Bloodborne Articoli

ArticoloUn inno alle porte dei videogiochi - editoriale

Passiamo attraverso le porte di Doom, Dark Souls e molto altro.

È molto facile sottovalutare un'umile porta. La apri e la attraversi. A volte, bisogna prima trovare la chiave e, in molti giochi, questa rappresenta l'unica interazione che il giocatore ha con le porte. Sono qualcosa da superare, qualcosa che delimita un luogo da quello successivo. Un semplice elemento strutturale, di particolare interesse per i level designer, ma non per chi preme i pulsanti.

La morte è un dato di fatto e questo è doppiamente vero per i videogiochi: quando la morte arriva, di solito lo fa in massa. Chi di noi può affermare, ad un certo punto della propria carriera da videogiocatore, di non aver vagato su pianure cosparse di cadaveri o aver attraversato fiumi di sangue disseminati di resti umani galleggianti? Se vogliamo credere a ciò che accade nei videogiochi, allora i cadaveri sono più socievoli dei vivi. Si affollano in macabri luoghi di esecuzioni, torture e massacri, si impiccano con dei cappi, si impalano, si scorticano, si contorcono o si fanno a pezzi, lasciandoci a bocca aperta a rabbrividire.

Tutti i giochi sono occulti. Noi in quanto giocatori non siamo consapevoli dei funzionamenti interni che definiscono le regole secondo le quali giochiamo. A differenza di un RPG da tavolo non siamo neanche consapevoli della schermata del dungeon master che nasconde ai nostri occhi i segreti e le meccaniche del gioco. Eppure pochi giochi trasformano l'intrinseco occultismo del medium nel proprio tema centrale rendendoci acutamente consapevoli della presenza dello schermo invisibile, sfidandoci a mettere insieme un mosaico di incerta conoscenza. Solo una manciata di titoli lo fa invocando tradizioni di magia e filosofia esoterica vecchie di ere.

Quando HP Lovecraft scrisse la definizione del genere, che sostanzialmente inventò in prima persona, lo fece con la consapevolezza che la weird fiction sarebbe sempre stata apprezzata solo da una nicchia. Nel saggio del 1927, Supernatural Horror in Literature, dichiarava che: "le storie di sensazioni ed eventi ordinari, o di comune distorsione sentimentale di tali sensazioni ed eventi, avrebbero sempre occupato il primo posto nei gusti del grosso della massa; forse legittimamente dato che queste questioni costituiscono la gran parte dell'esperienza umana". Appena in grado di generare delle entrate, masticato e risputato dalle riviste pulp e infine, dieci anni dopo, morente in mezzo a dolori atroci per un cancro allo stomaco non trattato, Lovecraft poteva ragionevolmente aspettarsi di essere dimenticato.

Sin dall'alba dei tempi, gli esseri umani hanno alzato gli occhi al cielo interrogandosi sulle meraviglie del cosmo. Se provate a fare la stessa cosa in un gioco come, per esempio, Breath of the Wild, notate vivide forme di nuvole, stelle, il Sole e la Luna. È una parte importante di questo e di molti altri giochi, che aiuta a creare l'illusione di uno spazio continuo che si allunga oltre che ciò possiamo davvero esperire nei confini del gioco. Il cielo implica che Hyrule, nonostante sia un mondo di fantasia, è parte di un cosmo proprio come lo è il nostro mondo e noi accettiamo questo fatto sebbene non possiamo volare e controllare di persona.

Se pensate alle città medievali, probabilmente immaginerete strade traboccanti di escrementi e interiora. O, al contrario, un insieme accogliente di pittoresche abitazioni che ci rimandano a dame e valorosi cavalieri. Anche se le città che s'ispirano all'epoca medievale sono sempre state un elemento chiave dei giochi fantasy, sin dalle origini del genere, di solito fanno ben poco per rimettere in discussione i cliché presentati dalle fiere rinascimentali o dallo pseudo-realismo del fantasy 'grimdark'. Senza contare che quegli spazi cittadini hanno principalmente la funzione di pit-stop per il giocatore, un luogo in cui ottenere nuove quest, riposare o commerciare. È difficile immaginare come debba essere in questi luoghi la vita di tutti i giorni una volta che il nostro eroe se ne va via. Sono poco più di semplici sagome (mi riferisco a te, Skyrim).

ArticoloBloodborne - Reloaded

I mostri di FromSoftware (vi) spaccano anche un anno dopo.

