The Occupation Recensioni

The Occupation - recensione

The Occupation - recensione

Una immersive sim in miniatura travestita da thriller investigativo.

Sarebbe semplicissimo etichettare The Occupation come la più classica delle occasioni perse ma a conti fatti il team di White Paper Games è riuscito a creare esattamente il gioco che aveva progettato. Più che una storia di occasioni perse l'ultima opera dei creatori del già interessante Ether One sembra più adatta a un altrettanto classico "what if". Cosa sarebbe successo se il concept dietro a questo peculiare progetto fosse stato affidato a un team più corposo e con risorse illimitate? Cosa sarebbe successo se invece di essere un progetto di uno studio di nove persone fosse stato un progetto AAA?

Ma si sa, con i se non si va da nessuna parte e le domande che ci siamo posti sono per molti versi quasi fantascienza. D'altronde quanti tra voi si aspettano un'avventura in prima persona fortemente narrativa, radicalmente stealth e caratterizzata da sezioni a tempo e da un sistema di salvataggio molto rigido da una grande compagnia? Pare quasi una domanda retorica. Questo titolo è quindi un figlio naturale della scena indie ma la sua stessa natura porta con sé delle magagne tecniche che rischiano di oscurare il valore delle idee e l'implementazione di meccaniche sicuramente peculiari.

Dopo diversi rinvii che hanno spinto l'uscita a inizio febbraio e successivamente a inizio marzo, The Occupation arriva su PC, PS4 e Xbox One con il suo carico di tematiche delicate e fortemente politiche e con tanta curiosità per una struttura di gioco che trasforma il tempo in una risorsa e a conti fatti anche in un nemico. Perché non importa ciò che facciamo, ciò che scopriamo e ciò che otteniamo, dopo quattro ore ci rimarrà solo l'epilogo, con il peso delle nostre scelte e dei nostri errori. Ma è davvero così? La risposta più diretta e corretta sarebbe quasi.

Leggi altro...