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Halo Serie TV (finale di stagione) Recensione, Master Chief ha perso la strada di casa

Si conclude tra alti e bassi la prima stagione dedicata a John 117.

Qualche anno fa mai avremmo immaginato di trovarci a fare considerazioni sulla bontà o sui difetti di una serie incentrata sullo Spartan per eccellenza e che da tutti i progetti annunciati e poi annullati, almeno uno vedesse realmente la luce. Contro ogni aspettativa tutto ciò è accaduto realmente e oggi siamo qui a tirare le somme sulla prima stagione di Halo: The Television Series, già rinnovata per una seconda, in arrivo con tutta probabilità nel tardo 2023.

I nove episodi, andati in onda su Paramount +, su Now e Sky Atlantic in Italia, lasciano addosso sensazioni molto contrastanti a ribadire anche la qualità estremamente incostante di ognuno di essi. La Silver Timeline, come detto nelle prime recensioni, è di per sé l’imputata principale sull’indice di gradimento della serie da parte dei fan e di tutti quegli spettatori che invece non hanno mai indossato un casco di una Mjolnir su Xbox. I veterani di una delle saghe videoludiche più importanti di casa Xbox non sono nuovi a criticare aspramente le scelte compiute a livello di narrazione, soprattutto nei videogiochi, il medium che ha reso celebre il super soldato.

Si conclude con il nono episodio la prima stagione di Halo: The Television Series, una produzione che nonostante l’alto budget impiegato lascia un po’ di amaro in bocca.

Era dunque abbastanza scontato che i maggiori malumori venissero proprio dalla community, che non ha mai accettato di buon grado di vedere un John completamente diverso e una trama che avrebbe portato decisamente lontano dalla strada maestra. Poteva essere la grande, anzi forse l’unica, occasione di portare Halo sul piccolo schermo con la stessa epicità che ci ha tenuto incollati al pad in questi 20 anni, e dopo aver visto l’ultimo episodio andato in onda ci uniamo alla delusione anche dei fan più accaniti.

Halo: The Television Series è, al momento, una soap opera che oscilla tra lo scadente drama e un uso di CGI di qualità discutibile in troppe scene. Quello che è andato in onda per ben più di un mese, soprattutto a livello narrativo, rispecchia la maggior parte delle produzioni in salsa americana: scene di nudo per attirare l’attenzione, amori impossibili, tragedie inutilmente drammatiche e colpi di scena prevedibili.

A questi aspetti si aggiunge anche il voler mettere in scena tanti personaggi per poi perderli per strada, anche se presentati inizialmente come protagonisti di spessore. Questo destino è toccato ad esempio a Soren e Kwan Ha, sempre in primo piano nei primi episodi per essere poi dimenticati per dare maggiore spazio ad altri e ritrovati solo nelle battute finali in modo molto frettoloso. È un errore comune, soprattutto nelle prime stagioni, inserire troppa sostanza che successivamente non trova l’adeguato spazio per svilupparsi a dovere. Sia chiaro, nonostante il minutaggio iniziale era palese che Soren e Kwan Ha avessero poco da raccontare nelle fasi più avanzate, ma a questo punto viene da chiedersi se fosse veramente necessario presentarli come protagonisti principali fin dall’inizio.

Il finale della prima stagione però lascia anche delle tiepide speranze, ovvero quelle di vedere tornare veramente in azione gli Spartan e scoprire di più su come sarà l’approccio con l’Halo, riportando forse la serie ad una somiglianza più calzante alla saga videoludica.

È sempre stato chiaro che Halo: The Television Series non avrebbe potuto accontentare tutti gli spettatori, ma quel che invece risulta lampante è la direzione volutamente caotica degli sceneggiatori. Questa prima stagione è senza ombra di dubbio un banco di prova, un tastare il terreno per carpire il feedback del pubblico, mettendo in scena molte linee di trama che inevitabilmente non trovano un pieno sviluppo puntata dopo puntata.

Il punto cruciale sarà però il successivo: gli sceneggiatori ascolteranno davvero le opinioni degli spettatori? La “scusa” della Silver Timeline, furbamente messa in campo per evitare le ire degli integralisti di Halo o gli errori in merito alla lore, protegge scrittori e sceneggiatori e li invoglia a perseguire la narrazione in modo libero e creativo. Quel che abbiamo visto finora è un punto di vista inedito che preserva solo le leggi basi dell’universo ideato da Bungie e perpetuato da 343 Industries senza esserne né un tributo, né una brutta copia.

Anche la CGI lascia molto a desiderare in alcuni aspetti mentre risulta eccellentemente impegata per i Covenant e le creature aliene che hanno reso celebre la saga.

Seppur liberi dalle catene della coerenza, alcune scelte di trama sono apparse comunque deboli e forzate, mentre in altri casi i tempi si sono protratti anche fin troppo per arrivare al culmine dei fatti principali. Infine è giusto citare anche l’estetica e la CGI dato che ci troviamo al cospetto di una produzione ad altissimo budget, 200 milioni di dollari per l’esattezza, per la sola prima stagione. Dopo aver visionato tutti e 9 gli episodi possiamo dire che anche in questo campo i risultati sono altalenanti, con scene in battaglia ben riuscite, soprattutto nelle fasi action pure, ma condite da location un po’ prive di dettagli e scenari di città futuristiche decisamente stereotipate.

Possiamo concludere che Halo: The Television Series potrebbe essere un punto di partenza per uno sviluppo migliore nelle future stagioni, ma rimane comunque un incipit non del tutto convincente. Nel panorama del piccolo schermo molto spesso le sorti di alcune serie TV si sono rivelate favorevoli con il crescere del numero delle stagioni ma abbiamo anche assistito a casi in cui un inizio zoppicante non è mai sbocciato in qualcosa di consistente e memorabile. Il finale di stagione lascia ben presagire per un ritorno più calzante all’Halo che conosciamo grazie ai videogiochi ma per sapere il futuro di questa serie dovremo attendere un bel po’, rimanendo speranzosi che gli addetti ai lavori trarranno le giuste considerazioni dal feedback ricevuto.

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