dell’esperienza invece di spettatori un po’ annoiati di gare prive di brio ed imprevisti.

7 / 10

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A proposito dell'autore

Virginia Paravani

Contributor

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