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Lovers in a Dangerous Spacetime - recensione

Su e giù in nome dell'amore.
Un titolo immediato e brillante, che acquista una marcia in più se disponete di un partner da trascinare nelle sue coloratissime galassie.

Lovers in a Dangerous Spacetime è un gioco difficile da prendere sul serio, pieno com'è di coniglietti, cuoricini, astronavi rosa, personaggi carini e galassie al neon. Basta dargli una possibilità, però, per accorgersi che questo titolo di Asteroid Base è uno di quelli da cui si viene risucchiati all'istante e dai quali è molto difficile staccarsi.

L'antefatto è semplice e sbrigativo: gli scienziati hanno scoperto come imbrigliare la potenza dell'amore e usarla nel reattore Ardor, ma le forze dell'Anti-Amore sbucano dal nulla e distruggono il reattore in 4 pezzi che dovremo recuperare negli angoli della galassia. Per farlo dovremo guidare un'astronave prototipo in missioni di difficoltà crescente, gestendola con un equipaggio composto da due Lovers, il corpo di piloti incaricati di proteggere l'Ardor.

L'astronave, non solo quella di partenza ma anche le altre da sbloccare gradualmente, occupa una porzione piuttosto grande dello schermo per un motivo ben preciso: la visuale è sezionata e ci permette di osservare le varie stanze interne in cui trovano alloggiamento torrette, scudi, timone e altri sistemi come mappa e arma speciale.

Questa è una situazione relativamente tranquilla. Spesso avrete a che fare con un gran numero di nemici e proiettili.

Il nostro compito è di guidare fisicamente l'equipaggio da una stanza all'altra a seconda della situazione, ad esempio per gestire gli scudi e deviare i colpi dei nemici o attutire collisioni con porzioni dello scenario, o ancora sparare sui nemici, mentre il nostro partner si occupa di fare lo stesso e attivare i sistemi più utili al momento. L'unico sistema che di solito viene utilizzato al di fuori degli scontri è la mappa, da cui consultare lo spazio esplorato e quello ignoto, quest'ultimo oscurato.

La riconquista dell'Ardor passa per varie regioni di spazio, suddivise in livelli tra cui passare recuperando un certo numero di coniglietti prigionieri per aprire i portali corrispondenti. Ogni livello nasconde un numero di coniglietti superiori a quelli richiesti per avanzare, utili come bonus per aumentare il proprio grado e sbloccare più velocemente alcuni utili extra.

L'azione di Lovers in a Dangerous Spacetime si rivela ben presto frenetica, con i due membri dell'equipaggio a correre su e giù per le scale, e in lungo e in largo per i corridoi che collegano le stanze dell'astronave, passando dal timone a una torretta o agli scudi. In sostanza non vi capiterà mai di stare fermi se non nelle rare occasioni in cui l'area sarà sgombra di nemici.

La varietà si mantiene alta con tutta una serie di meccaniche che vivacizzano l'azione: oltre ai nemici di vario tipo sono da tenere in conto planetoidi che obbligano a modificare l'uso dei motori a causa della loro forza di attrazione, interruttori a cui sparare spesso in maniera sincronizzata, pianeti acquatici in grado di fungere da scudo temporaneo, soli, ostacoli di vario tipo e molto altro ancora.

I potenziamenti sono gestiti tramite gemme di vario tipo, da incastonare nei sistemi che si vogliono migliorare. Esistono vari tipi di gemme, da quelle che amplificano semplicemente la potenza a quelle che conferiscono caratteristiche metalliche, trasformando ad esempio le torrette in veri e propri mazzafrusti, e l'effetto varia a seconda di dove si scelga di utilizzarle.

Dopo pochi livelli entrano in gioco anche nuove caratteristiche dei sistemi che permettono di usare due gemme sui vari sistemi, per cui le combinazioni, e di conseguenza le possibilità di personalizzazione, si moltiplicano ulteriormente. I livelli inoltre vengono generati casualmente, quindi anche ripeterli nel tentativo di scovare tutti i coniglietti non implica la ripetizione di passaggi precisi.

La grafica, come avete modo di vedere dalle immagini, è coloratissima, quasi fino all'eccesso, e viene accompagnata da musiche che spaziano da sonorità martellanti ad altre più rilassate che si sposano bene con il livello di turno. Visivamente, il tutto sembra semplice ma gode comunque di un livello di pulizia non indifferente, e colpi ed effetti riempiono lo schermo in più di un'occasione.

Non mancano i combattimenti con i boss, che prevedibilmente risultano più impegnativi, o diversivi come sezioni in cui non c'è da esplorare ma solo da resistere a ondate progressive di nemici. Lovers in a Dangerous Spacetime, insomma, fa il massimo per proporre situazioni sempre diverse e dare ai giocatori un ventaglio di possibilità molto ampio.

Dicevamo, comunque, che i membri dell'equipaggio sono due. Ma i single? Beh, è possibile avventurarsi nel cosmo selezionando un compagno controllato dall'IA (inizialmente il cane Bao e il gatto Mao), e questo partner artificiale si comporta abbastanza bene al comando dei vari sistemi, tranne che per il timone a cui non è possibile assegnarlo.

Lovers in a Dangerous Spacetime realizza però il suo vero potenziale quando viene giocato in coppia, con una comunicazione costante, frenetica e divertente come l'azione su schermo. Questo è al tempo stesso un pregio e una piccola debolezza, perché il co-op è disponibile solo in locale, e le sessioni in singolo sono sì divertenti ma non come potrebbero esserlo in due. Una modalità online sarebbe sicuramente realizzabile ma avrebbe comunque poco senso visto che sono proprio vicinanza e comunicazione a fare la differenza.

Per fortuna, Lovers in a Dangerous Spacetime è sì frenetico ma anche molto semplice da apprendere. Se non avete mai trovato il gioco giusto per far provare una sessione multiplayer al vostro partner, questo è il titolo che fa per voi, anche se il compagno in questione non è espertissimo di videogame. Nel caso giochiate su PC vi consigliamo comunque di munirvi di joypad, visto che i controlli da tastiera possono risultare intricati, soprattutto se li si utilizza in due.

A volte dovrete fare i conti anche con l'attrazione gravitazionale di alcuni corpi celesti ma questi elementi possono essere sfruttati quasi sempre anche a proprio vantaggio.

A questo punto avrete capito che Lovers in a Dangerous Spacetime è un titolo assolutamente consigliato, a patto di avere la possibilità di provarlo in due. L'esperienza in singolo è carina ma non è paragonabile a una vera sessione co-op, e ad Asteroid Base va riconosciuto di aver mantenuto la formula semplice riempiendo però l'esperienza di possibilità differenti.

Se proprio non avete modo di giocarlo in co-op con qualcuno, abbassate pure il voto di un punto; in caso contrario non ci sono molti motivi per sconsigliare qualche giretto in questa psichedelica galassia bisognosa d'affetto.

9 / 10

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A proposito dell'autore

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Emiliano Baglioni

Contributor

Emiliano si affaccia al mondo dei videogiochi all’epoca del Vic 20. Vive la sua storia di giocatore pensando che prima o poi crescerà e mollerà il joypad, ma non abbandona mai la sua passione, che riesce in qualche modo misterioso a conciliare con tutto il resto.

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