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Ingress e la conquista del mondo di Niantic Labs - articolo

Il gioco di esplorazione globale passa per Google Maps.

All'inizio tutti gli sviluppatori volevano solo farci impugnare un controller, cliccare un mouse, agitare un joystick. In seguito hanno tentato di farci ballare e allenare. Niantic Labs, la startup di sviluppo di videogiochi interna di Google, è il motivo per cui delle persone stanno invece volando in Alaska. "Abbiamo cominciato da un'idea di base, ossia che esista l'opportunità di creare un videogioco divertente che vi faccia muovere nel mondo reale", dice Brandon Badger, product manager di Niantic Labs.

Ingress è un videogioco mobile che sovrappone dei portali a locazioni reali. I giocatori hackerano i portali raggiungendo la locazione nel mondo reale, e oltre questo semplice gameplay c'è una sofisticata rete di social network, narrazione, eventi reali e incontri.

La divisione in due fazioni dei giocatori di Ingress stimola l'aggregazione degli alleati.

"In effetti la nostra grafica è molto semplice, così come il gameplay. Il divertimento è in cose come 'oh, è stato divertente incontrare il mio nuovo gruppo di amici'. E invece di annoiarsi come accade con altri giochi mobile, molte persone hanno trovato con Ingress il loro ambiente social. Non ci si annoia dei propri amici".

Lo studio di Google ha dunque creato un social network da organizzare e tramite cui comunicare con gli appassionati, e in cambio i giocatori hanno cominciato a organizzare i propri eventi e incontri in giro per il mondo. Qualcuno ha perfino trovato un pilota per farsi trasportare in una remota località dell'Alaska per catturare un portale particolarmente ostico. Niantic supporta questi sforzi con materiale promozionale come t-shirt e la serie The Ingress Report, che riferisce su YouTube i progressi del gioco e gli eventi importanti per i giocatori.

E questo adattamento alla community non è solo esterno. Badger spiega come l'infrastruttura di Niantic permetta una certa agilità. "Il modo in cui abbiamo strutturato i nostri procedimenti di sviluppo ci aiuta a essere più adattabili a ciò che vediamo nella community dei giocatori. Abbiamo pratiche di sviluppo molto agili in cui tentiamo di organizzare i compiti in porzioni più piccole che possono essere eseguite in meno tempo".

Brandon Badger, lead designer del progetto Ingress.

Invece di seguire il percorso tradizionale delle compagnie di software, che pianificano con svariati anni d'anticipo, Niantic si assicura che i suoi sviluppatori possano fare dei cambiamenti molto rapidi al gioco in relazione al mondo reale.

"Abbiamo un sistema molto agile e dividere lo sviluppo in parti più piccole ci permette di ottenere feedback dai giocatori e riconsiderare costantemente le nostre priorità. Quindi abbiamo una lista di quelle che pensiamo saranno le prossime 30 caratteristiche del gioco che dovremmo realizzare. Lavoriamo su 2 o forse 3 di esse contemporaneamente, ma nel caso accada qualcosa possiamo cambiare l'ordine abbastanza velocemente senza creare problemi agli sviluppatori. Tentiamo di modellare sviluppo e struttura del team come una startup in modo da essere veloci ed elastici".

Considerando che Google è un titano di Internet, è impressionante che Niantic sia riuscita ad attingere al meglio delle due realtà: libertà d'azione e l'accesso ai prodotti e servizi di Google già esistenti. Ma l'idea era proprio quella ai tempi degli inizi, nel 2010. A quell'epoca John Hanke, direttore della divisione 'geo' di Google, decise di creare una startup ma la direzione dell'azienda lo convinse a restare e a farlo in seno alla società. Quattro anni dopo, Niantic ha creato un'app turistica chiamata Field Trip, e Ingress.

Ingress è ora disponibile gratuitamente su Android e iOS ma Niantic sta sperimentando un sistema di monetizzazione che sfrutti al meglio il gioco mobile dei suoi utenti. Quand'è stata l'ultima volta in cui siete entrati in un supermercato senza comprare una bibita o delle gomme da masticare?

"Stiamo studiando modi per monetizzare con lo stesso approccio con cui abbiamo creato il gioco, nel senso che vogliamo partire in molti sensi da zero", spiega Badger..

Ingress, realizzato inizialmente per Android, è da poco disponibile anche per iOS.

"Un'ottima caratteristica di un gioco geolocalizzato come Ingress è che le persone si muovono nel mondo reale, e ovviamente l'apporto di potenziali clienti è prezioso per le imprese. Siamo molto ottimisti sul fatto che ci sia un modello che possa funzionare per inserzionisti, Niantic Labs e giocatori, perché deve apportare qualcosa al gameplay, non renderlo meno divertente".

Niantic a New York ha già incluso come locazioni nel gioco i negozi della catena Duane Reade, monitorandoli e sperimentando nuovi modi d'integrazione. "Speriamo d'ideare un modello che sia basato sul costo per visita, con marchi grandi e minori che potrebbero sponsorizzare differenti elementi del gioco al fine d'interagire coi giocatori e sfruttare il loro entusiasmo".

Qual è dunque il futuro di questo tipo di giochi? Probabilmente dovremo prepararci a vederne molti di più, poiché Google sta pianificando di mettere la tecnologia a disposizione di altri sviluppatori. "Stiamo cercando partner, sviluppatori che siano interessati a lavorare con noi per creare software e videogiochi, ma anche proprietà intellettuali che possano adattare le loro storie a giochi come Ingress", dice Badger.

"Cerchiamo partner fidati, il team giusto con capacità tecniche e affiatamento che possa lavorare bene coi nostri sviluppatori e product designer. Ciò ci permetterà di sviluppare ulteriormente la piattaforma, e dopo la maturazione di quest'ultima potremo raggiungere un numero più ampio di partner".

Niantic sta anche lavorando a un nuovo titolo, Endgame, insieme all'autore James Frey. Il gioco espanderà l'universo dei racconti di Frey nel mondo reale. "Intendiamo modellare il gioco in molti modi su Ingress, rendendolo social e prevedendo incontri nel mondo reale, nonché eventi in cui centinaia di utenti si raduneranno per giocare", ha detto Hanke all'Hollywood Reporter.

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Rachel Weber

Senior Editor

Rachel Weber has been with GamesIndustry since 2011 and specialises in news-writing and investigative journalism. She has more than five years of consumer experience, having previously worked for Future Publishing in the UK.

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