Se clicchi sul link ed completi l'acquisto potremmo ricevere una commissione. Leggi la nostra policy editoriale.

Michael Jackson's Moonwalker

Musica, videogiochi e curiosità in un piccolo tributo al re del pop...

Due giorni fa, l 25 giugno 2009, si è spenta una stella. A distanza di pochi mesi da quello che sarebbe dovuto essere il suo ritorno sul palcoscenico internazione, Michael Jackson è passato a miglior vita all’età di soli 50 anni. Con lui scompaiono anche tutte le polemiche che lo hanno accompagnato durante i suoi ultimi anni di carriera, ma la leggenda continuerà a vivere…una leggenda controversa, questo è certo, ma pur sempre una leggenda, che rimarrà scolpita nelle menti di tutti per anni a venire. Eurogamer Italia ha deciso di rendere omaggio al re del pop a suo modo, raccontandovi la sua più celebre apparizione (ma non l'unica) in ambito videogiochi: Michael Jackson's Moonwalker e regalandovi qualche informazione "aggiuntiva" sul percorso ludico di questa icona della musica.

Rilasciato nel 1990 durante il periodo migliore della carriera di Jackson, Moonwalker può essere indubbiamente considerato uno dei prodotti più particolari ad aver visto luce sulla console di casa SEGA. La storia alla base di questo bizzarro platform (ispirata all’omonimo film, lanciato sul mercato nel 1988) era infatti davvero bizzarra: un malefico criminale di nome Mr. Big è intenzionato a conquistare la terra sfruttando un gigantesco laser costruito sulla luna, e per qualche arcano motivo, il suo piano prevede anche il rapimento di numerose bambine (tutte rigorosamente bionde e “munite” di un orsacchiotto). A chi spetta dunque il compito di salvare l’umanità e di liberare le povere bambine dalle grinfie degli scagnozzi di Mr.Big? Che domande, ovviamente a Michael Jackson!

Moonwalker è sempre stato ricordato come un titolo molto importante, anche e soprattutto per il coinvolgimento diretto di Jackson, ben oltre i meriti prettamente ludici.

Il gameplay, molto semplice e intuitivo ruotava intorno al ritrovamento delle numerose fanciulle sparse per i livelli, combattendo nel frattempo un discreto numero di nemici. Michael poteva ricorrere a particolari mosse di combattimento che, a conti fatti, non erano altro che le sue tipiche movenze di ballo (tra cui ovviamente anche il moonwalk). Pur trattandosi di un prodotto sviluppato negli anni ’90, Moonwalker godeva inoltre di animazioni davvero ottime, in grado di trasporre i movimenti del celebre artista con grande fedeltà e una buona fluidità. Tecnicamente avanti insomma, visti anche gli importanti investimenti economici del publisher.

L’aspetto più interessante del gioco era però ovviamente il comparto sonoro, composto da alcuni celebri brani quali Billy Jean e Smooth Criminal (al cui splendido video è ispirata l’intera realizzazione). Viste le potenzialità limitate dell’hardware dell’epoca, le canzoni erano purtroppo realizzate in versione MIDI ma ciò non pregiudicava affatto il loro impatto sull’esperienza di gioco, una sorta di musical interattivo che poteva contare anche sull'effetto hype generato dall'omonimo film. Si trattava infatti di un tie-in a tutti gli effetti, ispirato dalla pellicola uscita nelle sale, ulteriore celebrazione del personaggio e della sua versatilità artistica.

La versione arcade di Moonwalker si differenziava da quella casalinga per la visuale isometrica.

Al di là del fascino del suo protagonista, Moonwalker era però minato da innumerevoli difetti (visibili in questo video esplicativo tratto dalla versione Amiga) che compromettevano, in maniera tutt’altro che marginale, la qualità dell’esperienza di gioco. Oltre a nemici del tutto incapaci di rappresentare un vero e proprio ostacolo (indipendentemente dal loro numero), e un level design ben poco ispirato e sostanzialmente monotono, l’aspetto peggiore era infatti legato a meccaniche di gioco semplici e fin troppo banali, del tutto incapaci di garantire grandi stimoli e un buon livello di sfida. A tutto questo si aggiungeva poi la praticamente assente varietà degli avversari suddivisi in poche e banali tipologie che si ripresentavano per tutto l’arco dell’avventura (neppure tanto lunga).

Space Michael in Space Channel 5. Cameo niente male, ancora con SEGA.

Michael Jackson's Moonwalker non era dunque un capolavoro di game design, ma nonostante ciò era impossibile non apprezzare il coraggio (o forse la pazzia) di SEGA e Ultimate Productions nel realizzare un prodotto così particolare. Indipendentemente dal fatto che abbiate o meno apprezzato la figura di Michael Jackson, la sua influenza sulla nostra cultura è innegabile e Moonwalker è solo uno dei tanti esempi che lo confermano. Da oggi, Moonwalker, è diventato anche decisamente un pezzo da collezione dal valore potenzialmente altissimo in futuro, quindi tenetelo al sicuro nella vostra teca retrogaming.

Spazio ora a qualche curiosità: sapevate che Michael Jackson vantava un'impressionante collezione di cabinati e non solo, messi in vendita come Neverland, a causa dei recenti problemi economici? Si trattava di pezzi rari tipo The Lost World, Crazy Taxi, SEGA R-360, Harley Davidson Riders, SEGA Strike Fighter, Virtua Racing, Manx TT...accompagnati anche da numerose console e macchine come Genesis, Game Gear e via dicendo...

E sapevate che qualche tempo fa si vociferava di un suo rientro nel mondo dei videogiochi, ormai nell'aria, con un titolo apparentemente destinato a Wii e PlayStation 3 e sviluppato nuovamente con SEGA?

Buon viaggio, Michael, ci mancherai!

A proposito dell'autore

Avatar di Davide Persiani

Davide Persiani

Contributor

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

Commenti

More Articoli

Ultimi Articoli