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N.O.V.A.

Quando Chief, Clarke e Samus s'incontrano.

Scrivo queste righe nel cuore della notte, pervaso da un senso di tristezza mista a rammarico. I tasti pesano sotto le mie dita, ridotte quasi allo sfinimento da crampi post sessione prolungata di PSP, mentre nella mia testa risuona insistente una sola, semplice domanda: perché?

La vita di un redattore è fatta di alti e bassi, e che lo si voglia o no arriva sempre un giorno in cui sei costretto ad affrontare quel titolo che avresti preferito non vedere. Quel titolo che, neanche a farlo apposta, è il porting di un'IP che nella sua prima incarnazione ha saputo regalarti più di qualche ora di sano divertimento.

Quando N.O.V.A. apparve la prima volta su iPhone, rimasi impressionato non solo da un comparto grafico capace di sfruttare le qualità del display Retina, ma - e soprattutto - da un control schema coraggioso che unisce il giroscopio all'utilizzo del noto stick virtuale. Una soluzione geniale, che rende più fruibili le meccaniche di gameplay di uno sparatutto in prima persona.

Una vegetazione brulicante piena zeppa di alieni furibondi. Non vi ricorda nulla?

Spinta dal successo ottenuto nell'handheld di Cupertino, Gameloft ha deciso di portare il proprio FPS fantascientifico nel canale Minis di Sony. Una scelta che, dopo una certa euforia iniziale, ha insinuato nella mente del sottoscritto un dubbio lancinante: come soppesare la mancanza di un secondo stick analogico, notoriamente assente su PSP, senza ricorrere a soluzioni avveniristiche come quella usata dai geniacci di Apple?

La risposta al quesito, purtroppo, è una di quelle che non lascia scampo: se su PSP gli FPS si contano su una mano, forse un motivo ci sarà.

Con un mirabile tuffo carpiato al passato, dettato più da necessità che da gusto per il vintage, la soluzione di Gameloft non brilla certo per comodità, affidando il movimento dell'alter ego all'unico stick e il movimento della telecamera - per nostra sfortuna - ai quattro pulsanti frontali.

Inutile dire che le più banali operazioni di mira, specie ad avventura inoltrata con conseguente sovraffollamento nemico, assumono i connotati di impresa titanica, alla luce di una precisione risibile sulla quale è meglio soprassedere. L'introduzione di un sistema di auto-aim non risolleva certo l'esperienza di gioco, che finisce per diventare frustrante nell'arco di pochi livelli.

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Alberto Destro

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Eterno Peter Pan intrappolato nel corpo di un trentenne, ha barattato la propria ombra per tastiera e controller. Il tutto per la gioia dell'adorata moglie, che si chiede cos'ha fatto per meritarsi un tale nerd.

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