Se clicchi sul link ed completi l'acquisto potremmo ricevere una commissione. Leggi la nostra policy editoriale.

Lemma: sognando Mirror's Edge - recensione

Parkour tra cyberspazio e realtà alternative.

Il termine parkour nasce ufficialmente nel 1998, anno in cui David Belle e Hubert Koundè lo affibbiarono a una disciplina metropolitana che aveva iniziato a diffondersi in Francia nei primi anni '90. Con il passare degli anni il parkour è andato lentamente a confondersi con il free running, diventando protagonista indiscusso di opere d'intrattenimento di vario genere e, ovviamente, anche dei videogiochi. Molte persone hanno, quindi, sentito parlare di questa disciplina, ma quanti saprebbero spiegare chiaramente in cosa consista?

"Per capire cos'è il parkour si deve pensare alla differenza che c'è tra quello che è utile e quello che non è utile in eventuali situazioni di emergenza. Solo allora potrai capire ciò che è Parkour e ciò che non lo è". Le parole stesse di Belle definiscono una disciplina efficiente e utile, che allo stesso tempo rappresenta una vera e propria rottura rispetto ai percorsi prestabiliti (composti da sottopassaggi, pedane e cavalcavia) che caratterizzavano, in particolare, la periferia di Parigi.

Chi pratica il parkour (i tracciatori) sa quindi andare al di là delle convenzioni tracciando un proprio percorso unico e originale e, in un certo senso, Mirror's Edge non si discosta troppo da questo concetto. Il titolo dei DICE, uscito nell'ormai lontano 2008, seppe divincolarsi dalle classificazioni della critica dimostrandosi un'esperienza incredibilmente originale, un action-platform in prima persona che attingeva a piene mani proprio da quel particolare sport tanto caro a Belle e Koundè.

Sono ormai passati 7 anni dall'uscita di Mirror's Edge e mentre il prossimo titolo del brand è già stato confermato, ci penserà lo sviluppatore solitario Evan Todd a farci ingannare l'attesa con l'interessante Lemma, un'avventura in prima persona tra parkour, cyberspazio, puzzle solving e una leggera spruzzata di riflessioni etiche.

La maggior parte della narrazione verrà veicolata dalle note sparse per gli scenari di gioco e dai messaggi che scambierete con il vostro collega Mark.

Lemma è un progetto che nasce ufficialmente nel 2010 e che, dopo diversi anni, sbarca su Kickstarter alla ricerca dei $10.000 necessari per completare lo sviluppo. La campagna di crowd-funding si rivela tuttavia un fallimento, costringendo l'unico sviluppatore, Evan Todd, a terminare il titolo facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze. Dopo 5 anni di sviluppo, Lemma sbarca ufficialmente su Steam dove è da poco disponibile al prezzo di €14,99.

La protagonista e nostro alter ego in questa particolare avventura è Joan Emerson, una dottoranda in fisica che si ritroverà a esplorare un universo alternativo all'interno del quale è misteriosamente scomparso Mark, uno dei suoi colleghi. Il nostro obiettivo sarà sfuggire dalla misteriosa realtà alternativa (Lemma per l'appunto), andando progressivamente a scoprire nuovi dettagli su una straordinaria scoperta di Mark e del suo piccolo team di studiosi e sulla natura di questa sorta d'incredibilmente vasto cyberspazio.

Il fulcro di Lemma è naturalmente il gameplay, fondato innanzitutto sul parkour e sull'esplorazione del particolare mondo di gioco ma fortunatamente il titolo creato con tanta passione da Todd si poggia su una trama che, anche se fondamentalmente lasciata in secondo piano, sa dimostrarsi piuttosto interessante e intrigante per buona parte delle 6-7 ore di gioco (i completisti potrebbe arrivare anche a 10) che caratterizzano la campagna principale.

Esplorando il mondo di gioco troveremo diverse note che ci riveleranno nuove informazioni sul lavoro di Mark e sulle teorie formulate dalla sua equipe e, in particolari zone, verremo direttamente contattati dal nostro collega che utilizzerà lo smartphone della protagonista per indicarci nuovi obiettivi da raggiungere; con il contagocce, riceveremo anche qualche dettaglio piuttosto criptico su ciò che è successo e sul perché ci troviamo all'interno di Lemma.

Questi particolari cubi rappresentano dei veri e propri 'fari' all'interno di Lemma. Raggiungerli significa scoprire nuovi dettagli sulla trama e in molti casi nuove abilità.

La narrazione non è di altissimo livello ma le note e le tematiche trattate contengono alcune nozioni matematiche e riflessioni di carattere etico sulla tecnologia e il suo impatto sulla società, che si dimostrano un contorno interessante al nucleo vero e proprio del titolo. La possibilità stessa di "dialogare" con Mark utilizzando risposte a scelta multipla dà un tocco in più all'esperienza complessiva, permettendoci di plasmare la personalità della protagonista e la storia stessa accompagnandoci verso uno dei quattro finali disponibili.