Che i giapponesi abbiano un gusto tutto particolare per il divertimento sadomaso è un dato di fatto accertato da un'ampia cinematografia e da una letteratura dedicata al loro gusto perverso per la punizione autoinflitta, di cui il compianto programma Mai Dire Banzai è stato forse la migliore dimostrazione. Negli ultimi anni il concetto della difficoltà estrema e delle morti a ripetizione è stato portato all'estremo da alcuni videogiochi fantasy caratterizzati da meccaniche molto simili le cui bandiere sono state Demon Souls e Dark Souls.

ArticoloI più letti del 2015 - articolo

News, recensioni, approfondimenti: ecco gli articoli del 2015 più letti su Eurogamer.it!

Titoli, notizie, approfondimenti tecnici, editoriali: sono molti i temi che hanno animato il 2015 videoludico, ma quali sono quelli che hanno suscitato l'interesse maggiore nel corso dell'anno?

ArticoloLe uscite del mese di novembre - articolo

Quando si dice 'l'imbarazzo della scelta'...

Novembre è da sempre uno dei mesi più ricchi quanto a uscite, ma quest'anno la scelta di quale titolo premiare con l'acquisto sarà ancora più combattuta visto il numero di giochi di rilievo concentrati in pochissimi giorni.

Digital FoundryBloodborne è il Souls next-gen che aspettavamo? - articolo

E come esce la rimasterizzazione di Dark Souls 2 dal confronto?

Nonostante i suoi scatti e lunghi tempi di caricamento, Bloodborne merita tutto l'entusiasmo che lo sta accompagnando. Il gioco è molto in alto nella gerarchia delle esclusive PS4 per qualità, e la sua unica concorrenza in termini di gameplay consiste nella rimasterizzazione di Dark Souls 2 della stessa From Software, in uscita la prossima settimana. Illuminazione migliorata, gameplay a 1080p60 e nuovi nemici rendono molto rilevante il remaster, ma Scholar of the First Sin riesce a reggere sotto l'aspetto tecnico, o l'esclusiva di Sony ruba la scena?

ArticoloBloodborne, la provocazione - editoriale

Hidetaka Miyazaki e la sospensione del giudizio critico.

Faccio subito una premessa: non ho avuto il tempo di finire Bloodborne e mi sono ripromesso di farlo al più presto. Può essere quindi che quanto sto scrivendo adesso un domani non mi trovi più d'accordo, ciò nonostante, mentre sono sul Freccia Rossa Roma - Milano di ritorno dal Drago d'Oro, mi sono sentito di buttare giù queste righe per provare a chiarire un mistero sul quale m'interrogo da tempo. Ossia Bloodborne e, più in generale, la serie dei Souls.

Digital FoundryBloodborne: analisi delle prestazioni

AGGIORNAMENTO: Il gameplay in multiplayer provoca cali di prestazioni assenti nel gioco in singolo.

AGGIORNAMENTO 28/3/15: La nostra analisi di Bloodborne è ora completa, e culminerà in un nuovo articolo che pubblicheremo a breve, in cui confronteremo la tecnologia dell'esclusiva PS4 con l'imminente rimasterizzazione di Dark Souls 2. I nostri test rivelano che giocare Bloodborne in multiplayer possa influenzare pesantemente il frame-rate fino a valori inferiori ai 20fps. Di seguito potete vedere il video relativo, per gli approfondimenti vi rimandiamo al prossimo articolo.

ArticoloBloodborne: un incubo meraviglioso - prova

Impressioni a caldo, prima della recensione.

Qualche giorno fa siamo stati invitati in Sony a giocare le fasi iniziali di Bloodborne, in modo da scrivere le nostre impressioni a caldo poco prima di ricevere il codice completo per la recensione. Naturalmente, da bravi appassionati della serie Souls, abbiamo invaso la sede romana della compagnia armati di tanta buona pazienza e di un pratico bignami delle imprecazioni, ben consapevoli di cosa ci saremmo trovati di fronte.

ArticoloI giochi più attesi del 2015, secondo Eurogamer - articolo

Dopo le vostre classifiche, arriva la top 10 della redazione!

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato le classifiche dei giochi più attesi del 2015, secondo voi lettori. Oggi siamo qui per condividere la nostra top 10, sperando di portare alla vostra attenzione qualche titolo che, per un motivo o per un altro, poteva essere sfuggito ai vostri attentissimi radar. Siete pronti?

Dopo un 2014 deludente, la PlayStation 4 non può assolutamente permettersi di trascorrere altri 12 mesi con pochi giochi da offrire agli appassionati. Nonostante la situazione sul fronte delle esclusive sia piuttosto promettente, tuttavia, i primi tre posti della top 10 dei lettori sono occupati da titoli multipiattaforma. Scopriamoli insieme!

