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LEGO Star Wars La Saga degli Skywalker Provato: I mattoncini stellari si sono evoluti

Dopo mesi di silenzio ci siamo: aspettatevi novità, mattoncini da distruggere e... Forza.

Non troppo tempo fa, in una galassia per niente lontana, un talentuoso gruppo di sviluppatori britannici intraprese un'avventura che li avrebbe portati ad assemblare milioni di mattoncini virtuali costruendo storie fantastiche basate su franchise di lusso.

Le cose iniziarono ad andare bene fin da subito, il pubblico sembrò apprezzare quel particolare stile di gioco non basato su una sfida vera e propria ma su un gameplay fresco e rilassante. Il fenomeno esplose in tutta la sua potenza già un paio d'anni dopo e iniziò a correre sempre più veloce, al punto da "costringere" i suoi creatori a sviluppare due o anche tre giochi nello stesso anno.

Inevitabilmente questo portò ad un sovraccarico, anche a causa di una mancanza di idee che iniziava a farsi pesante. Fu così che quel talentuoso gruppo di sviluppatori decise di prendersi una pausa, complice anche una pandemia che nel frattempo aveva rallentato l'intero pianeta, per raccogliere le idee, rinfrescarle, potenziarle e ritornare alle origini del gioco che li aveva resi famosi.

Un nuovo, mastodontico progetto che ripercorre l'intera saga ideata da George Lucas e stirata fino all'inverosimile da Disney negli ultimi anni: nasce così LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker, che in teoria sarebbe dovuto uscire un anno fa ma che per i motivi ben noti è stato rimandato.

In ogni livello potrete scegliere se seguire la storia principale o andarvene in giro dentro dei veri e propri mini open-world ricchi di segreti.

In certi casi però un rinvio così cospicuo non può che far bene. Finalmente siamo riusciti a dare un'occhiata al gioco finale e ne siamo rimasti davvero impressionati, fino ad ora non c'è mai stato un titolo LEGO di questa portata. In termini di dimensioni sarà senza ombra di dubbio il gioco più gigantesco che si sia mai visto.

Dalla schermata principale fin da subito i nove capitoli della saga sono accessibili da subito e possono essere giocati nell'ordine che si preferisce. Ognuno di essi sarà poi diviso in vari episodi e metterà a disposizione le due tradizionali modalità: Avventura e Gioco Libero. La consueta struttura con un unico hub centrale da cui si accede alle varie storie è stata ampliata e stavolta avremo a disposizione un'intera galassia da visitare. Sarà possibile viaggiare da un pianeta all'altro scegliendo tra l'altro tra una miriade di navicelle, accessibili da un apposito menù e sbloccabili con il solito sistema dei mattoncini da scovare.

A proposito di mattoncini, nell'intero gioco ce ne saranno più di 1.200 da trovare. Alcuni verranno sbloccati semplicemente portando a termine i livelli, altri richiederanno side-quest specifiche, altri ancora saranno nascosti sia sui pianeti che nello spazio. Per sbloccarli tutti avremo inoltre bisogno di personaggi di tipo diverso, che avranno accesso a porzioni differenti degli stage. Il roster completo comprenderà oltre 300 protagonisti tra umani, droidi e mostri di vario genere... incluso il gigantesco Rankor con cui potremo spargere il panico ovunque.

Ogni categoria di personaggi potrà essere potenziata in modo diverso e ogni modifica gli regalerà poteri capaci di aprire nuove strade nei livelli.

Fin qui siamo tutto sommato ancora nel terreno delle feature già conosciute, sebbene modificate e ampliate a dismisura. La vera "rivoluzione" è stata operata nel gameplay vero e proprio. La prima cosa che salta all'occhio è l'inquadratura, passata ora dietro le spalle del protagonista controllato dal giocatore proprio come nella maggior parte degli action in terza persona. Il sistema di combattimento è stato completamente stravolto e svecchiato.

Prima per proseguire era sufficiente assestare qualche colpo ai nemici di turno per smontarli, ora questi ultimi saranno molto più duri da battere, avranno una barra dell'energia che dovrà essere azzerata a suon di combo. Avete letto bene: combo! Ne sono state inserite molte, alcune specifiche per determinati personaggi e sebbene LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker non raggiunga minimamente la complessità di giochi come Devil May Cry o Sifu, la differenza si vede eccome.

Si vede anche negli scontri a fuoco, che stavolta prevedono coperture e persino hit-box differenti a seconda della parte del corpo colpita. Stesso discorso per le dogfight stellari, molto più complesse che in passato. Pilotare un X-Wing contro una schiera di Tie-Fighter o guidare la ribellione nei panni di Poe Dameron sarà un'esperienza molto più divertente e non un semplice riempitivo come in passato.

La schermata di selezione del capitolo è composta da piccoli diorami animati che da soli meritano il prezzo del biglietto.

Anche la navigazione attraverso i livelli sembra molto più articolata. Nella demo che abbiamo provato in più di un'occasione era possibile scegliere più strade per raggiungere lo stesso obiettivo, utilizzando strumenti diversi a seconda degli ostacoli incontrati.

Ovviamente tutto questo (e molto altro ancora andrà scoperto in sede di recensione) rimane quella gustosa e spassosissima glassa umoristica che da sempre contraddistingue i prodotti LEGO. Nonostante i protagonisti ormai da tempo parlino, TT Games non ha rinunciato a farcire il gioco con una miriade di gag e con un'infinità di segreti da scoprire da soli o in coop.

Come dicevamo all'inizio, spesso mettere in pausa una saga di videogiochi consente ai suoi creatori di riposare per tornare più creativi che mai. Star Wars: La Saga degli Skywalker ne è la prova. Quello che abbiamo visto finora basta e avanza per farlo salire velocemente nella classifica dei giochi più attesi.

L'HUD è stato modificato e ampliato, ora ci sono ben tre barre “Vero Jedi” da riempire e un indicatore di combo a destra.

Alla recensione non manca tanto, volendo potete ingannare l'attesa giocando a scacchi olografici con uno Wookiee... ma ricordatevi che quei giganti pelosi tendono a prendere piuttosto male le sconfitte.

A proposito dell'autore

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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