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Fract OSC - review

Come salvare il mondo con un sintetizzatore.

Fract OSC inizia nel silenzio, senza alcuna spiegazione, senza alcun contesto, come se non dovessimo trovarci in quel luogo desolato, privo di vita.

Ma i neon dai colori fluo che illuminano i pochi, spigolosi poligoni di quel mondo alieno, i flebili suoni che si possono ascoltare quando ci si avvicina ad alcuni oggetti, lasciano intuire che c'è qualcosa sotto che pulsa, che ha bisogno di aiuto per tornare a vivere.

Tutto parte da una sorta di altare, sormontato da tre monoliti dai differenti colori, nel quale si incontrano le tre macro aree in cui è suddivisa l'unica, ampia mappa di gioco.

Fract OSC fa di tutto per dare il minor numero di informazioni possibili, persino il tutorial si limita, sinteticamente, a mostrare il funzionamento dei tasti, costringendo il giocatore ad esplorare quel mondo affascinante nella sua strana composizione, nelle sue architetture bizzarre, a volte gigantesche, nel tentativo di comprenderne la logica.

Questo macchinario permetterà di comporre il ritmo giusto per riavviare la macchina di fronte.

I colori giocano un ruolo importante: verde, celeste e fucsia evidenziano le tre aree citate, corrispondenti agli elementi pad, bass e lead dei sintetizzatori musicali elettronici.

"Fract OSC fa di tutto per dare il minor numero di informazioni possibili, costringendo il giocatore a esplorare"

E saranno proprio i sintetizzatori, e la musica da loro prodotta, a ridar vita a quel mondo. Seguendo i colori ci si ritrova di fronte a complessi macchinari che, per essere riavviati, richiedono la risoluzione di un enigma.

Qui Fract OSC mostra la sua debolezza più grande. I puzzle non sono particolarmente originali: una delle tre tipologie con cui avremo a che fare, una per ogni colore, è di fatto una riproposizione dello schema di Pipemania, in cui si dovranno allineare dei tubi in modo da far scorrere un flusso energetico al loro interno, ma qui troviamo l'aggiunta di alcuni oscillatori che influenzano il passaggio dell'energia.

La seconda tipologia è una variante di questo genere di enigmi, in questo caso si ha a che fare con piattaforme da ruotare o muovere verticalmente, che non solo serviranno al passaggio del flusso ma anche a quello del giocatore, pertanto dovranno essere posizionate per favorire entrambe le cose.

Il flusso di energia è stato ripristinato, ora bisogna far ripartire il motore.

La terza, invece, si distacca dalle prime due e richiede lo spostamento di alcuni cubi in posizioni ben specifiche. Tali enigmi non risultano mai particolarmente impegnativi e con un po' di attenzione se ne può venire a capo in pochi minuti. La soddisfazione viene più dal sentire il crescendo musicale man mano che ci si avvicina alla soluzione che dalla soluzione stessa.

"Sarà la musica prodotta dai sintetizzatori a ridare vita al mondo"

Una volta attivato il flusso dell'energia si dovrà riavviare il macchinario utilizzando un sequencer, con il quale dovremmo comporre il ritmo giusto in grado di sbloccarlo, utilizzando un numero limitato di note da inserire nello schema basandoci sulla durata della nota e sul decadimento della stessa.

Qui i puzzle si fanno più originali, la musica così composta potrà servire per sollevare delle porte il tempo sufficiente a passare, o a fare in modo che il flusso passi in maniera continua fino al macchinario.

Possono essere diverse le combinazioni di note che portano alla soluzione, permettendo così, per certi versi, di riportare la vita nel mondo componendo la propria musica, ed è questo l'elemento che più di altri rende l'esperienza di Fract OSC unica nel suo genere.

Ogni macro area, inoltre, avrà un enigma finale a cui sarà possibile accedere solo dopo aver completato tutti gli altri. La soluzione corrispondente va ricercata esplorando attentamente i luoghi attraversati, in cui sono disseminati tutti gli indizi necessari ad impostare adeguatamente il sintetizzatore.

"Nonostante la semplicità dei puzzle, portare a termine il gioco richiederà dalle sei alle sette ore"

Muoversi tra le varie zone è semplice, accanto ad ogni enigma si troverà un comodo checkpoint con una mappa dove sono indicate le zone visitate, quelle ancora inesplorate e gli enigmi risolti. Basterà indicare il checkpoint che si intende raggiungere e si verrà trasportati come su una teleferica, un tragitto durante il quale si potranno ammirare alcuni splendidi paesaggi del mondo low poly creato dai Phosfiend Systems.

Quando tutto sarà completato mancherà solo l'ultimo, intricato puzzle per liberare tutta l'energia musicale di Fract OSC. Pur nella semplicità e nella scarsa originalità dei puzzle, portare a termine il gioco richiederà sei, sette ore, che potranno essere molte di più se vorrete dilettarvi con il completo sintetizzatore musicale che si sblocca all'interno del gioco pezzo dopo pezzo, man mano che si prosegue con l'avventura.

Lo strumento dà anche la possibilità di salvare le proprie creazioni, e su Steam si possono trovare guide che spiegano come sfruttarlo al meglio.

Terminato il gioco si avrà accesso ad un completo sintetizzatore musicale.

Gli amanti dell'estetica da realtà virtuale anni ottanta e dei ritmi dei sintetizzatori non avranno difficoltà a lasciarsi coinvolgere dall'affascinante mix di esplorazione e creazione musicale proposto dai Phosfiend Systems.

Nonostante buona parte degli enigmi non brillino per originalità, quelli direttamente legati alla composizione mettono in mostra il vero potenziale del gioco.

Fract OSC, nel complesso, è un titolo unico, un piacere per occhi e orecchie, che non può che meritare la promozione.

7 / 10

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Elio Cossu

Contributor

Morso da un C64 radioattivo in tenera età, si trasforma lentamente in un videogiocatore accanito e nerd di un certo livello. Lo si trova spesso a frugare tra i giochi indie alla ricerca di qualche perla nascosta.

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