ArticoloBloodborne alza il Chalice - prova

I From Software e la sfida infinita del nuovo dungeon.

Londra - Prendere l'aereo per mettere le mani su Bloodborne, è una di quelle cosa che il vero hardcore gamer si sogna anche la notte. Prendere in mano il pad e scoprire che non solo è la stessa build dell'Alpha, ma che è persino quella mostrata a tutti alla Games Week, è una di quelle cose invece che tormentano i sogni del giornalista di turno. Perché poi alla fine si torna a casa senza molto di cui scrivere.

ArticoloBloodborne: ritenta, sarai più fortunato - prova

Scopriamo insieme se è davvero più facile di Dark Souls.

L'attesa per molti si sta facendo davvero estenuante: Bloodborne arriverà sugli scaffali dei negozi soltanto il prossimo febbraio ma sulla rete ci sono già migliaia di persone che pagherebbero oro per mettere le proprie mani sul nuovo titolo sviluppato da From Software per PlayStation 4.

Bloodborne: non chiamatelo Dark Souls - preview

Colonia - Ok, lo ammetto, non sono mai stato un grande fan di Dark Souls e compagnia bella, ma dopo aver assistito alla presentazione di Bloodborne che Sony ha tenuto presso un albergo adiacente al complesso fieristico di Colonia, il mio interesse per il nuovo gioco di From Software è salito vertiginosamente.

ll numero di esclusive di peso per PlayStation 4, è cosa nota, stenta ancora a decollare, ma è chiaro che il colosso nipponico punti moltissimo su questa nuova IP soprattutto per cercare di dare una spinta alle non proprio esaltanti vendite della console nel paese del Sol Levante, e da quanto mi è parso di vedere fino ad ora sembra essere sulla strada giusta.

La storia di Bloodborne prende vita a Yhanam, città colpita da una grave piaga che sta velocemente trasformando i suoi abitanti in mostri con intenzioni non proprio amichevoli. Nei panni di un cacciatore dobbiamo quindi farci largo tra una miriade di non morti, animali dalle dimensioni enormi e il classico bestiario del genere che sta spopolando sopratutto in Giappone.

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ArticoloBest of E3 2014: tiriamo le somme - articolo

Lettori e redazione votano i vincitori dello show.

Anche stavolta è giunto il momento di mettere l'E3 in soffitta. E se solo le software house fossero in grado di mantenere un segreto per più di cinque minuti, sarebbe persino stata una fiera sorprendente. Bloodborne, Assassin's Creed, Battlefield: Hardline e Far Cry 4 sono solo alcuni dei tanti prodotti inediti che sono stati spifferati prima, rovinando in parte l'effetto sorpresa della convention. Che così com'è stata, è stata molto interessante ma un po' piatta per quanto riguarda le emozioni.

Bloodborne: ancora più oscuro di Dark Souls - preview

È il gioco dello show? In senso assoluto, senz'altro no. Ma per il sottoscritto, avido esploratore dei mondi oscuri e surreali di From Software, probabilmente sì. Ecco allora spiegato perché quando Sony mi ha chiesto chi della redazione volessi mandare per vedere il loro nuovo "titolo segreto", ho fissato l'appuntamento a mio nome. Le possibilità che sarebbe stato il gioco dal nome in codice Project Beast, in esclusiva per PlayStation 4, erano infatti altissime. E così è stato.

Le premesse di Bloodborne non sono all'insegna dell'originalità: una misteriosa malattia si sta diffondendo per la città di Yharum (se ho capito bene il nome) e sta trasformando i suoi cittadini in mostri assetati di sangue. Per alcuni versi potrebbero sembrare gli zombie di Resident Evil 4, data la loro non eccessiva velocità e visto che sono armati di tutto punto con spade, falcetti, forconi e torce. Ma al primo scontro già ci si accorge della differenza, perché combattono come i nemici di Dark Souls.

Di conseguenza in Bloodborne si dovrà prestare estrema attenzione all'avversario, mettendo in scena il solito balletto di mosse e contromosse che ha proiettato i From Software nell'Olimpo degli sviluppatori. La differenza stavolta sta nel nostro equipaggiamento, che non prevedrà alcuno scudo e che ci costringerà a frequenti schivate. Una gioia per chi chi in Dark Souls s'affida di solito ai riflessi, un problema per chi come il sottoscritto se ne va in giro armato di scudi mastodontici da almeno 50 in Forza.

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