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Murdered: Soul Suspect - prova

Indagare la propria morte.

Milano - Respiriamo una fumosa atmosfera noir guardando le immagini di Murdered: Soul Suspect che scorrono a schermo. Sarà il cappello che fa molto poliziesco anni Quaranta o lo sbirro testa calda che in borghese va a caccia di indizi, ma poi c'è il fatto dei fantasmi e il tutto subisce una prepotente virata verso il paranormale. Un trhiller dalle tinte ibride, dunque, classico nell'impostazione delle indagini a là L. A. Noir, ma poi quasi inquietante nella rappresentazione di un mondo parallelo a là Ghost e Il Sesto Senso.

Invitati negli uffici milanesi di Koch Media, il distributore italiano del titolo, abbiamo potuto provare approfonditamente diverse fasi del gioco. Per lo sguardo al cuore dell'avventura vi rimandiamo al prossimo 29 aprile, mentre oggi vi parleremo di cosa si prova ad essere uccisi e dovere poi investigare la propria morte.

Sapevamo già di giocare nei panni di un morto, del resto è dall'E3 che si parla del titolo Airtight Games e questo non è mai stato un mistero, ma è comunque particolare vedersi uccidere il protagonista proprio nel filmato iniziale. Ronan O'Connor è lì, disteso, o meglio è lì che si trova il suo corpo esanime crivellato dai colpi della sua stessa pistola, mentre lo guardiamo dall'alto in basso attraverso i nostri nuovi occhi fantasma. Abbiamo visto tutto: il misterioso assassino, il volo dalla finestra, il silenzio della notte rotto solo dal rumore di vetri spaccati, e poi di spari. Ci vuole un attimo ad abituarsi alla nuova (non) vita, e lo facciamo grazie all'incontro con lo spirito di una ragazzina che sembra avere una certa dimestichezza col limbo nel quale ci troviamo.

Il tutto comincia così, indagando sul proprio corpo ormai esanime.

Come in Ghost o ne Il Sesto Senso, infatti, siamo intrappolati in una terra di mezzo tra la vita e la morte, una dimensione dalla quale è possibile scappare solo dopo avere chiuso quelle questioni irrisolte che ancora ci tengono sospesi. È la ragazzina a darci i primi consigli su come muoverci, attraversare i muri, riconoscere gli oggetti fantasma e soprattutto evitare i demoni che ci danno la caccia. Anche da morti non si sta tranquilli, pare, visto che quei fantasmi rimasti nel limbo troppo a lungo si sono tramutati in presenze demoniache a caccia dei loro ex simili.

"Come in Ghost o ne Il Sesto Senso, siamo intrappolati in una terra di mezzo tra la vita e la morte"

Una menzione particolare va agli oggetti fantasma, la soluzione al fatto che il giocatore, altrimenti, avrebbe avuto una libertà eccessiva nell'esplorazione. I fantasmi passano attraverso le pareti, giusto? Giusto, e allora ecco che è complicato disegnare i livelli se il giocatore non è più vincolato alla visione degli sviluppatori.

L'idea degli Airtight Games è semplice: nel passato sono avvenuti alcuni accadimenti traumatici e gli oggetti coinvolti sono rimasti incastrati nel limbo proprio come noi. Ecco dunque che tutto quanto brilli d'azzurro diventa solido per il nostro protagonista, anche se dobbiamo dire che, comunque, non si sente più di tanto la necessità di attraversare le pareti visto un design, almeno nelle prime fasi, tutto sommato tradizionale.

Il 'combattimento' coi demoni è in realtà un puzzle da risolvere, aggirandoli e colpendoli alle spalle.

Dopo avere imparato a muoverci nella nuova dimensione veniamo subito messi all'opera sulla prima scena del crimine da analizzare, la nostra, e qui viene svelato il cuore del gameplay. Ogni evento da indagare ci porterà ad esplorare le aree circostanti alla ricerca d'indizi: un vetro spaccato, un quaderno, un'impronta, un ricordo, tutto serve per completare il puzzle che ci permetterà di scoprire l'accaduto.

"Ogni evento da indagare ci porterà ad esplorare le aree circostanti alla ricerca d'indizi"

Dopo averne raccolti abbastanza potremo decidere di risolvere il caso scegliendo tra questi il più rilevante: non c'è una penalità per la scelta sbagliata, solo ci si allontana sempre più dal perfect score. All'inizio è tutto abbastanza semplice ma già dal secondo enigma le cose si fanno più stuzzicanti, e vedere la scena del crimine che prende vita grazie alle nostre deduzioni regala non poche soddisfazioni.

Vorremmo qui raccontarvi qualcosa di più della storia ma davvero sarebbe un delitto visto che è proprio questo l'aspetto principale del titolo, il motore che stuzzica l'interesse del giocatore proponendo situazioni intriganti. Basti sapere che, chiaramente, non tutto è come sembra e ben presto s'inzia ad intuire che il misterioso serial killer a spasso per Salem è qualcosa di più di un semplice assassino. Non mancano i rimandi all'infausta fama della cittadina statunitense nota per il suo processo alle streghe del XVII secolo, ma dalle prime fasi di gioco è difficile intuire la direzione che prenderanno gli eventi.

Le scelte artistiche ci sono piaciute, da quelle cromatiche alle scritte che appaiono a schermo.

Tecnicamente il titolo mostra senza vergogna le sue radici old gen, con modelli poligonali semplici e texture dalla qualità altalenante. Se non fosse per una direzione artistica che utilizza delle energiche scelte cromatiche, così da caratterizzare gli elementi a schermo, potremmo quasi lamentarci, ma alla fine il risultato è sufficiente e non mancano dei bei momenti.

"Tecnicamente il titolo mostra senza vergogna le sue radici old gen, con modelli poligonali semplici e texture dalla qualità altalenante"

Dove gli sviluppatori hanno fatto sicuramente un buon lavoro è sul fronte della creazione di un mondo di gioco interessante: i livelli sono pieni di dettagli che ne svelano la storia, magari anche senza andare ad influire sulla trama principale, ma solo per rendere l'idea di un mondo vivo. Le conversazioni dei personaggi non giocanti, così come gli oggetti che troviamo in giro raccontano una storia, a volte per coinvolgerci in una missione secondaria, altre solo per il gusto di farlo.

Il nostro incontro con Murdered: Soul Suspect ci ha lasciati con la voglia di saperne di più. Il gameplay è tutto sommato semplice, e l'unico problema potrebbe essere la sua ripetitività nel corso dell'avventura, ma scoprire indizi e risolvere casi si è rivelato particolarmente coinvolgente.

Murdered: Soul Suspect si mostra in video.

Tecnicamente non c'è niente che colpisca particolarmente, né in positivo che in negativo, e per un racconto più approfondito di come si evolvono le meccaniche non possiamo che rimandarvi al prossimo 29 aprile, giorno nel quale troverete su queste pagine le nostre impressioni su alcune missioni più avanzate.

A proposito dell'autore

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Alessandro Arndt Mucchi

Contributor

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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