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Limbo ritorna su Xbox One - review

Un classico indie alla prova del tempo.

Lo sappiamo cosa state pensando: "Perché, quattro anni dopo la sua uscita su Xbox 360, siamo ancora a parlare di Limbo?". Beh, non vorremmo scomodare paragoni troppo eccellenti ma vista la sua riedizione su Xbox One, ha senso come la versione Blu-Ray di Clerks (o qualunque altro film fondamentale nel vostro passato) o una rimasterizzazione del vostro album preferito.

Molti sono stati i platform ben fatti, altrettanti quelli dai toni oscuri e minimalisti, ma pochi possono vantare il risultate di Limbo: diventare una fonte d'ispirazione, citazioni e, appunto, riedizioni.

Se fate parte di quel curioso insieme di persone che non hanno mai avuto modo (o voglia) di giocarci, sappiate che Limbo è uno di quei titoli in grado di farti credere i videogiochi possano realmente essere una forma d'arte.

Visivamente ispirato ai film noir e presentato con varie tonalità di grigio, Limbo racconta una storia priva di testi, dialoghi, scene esemplificative o colonne sonore. Tutto ciò che abbiamo davanti è un ragazzo che si sveglia in un bosco e deve andare avanti, puzzle dopo puzzle, salto dopo salto, fino a ritrovare una persona.

Sapevate che il ragno gigante dei primi livelli è stato ispirato dall'aracnofobia di uno degli sviluppatori?

L'interazione con gli altri essere umani è minima: o scappano o vi attaccano o sono morti, e lo stesso vale per tutto il resto del mondo in cui vi muovete. Che sia in un bosco infestato da ragni giganti o tra gli ingranaggi di una città senza nome, il mondo intorno a voi o è scenografia o tenta di farvi fuori, nella maniera più cruenta possibile.

Limbo è un titolo volutamente poco descrittivo, che fa del "trial & error" il suo elemento fondante. Si suppone che non sappiate bene cosa fare, è scontato che morirete qualche volta e supererete certi passaggi solo dopo molte, molte ripetizioni. Ed è giusto che sia così perché la mancanza della benché minima spiegazione rientra nella poetica minimalista del gioco, di quel sentimento di estraniazione e paura dell'ignoto che gli sviluppatori vogliono far passare dagli occhi vuoti del protagonista a voi.

Gameplay semplice ma solido, scenografie noir, accuratissima scelta degli effetti sonori ed enigmi interessanti rendo dunque Limbo un quadro in movimento, una poesia videoludica col solo difetto di durare un po' troppo poco.

Sul significato del gioco potremmo spendere ore e ore di chiacchiere di fronte a una birra. Il ragazzo è morto e sta affrontando il suo inferno personale, in cerca di una moderna Proserpina? Rappresenta le varie fasi di crescita e disincanto di un essere umano? O magari siamo di fronte al tentativo di trovare una chiusura e una continuazione di fronte a un lutto?

Per quanto belle, le ambientazioni cittadine perdono qualcosa rispetto a quelle boschive.

Lo ignoriamo ma sappiamo che il finale ha fatto discutere (anzi, ci piacerebbe sapere cosa ne pensate nei commenti) e che obiettivamente, in un mondo che cerca a tutti i costi il lieto fine e lo "spiegone", Limbo ha il coraggio di andare controcorrente lasciandoci sospesi.

Non ci troviamo di fronte a un gioco gentile, piacevole e sereno. Limbo può essere una bellissima e disturbante esperienza, a patto di uscire un attimo dalla logica del giocatore che deve andare avanti per il puro gusto di risolvere enigmi.

Limbo è un caffè non troppo lungo ma molto forte, tostato e macinato con cura, che merita di essere degustato con una certa calma e non buttato giù di fretta come fosse quello di una macchinetta da ufficio. Inoltre è un prodotto che ha resistito tremendamente bene alla prova del tempo, vuoi per la sua visione artistica particolare, vuoi per i puzzle ben orchestrati.

Se non ci avete mai giocato e una Xbox One fa bella mostra di sé nel vostro salotto, vi consigliamo di provarlo senza troppi indugi, perché fino ad oggi vi siete persi qualcosa di meritevole, i cui pregi vanno al di là della mera longevità.

Quando diciamo che Limbo è diventata un'opera trasversale, ci riferiamo a questo.

Un consiglio che invece non diamo a chi avesse già avuto modo di provarlo su Xbox 360 o in uno dei suoi vari porting, perché questa versione "next-gen" non aggiunge nulla al gioco di qualche anno fa. Certo è che se vi dovesse capitare di averlo sotto mano (magari perché regalato da Microsoft) secondo giro potreste anche farlo. Siete proprio sicuri di ricordavi come passare tutti gli enigmi?

8 / 10

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Lorenzo Fantoni

Contributor

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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