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LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker Recensione – Bentornati alle Guerre Stellari!

La Forza è potente in questo gioco… forse troppo!

Ci eravamo lasciati poco meno di un mese fa con la promessa di ritrovarci a parlare di LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker, dopo averlo spolpato fino all'osso e scoperto se davvero avesse portato l'evoluzione di cui questa quasi ventennale serie aveva bisogno. Mai avremmo pensato di trovarci davanti ad un'esperienza di tali proporzioni, così sfaccettata e strapiena di contenuti.

Ormai anche i limacciosi sassi della palude di Dagobah sanno che il gioco ripercorre tutti i capitoli principali del franchise cinematografico, da La Minaccia Fantasma a L'Ascesa di Skywalker. Ben nove film ricreati con pazienza e perizia mattoncino su mattoncino, con la solita, generosa dose di umorismo.

Il gioco non permette fin da subito di scegliere qualsiasi episodio ma solo il capostipite di ogni trilogia; al giocatore è lasciata la scelta dell'ordine di fruizione che, come ogni vero fan sa, non può che partire dall'Episodio 1.

La classica struttura con un singolo hub da cui è possibile accedere ad ogni livello è stata resa più elastica in modo da permettere al giocatore di scegliere liberamente dove, come e quando andare una volta sbloccati tutti gli stage. Obbligatorio a questo scopo è completare in primis la storia, con la possibilità successiva di ritornare sui propri passi in modalità Gioco Libero, l'unica che permette di percorrere tutte le strade alternative e scoprire TUTTI i segreti del gioco.

Come quasi tutti, anche gli sviluppatori non amano particolarmente Jar Jar Binks e per tutta la prima trilogia si sono divertiti a metterlo nei peggiori guai possibili.

Mai come in questo caso il maiuscolo è d'obbligo perché LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker cela nei suoi più reconditi anfratti una quantità di cose inimmaginabili. Un numero su tutti: sono oltre 1000 i mattoncini segreti che dovrete trovare prima di poter pensare di aver visto tutto quello che il gioco può offrire. Molti di questi sono ben nascosti nei livelli, associati ad alcune missioni secondarie o nascosti in meteoriti che solcano la galassia, mentre altri possono essere sbloccati solo con determinati personaggi. A tal proposito, sono più di 300 le mini figures giocabili e includono (nella versione Deluxe) anche guest star da The Mandalorian, Rogue One, Solo: A Star Wars Story e via dicendo.

Ci sono poi i pezzi di astronavi da trovare per sbloccarle nel corrispondente menù di selezione, le batterie da comporre, i codici segreti e tanto, tanto, tanto altro. Ma quando il “tanto altro” diventa troppo? Probabilmente quando la mole di contenuti rischia di distrarre eccessivamente dal gioco principale o addirittura arriva a rendere macchinosa la fruizione dello stesso.

Ecco, forse il “problema” maggiore di Star Wars: La Saga degli Skywalker è proprio questo. L'eccessiva stimolazione rischia di mandare in tilt un certo tipo di giocatori, ovvero quelli che non sono soddisfatti finché non hanno ripulito tutte le aree di un gioco prima di proseguire per le successive. Qui non è possibile farlo e dovrete tornare più e più volte sui vostri passi prima di poter appagare la vostra smania da completismo.

Alcune sezioni del gioco sono un po' stiracchiate, come quella in cui bisogna riparare il Millennium per fuggire da Mos Eisley.

Molti potrebbero obiettare che anche nei precedenti capitoli era necessario farlo ma credeteci, mai in qualsiasi altro gioco LEGO avete avuto modo di confrontarvi con una tale mole di cose da fare. La sola consultazione del menù che riepiloga le missioni portate a termine, quelle da completare, quelle nascoste che richiedono indizi per essere trovate, i collezionabili lasciati indietro, i potenziamenti di personaggi e astronavi, le mappe stellari e galattiche e via dicendo... rischia di far venire il mal di testa a chi è affetto dalla smania da completismo.

Ovviamente tutto questo si dissolve se non appartenete a questa categoria e proprio questo noi consigliamo di fare a chi si approcci a Star Wars: La Saga degli Skywalker: giocatelo seguendo il flusso di quello che avete voglia di fare in ogni singolo momento, non vi guardate continuamente indietro e lasciate perdere almeno all'inizio menù e opzioni.

Dopo una quindicina di ore potrete iniziare a pensare se davvero volete impegnarvi nella scalata dell'Everest rappresentato dal fatidico 100% e, quando ne sarete davvero convinti, scoprirete ulteriori layer di questo gioco che sembra davvero non finire mai. C'è addirittura un premio speciale per chi arriva a quel traguardo ma ovviamente per scoprirlo dovrete sudare le proverbiali sette camicie non tanto per la difficoltà del gioco, che rimane comunque piuttosto bassa, ma soprattutto per capire come completare alcune side quest non propriamente intuitive.

