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MultiVersus Provato: le porte del Multiverso sono aperte!

Non chiamatelo clone di Smash Bros: MultiVersus è molto, molto di più.

Chiudete gli occhi e immaginate, per un attimo, di essere a capo di Warner Bros. Entertainment. Vi rendete conto di avere per le mani un quantitativo pressoché impareggiabile di proprietà intellettuali che hanno letteralmente invaso l'immaginario popolare negli ultimi settant'anni e che potete sfruttarlo per mettere insieme uno dei più grandi crossover che il mondo abbia mai visto.

Perché non approfittarne e creare un picchiaduro a incontri, proprio ora che il genere sta conoscendo un periodo di splendente rinascita? E perché, infine, non ispirarsi a uno dei più grandi esponenti della categoria, l'immortale Smash Bros. di Nintendo?

La risposta a questi interrogativi è MultiVersus, il nuovo platform-fighter free to play in lavorazione presso Warner Bros. Entertainment e sviluppato da Player First Games, il neonato team di sviluppo statunitense capitanato dal veterano dell'industria Tony Huynh, già lead combat designer per titoli del calibro di God of War 3 e Ascension ma anche importante risorsa nella creazione del fenomeno League of Legends in Riot Games.

Il coinvolgimento di figure di tale rilevanza dovrebbe già di per sé darvi un'idea di quanto Warner stia trattando seriamente questo crossover, che non vuole semplicemente fare leva sull'innegabile fascino dei suoi personaggi per catturare l'attenzione del grande pubblico, ma che ha anche il preciso obiettivo di offrire alla fervente community un prodotto di buona fattura. Questo sia per un'utenza più casual e interessata a sporadiche partite in compagnia degli amici, sia per chi è intenzionato a scalare le classifiche online padroneggiando al meglio ogni aspetto del combat system.

MultiVersus è un platform fighter che si ispira al sempreverde Smash Bros. di Nintendo. Attenzione, però: è molto più che un semplice clone!

Un combat system che, dopo averlo provato estensivamente nel corso dell'ultima settimana, ci ha stupito per l'originalità e la raffinatezza di alcune meccaniche che – incredibile a dirsi – hanno davvero poco da invidiare a quelle che hanno reso grande Smash Bros.

A ben vedere, il pregio maggiore di MultiVersus è proprio quello di volersi distanziare dal celeberrimo picchiaduro di Nintendo, mutuandone solo alcuni principi fondamentali ma arricchendo il resto della formula con una personalità forte e ben distinguibile. Del resto in molti, in passato, hanno tentato di copiare pedissequamente Smash ma in pochi possono dire di averne catturato appieno lo spirito.

MultiVersus, dal canto suo, propone una visione alquanto personale della formula canonica dei platform fighter bidimensionali con un paio di implementazioni piuttosto indovinate che potrebbero rappresentare un plus non indifferente agli occhi degli appassionati. L'obiettivo finale di ciascun match, come è facile immaginare, è rimasto inalterato: accumulare più danni possibili sui combattenti nemici e poi scatenare un colpo ben assestato per lanciarli fuori dal ring.

Ed è anche vero che gli elementi alla base sono più o meno gli stessi che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni con uno schema di comandi abbastanza intuitivo: c'è un tasto dedicato agli attacchi semplici in posizione neutra o nelle quattro direzioni (in accoppiata con i comandi di movimento, ndR); uno assegnato alle mosse speciali a terra o in aria, sempre coadiuvato dai movimenti sui due assi da impartire tramite lo stick analogico; uno ai salti singoli o doppi per raggiungere le piattaforme più in alto o per recuperare da una probabile caduta e uno, forse il più importante, preposto alle schivate.

Alzi la mano chi non ha mai sognato un crossover tra Steven Universe e Game of Thrones. Nessuno? Strano...

La prima sostanziale differenza con Smash Bros. sta proprio in quest'ultima meccanica: MultiVersus è completamente sprovvisto del tasto relativo allo scudo e alle parate ma pone un'enfasi particolare sulle schivate, sia ovviamente come manovra difensiva per sottrarsi da una combo avversaria potenzialmente pericolosa, sia per accorciare repentinamente le distanze e impostare la propria offensiva.

Un sistema di stamina legato a un indicatore posto al di sotto del modello del personaggio e un tempo di recupero lento dopo un dodge con un tempismo non perfetto, prevengono l'abuso di questa dinamica di gameplay che, all'atto pratico, si è rivelata funzionale e perfettamente bilanciata.

È davvero piacevole muoversi liberamente per lo scenario utilizzando una combinazione di salti, doppi salti e schivate, così come abbiamo apprezzato la possibilità di tornare sul ring rapidamente arrampicandosi sulla base dello stage invece di dover fare sempre affidamento sulle mosse speciali di lancio in verticale (un altro dei principi fondamentali di Smash). Tutto questo rende il gioco parecchio più dinamico e accessibile, senza però rinunciare alla stratificazione che ci si aspetterebbe dalle meccaniche di un picchiaduro competitivo, si intende.

Dopo aver affrontato un nutrito tutorial con il compito di illustrare nel dettaglio ogni singolo aspetto del sistema di combattimento, è tempo di lanciarsi in una delle quattro modalità di gioco attualmente disponibili: 1v1, Squadre, Co-op vs.AI e Tutti contro Tutti per quattro giocatori, tutte affrontabili sia in modalità Casual che Classificata.