Sin dai primi minuti di gioco è chiaro che Todd ha deciso di seguire sostanzialmente la strada tracciata da Mirror's Edge non concentrandosi però troppo sulla spettacolarità e sui ritmi concitati ma soprattutto sull'attenta osservazione di ogni appiglio che ci circonda. Sarà possibile correre a perdifiato adattando il nostro incedere ad ogni ostacolo che dovremo superare ma nella maggior parte dei casi, quando arriveremo in una nuova zona, ci preoccuperemo di individuare l'obiettivo da raggiungere analizzando di conseguenza il percorso più efficace e affidabile possibile.

Il gameplay sembrerebbe quindi fedele ai concetti stessi del parkour anche grazie alla presenza di tecniche tipiche della disciplina. Correre, saltare e arrampicarsi saranno le manovre basilari ma sin dai primi minuti impareremo ad effettuare il tic tac (il classico wall jump), il wall run, a scivolare sotto gli ostacoli e ad attutire le cadute sfruttando una capriola molto utile anche per sopperire a possibili errori. Dopo ogni salto sarà inoltre possibile attivare uno slow motion, che ci permetterà di calcolare al meglio il da farsi anche a mezz'aria.

Queste meccaniche e i ritmi leggermente più compassati di quanto ci si aspetterebbe da un gioco di questo genere subiscono alcune variazioni dovute all'originale setting di Lemma. Nella realtà alternativa che attraverseremo dovremo tenere conto delle leggi della fisica ma anche di alcune situazioni uniche come il progressivo degrado del mondo di gioco stesso.

Non solo parkour dato che saranno presenti anche alcuni enigmi che andranno risolti osservando attentamente l'ambiente di gioco.

In queste situazioni dovremo dirigerci il più velocemente possibile verso punti predefiniti segnalati chiaramente da un indicatore, delle vere e proprie ancore di salvezza in un universo quanto mai instabile e soggetto a repentini cambiamenti. A rendere le cose ancora più complicate ci penseranno delle particolari sentinelle (dei cubi in movimento) che ci attaccheranno direttamente o esploderanno al nostro passaggio e delle vere e proprie torrette fisse (a forma piramidale).

Ancora più interessante e fondamentale è la meccanica legata alla "costruzione" del mondo di gioco. Effettuando capriole, scivolate e wall run potremo infatti creare passaggi e appigli prima inesistenti e risolvere alcuni semplici enigmi legati all'attivazione di certi interruttori e di certe strutture. Per quanto il parkour sia quindi il fulcro dell'intera esperienza di Lemma, ci ritroveremo anche a risolvere alcuni puzzle e ad occuparci della raccolta dei collezionabili: le già citate note e delle particolari sfere di energia.

Ad ampliare ulteriormente l'offerta di Lemma c'è anche la possibilità di creare dei veri e propri percorsi grazie al level editor e di giocare ai livelli creati dalla community di Steam. Queste due semplici aggiunte, se sostenute adeguatamente dagli appassionati, potrebbero aumentare notevolmente la longevità della produzione.

In definitiva il gameplay di Lemma si fonda su meccaniche semplici e ben implementate che solo in qualche sporadico caso non rispondono esattamente come avremmo voluto. Il titolo incappa in qualche errore dovuto, molto probabilmente, all'inesperienza dello sviluppatore e alla difficoltà di creare un gioco contando esclusivamente sulle proprie forze. In certe situazioni mancano indicazioni, anche minime, che ci permettano di capire il nostro obiettivo e troppo spesso ci ritroveremo persi all'interno di un level design incredibilmente labirintico e costituito da zone troppo simili tra loro.

Alcune sezioni ci costringeranno a fuggire a gambe levate dal progressivo sgretolamento dell'universo di Lemma.

Soprattutto nella parte finale, si perde quell'accessibilità che ha contraddistinto le prime ore di gioco e per quanto questo non sia necessariamente un difetto, alcuni giocatori sopraffatti dalla frustrazione potrebbero decidere di abbandonare il titolo prima della sua naturale conclusione.

Piuttosto minimal e basilare, il comparto tecnico può contare su un impatto discreto ma convincente in più di una circostanza, grazie ad uno stile che per certi versi unisce elementi di Minecraft (le strutture essenzialmente geometriche e cubiche), Portal (l'aspetto futuristico e asettico di alcune zone) e Monument Valley (i colori sgargianti e le particolari strutture che occupano Lemma). Tutto sommato buone le animazioni di Joan, le cui tecniche e acrobazie si rivelano sempre credibili e piuttosto realistiche.

Marginale invece il comparto sonoro, dato che solo in alcune zone della seconda parte, delle musiche di buona fattura accompagneranno il rumore dei passi e del respiro della protagonista e i "versi" robotici dei nostri nemici.

Lemma è quindi una degna alternativa a Mirror's Edge? Non proprio. Il titolo si difende bene sul lato del gameplay anche se i ritmi più bassi e meno fluidi non sanno regalare le stesse emozioni del titolo dei DICE, favorendo una progressione in un certo senso più riflessiva. Dal punto di vista tecnico e del bilanciamento si fa sicuramente sentire la natura indie del progetto che, anche per quanto riguarda la trama, si rivela molto interessante ma altrettanto grezzo. Un po' come il parkour dei primi anni '90.

7 / 10

Scopri come lavoriamo alle recensioni leggendo la nostra review policy.

Taggato come

A proposito dell'autore

Avatar di Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Contributor

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

Commenti

More Recensioni

Ultimi Articoli