Le novità introdotte nel gameplay sono visibili ma non cambiano più di tanto il sapore della minestra. La nuova telecamera da dietro le spalle è comoda ma di tanto in tanto fa un po' a cazzotti con le telecamere, specie negli spazi un po' angusti. I combattimenti sono più articolati, con scontri a fuoco dietro copertura e addirittura semplici combo corpo a corpo, ma la natura “piece of cake” del gameplay li rende ben presto quasi superflui quindi non stupitevi se dopo i primi livelli tornerete al confronto senza fronzoli dei precedenti LEGO Star Wars.

Molti dei collezionabili sono indicati chiaramente sulla mini-mappa, ma spesso per raggiungerli dovrete trovare la strada giusta o risolvere dei piccoli enigmi.

Interessante l'idea dei bivi, che di tanto in tanto permettono di imboccare qualche strada alternativa con mezzi di fortuna. Peccato che con il passare delle ore il loro utilizzo si diradi e diventi sempre più impalpabili ai fini del gioco.

Ottima invece, se paragonata a quella dei titoli precedenti, la differenziazione tra le varie classi dei personaggi. Sono dieci in tutto, una generale e le altre espressamente indirizzate a Cavalieri Jedi, Lato Oscuro, Droidi, ecc.. Ogni abilità del rispettivo ramo può essere potenziata fino a tre volte spendendo i sudati mattoncini trovati in giro per la galassia e sebbene le differenze non siano paragonabili a quelle ottenibili in un RPG puro, rispetto ai precedenti titoli LEGO il salto di qualità si sente eccome.

Nella modalità Avventura i personaggi utilizzabili sono fissi e legati alle rispettive storie, mentre nel Gioco Libero la formazione è come sempre messa insieme per permettere in un modo o nell'altro di arrivare ovunque e sbloccare qualsiasi cosa. Occhio soprattutto ai livelli più particolari (Gara degli Sgusci, Morte Nera, etc.) perché anche loro nascondono molti segreti, ma vista la velocità con cui si svolgono riuscire a trovarli e soprattutto recuperarli tutti non è cosa facile.

Il team sembra aver pensato davvero a tutto, persino ai giocatori più nostalgici che ai personaggi doppiati (anche in italiano, ottimamente peraltro anche se non con le voci originali) preferiscono i classici mugugni dei primi giochi. Tramite un'apposita opzione è infatti possibile utilizzarli, magari abbinati ai sottotitoli in modo da riuscire a capire qualcosa. TT Games ha pensato anche ad una lunga serie di opzioni che permettono anche a persone disabili di fruire nel miglior modo possibile dell'esperienza.

In giro per la galassia troverete numerose comete come questa. Bersagliatele fino al nucleo per ottenere un prezioso gruzzolo di mattoncini.

Ancora una volta dobbiamo lamentare in un titolo LEGO la mancanza del coop online, anche La Saga degli Skywalker può essere giocata insieme ad un Player 2 ma solo in modalità locale e non sono presenti sfide competitive, che avrebbero rappresentato un plus non indifferente.

Purtroppo, la natura multi-piattaforma del progetto non ha permesso al team di sfruttare nel migliore dei modi le caratteristiche peculiari di ogni singolo hardware. Su PlayStation 5 si apprezza come sempre la velocità di caricamento dei dati tramite SSD ma si sarebbe potuto sicuramente fare di più sotto il profilo sonoro, non tanto per la resa di effetti e soundtrack (come sempre monumentale e capace di fomentare come poche altre) ma per la “spazialità” degli stessi, che si pone un paio di gradini sotto le migliori produzioni PS5. Stesso discorso per il DualSense: fa il suo dovere ma in passato ci ha dato emozioni e soprattutto vibrazioni nettamente più sensuali.

Star Wars: La Saga degli Skywalker è un eccellente gioco della serie LEGO ma lo potremmo paragonare ad un atleta che ha passato gli ultimi 4 anni ad allenarsi duramente per scolpire nella pietra il suo fisico, esagerando forse un po' troppo e facendogli perdere parte della sua originale elasticità e armoniosità.

Anche i trucchi mentali Jedi sono resi in modo umoristico e molte delle frasi più celebri della saga vengono usate per dare vita a divertenti giochi di parole.

Allo stesso modo l'ultima creatura dei TT Games è mastodontica, gargantuesca ma ha perso parte della leggerezza e dell’immediatezza che aveva quasi sempre contraddistinto i numerosi capitoli di questa infinita saga. Una volta tanto la quantità di contenuti è più che proporzionata al prezzo richiesto... ma chi avrà davvero la Forza per scoprirli tutti?

8/10

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A proposito dell'autore

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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