Ciascun personaggio appartiene a una delle cinque categorie di combattenti: Picchiatore, Assassino, Tank, Mago o Guaritore.

Funzionano tutte piuttosto bene, il gioco è un autentico spasso da giocare sia che siate giocatori più avvezzi ai processi tipici dei fighting game, sia che vogliate genuinamente divertirvi calandovi nei panni dei vostri personaggi Warner preferiti. Ma è nella modalità a Squadre 2 contro 2 che MultiVersus rivela tutta la sua insospettabile profondità.

Il roster, già allo stato attuale di Beta, appare piuttosto ricco ed è suddiviso in cinque categorie ben distinte: Picchiatore, Assassino, Tank, Mago e Guaritore. Inutile stare a rimarcare le implicazioni che tali differenze possono avere in uno scontro tra due squadre ben affiatate, vero? I Picchiatori fanno affidamento su un ampio parco mosse a distanza ravvicinata che può far salire in un batter d'occhio l'indicatore dei danni degli avversari, mentre gli Assassini posseggono diversi colpi in grado di capitalizzare su quei danni e spedire in orbita i malcapitati.

I Tank possono sfruttare manovre difensive o cambiamenti di stato per controllare l'andamento della battaglia e subire meno danni; i Maghi hanno armi e strumenti per colpire a distanza; i Guaritori possono curare le ferite degli alleati o applicare malus ai nemici. Insomma, va da sé che le combinazioni possibili sono molteplici e, con il giusto affiatamento con un altro giocatore, potrete trarre notevoli soddisfazioni dagli scontri proposti da MultiVersus.

L’elemento che ci ha maggiormente sbalordito, tuttavia, è la cura posta nello studio delle singole mosse in dotazione a ciascun combattente, utili sia in fase offensiva che, talvolta, anche per recuperare da situazioni di svantaggio. Wonder Woman, ad esempio, può usare il suo Lazo della Verità per attrarre a sé gli avversari ma anche per salvare un alleato in caduta libera verso la sconfitta.

Le partite a squadre 2 contro 2 rivelano la vera profondità del gameplay di MultiVersus.

Tom & Jerry possono far valere la loro presenza in coppia impiegando attacchi dalle geometrie difficili da prevedere; Velma Dinkley, la brillante detective della Mystery Inc. vista nelle avventure di Scooby Doo, addirittura non possiede alcun tipo di attacco fisico ma basa l'intero moveset su rapidi buff e debuff, oltre a sorprendenti colpi a distanza. C'è molto da vedere, moltissimo da imparare e ancora di più con cui divertirsi, ve lo possiamo garantire.

Dal punto di vista tecnico, infine, MultiVersus mette in campo una direzione artistica abbastanza ispirata, capace di fare coesistere personaggi come Batman, Arya Stark di 'Game of Thrones', Bugs Bunny o Jake e Finn da Adventure Time senza che questi cozzino visivamente tra loro. Le animazioni sono sempre convincenti e leggibili mentre la palette cromatica dai colori accesi e vibranti garantisce uno spettacolo veramente gradevole, anche dopo lunghe sessioni di gioco. L'inclusione dei doppiatori storici come Kevin Conroy (Batman), Tara Strong (Harley Quinn), Matthew Lillard (Shaggy) e Maisie Williams (Arya Stark) è la proverbiale ciliegina sulla torta che, non lo nascondiamo, ci ha strappato più di un sorriso.

Resta da approfondire solo un aspetto del titolo che è ancora un po' avvolto nel mistero: il modello economico adottato da Player First Games. MultiVersus sarà un titolo Free to Play cross-platform accessibile a tutti fin dal giorno del lancio, ancora previsto per un generico '2022'. Allo stato attuale, oltre all'ormai immancabile Battle Pass da 100 livelli che offre la possibilità di sbloccare ricompense estetiche di svariati tipi, è ben visibile una valuta virtuale che consente di acquistare nuovi combattenti o lievi potenziamenti ai parametri dei vostri personaggi preferiti.

Quest'ultimo aspetto, in particolare, potrebbe risultare in uno squilibrio notevole nel caso in cui, in futuro, fosse concessa ai giocatori la possibilità di investire soldi reali per l'acquisto di potenziamenti per i danni o per i parametri di difesa. Player First Games e Warner Bros., tuttavia, sembrano puntare molto su questo progetto, perciò siamo sicuri che valuteranno accuratamente un modello di business sostenibile e soprattutto equo per l'intera utenza.

La direzione artistica consente di assistere a scontri tra personaggi provenienti da universi diametralmente opposti senza che questi cozzino tra loro sotto il profilo estetico.

In definitiva possiamo parlare di MultiVersus come di una delle migliori sorprese di questa prima metà dell’anno. Il gameplay solido, stratificato e divertentissimo, nonché un roster ricco di volti noti caratterizzato da un’intelligente divisione in ruoli, potrebbe garantire al gioco una vita lunga e piena di successi, se supportato da un programma di aggiornamenti preciso e puntuale.

D'altronde, chi non ha mai sognato di assistere allo scontro tra Batman e Shaggy di Scooby Doo? O tra Steven Universe e Superman? O tra Taz e il Gigante di Ferro? O tra Wonder Woman e Arya Stark? O tra...

A proposito dell'autore

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Riccardo Cantù

Contributor

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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