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New Tales from the Borderlands, la recensione

Tre personaggi in cerca d’autore, nel mezzo di una guerra fra corporazioni.

Il mondo di Borderlands ha prodotto una serie di titoli di successo incredibile, e con l’inclusione di svariati spin-off, Gearbox è stata in grado di creare un universo narrativo interessante, sempre sull’orlo della commedia (infarcita di violenza più o meno gratuita), ricco di attacchi satirici verso le corporazioni e la loro de-umanizzazione della forza lavoro, vista come carne da cannone, se non come cavia da laboratorio.

È un mondo che volutamente ricorda gli Stati Uniti degli anni ‘50, il periodo d’oro del sogno americano, delle Cadillac, dei diners e dei drive-in, il tutto ovviamente condito con una forte, fortissima dose di fantascienza scanzonata e sempre over-the top, senza mai dimenticare le ambientazioni e i nemici pescati quasi interamente dalla saga di Mad Max.

Gearbox ci ha solitamente abituato alla formula degli sparatutto in prima persona, contraddistinti da una pioggia di loot ad ogni uccisione, e da una trama quasi sempre incentrata su un gruppo di pseudo eroi, i Vault Hunters, che come figure semi-mitologiche scorrazzano sul mondo di Pandora, cercando tesori sempre più cospicui, di solito facendosi strada (spesso letteralmente) attraverso orde di nemici psicotici dalla personalità tragicomica.

Dopo una missione ad alto contenuto di rischi, torniamo alla nostra base semi distrutta per fare il punto della situazione.

Abbiamo scritto “di solito” perché nel 2014 Gearbox ha tentato qualcosa di diverso, unendo le forze con lo studio Telltale Games (studio creatore della famosa saga di The Walking Dead) per creare una storia interattiva basata sulle vicende e le avventure sul pianeta Pandora.

Non più azione adrenalinica dall’inizio alla fine ma una storia interessante, sempre nello stile Borderlands, che permette a noi giocatori di interagire tramite eventi quicktime e investigazioni, seppur brevi, in aree specifiche. Il primo episodio fu un successo roboante che tutt’oggi vanta quasi 13.000 recensioni positive su Steam e una nutrita folla di fan, e che seguendo l’esempio degli altri titoli Telltale fu rilasciato in forma episodica, come una serie TV che quindi non poteva essere completata in un colpo solo.

Ora, dopo otto anni, torniamo nel mondo di Pandora per vivere un’altra storia, questa volta incentrata sulla metropoli di Promethea, vittima già in passato di una guerra fra corporazioni che ha causato non solo danni fisici ad edifici ed attività commerciali, ma che ha lasciato dietro di sé una desolazione un aumento del divario sociale tra lavoratori e corporativi, rendendo i poveri ancora più poveri e ricchi sempre più ricchi.

I personaggi in cerca d’autore sono tre. Anu è una scienziata entusiasta e geniale che detesta la violenza in ogni sua forma, sempre sull’orlo di un attacco di panico quando la situazione si fa caotica. La scienza, secondo Anu, può risolvere qualsiasi cosa, anche creando un’arma che non uccide ma che misteriosamente spedisce i bersagli in una bolla temporale che sembra apparentemente irreversibile.

Ecco i tre protagonisti: la combattiva Fran dal passato turbolento, Anu la scienziata pacifista e Octavio, il furfante di strada.

Lavorare per la ATLAS, una corporazione spietata e guerrafondaia alla “Stark Industries” (precedente la conversione di Tony) non sembra però essere un'idea brillante, specialmente quando il CEO, scoprendo la non-letalità di questa arma, decide di licenziare Anu nel bel mezzo di un'invasione da parte di una corporazione rivale, dalla quale la nostra protagonista sembra salvarsi per miracolo.

Octavio è il fratello adottivo di Anu, un teppista da strada sempre in cerca di un colpo grosso per diventare famoso, di un’idea di business che lo possa elevare allo status di una tra le “Top 50 persone più influenti”, ma che per mancanza di vero acume strategico, o di una qualunque altra abilità, si ritrova a fare da spalla a LOU13, un robot killer dalle maniere garbate che non uccide mai nessuno senza chiederne prima il nome (per poter ovviamente controllare sul database criminale se sia presente una taglia), e che sembra essere l’unico amico vero su cui Octavio può fare affidamento. Equipaggiato con un ECHOdex di ultima tecnologia (uno smartwatch che farebbe impallidire anche Apple), il nostro teppistello si rivela utile quando c'è da violare terminali e manomettere tecnologie di ogni tipo.

Infine troviamo Fran, la proprietaria di una yogurteria semi distrutta dall’ultima guerra fra corporazioni, che non solo l’ha lasciata con mezzo negozio incenerito e una modernissima sedia a rotelle fornita di ogni gadget (più o meno legale), ma anche con un astio infinito e un desiderio di vendetta (e di violenza) contro ogni corporazione. Fran si trova suo malgrado nel mezzo di una seconda guerra semi-civile nelle strade di Promethea, cercando di proteggere Octavio (suo “dipendente” molto inaffidabile) dalle guardie armate e aiutando Anu a fare luce sul perché di questi attacchi. Ma c’è anche qualcosa di sinistro nel suo passato che spesso si manifesta in attacchi da stress post traumatico.

Il momento in cui il nostro team decide di unire le forze contro l’oppressione corporativa

Senza entrare nel vivo delle sezioni spoiler, la nostra banda di scapestrati si ritrova nel mezzo di una corsa agli armamenti che ancora una volta ha come filo conduttore i leggendari Vault, e il loro contenuto di tesori e tecnologie avanzate (senza dimenticare le gigantesche divinità cosmiche che fanno la guardia).

La storia è incredibilmente ben scritta, con dialoghi avvincenti e sempre divertenti, battute fulminanti, monologhi d’autore (specialmente LOU 13 forse il personaggio più riuscito) e nel complesso una scrittura veramente piacevole. Ciò offre una solida base che si sposa alla perfezione con lo stile grafico in cel-shading che ha contraddistinto l’intera saga di Borderlands, qui ancora una volta usato magistralmente, e con una regia davvero impeccabile.

Le scelte che andiamo a fare durante la storia possono cambiare il corso della narrazione, impedendoci in maniera definitiva, per esempio, di aprire un baule del tesoro, oppure possono portare alla nostra prematura dipartita, costringendoci a ricominciare da un checkpoint. Qui forse troviamo l’unica nota stonata: gli eventi quicktime sono fulminei e, visto il possibile esito letale di un fallimento, siamo stati spesso costretti a ripetere due una sequenza cinematica, senza peraltro possibilità di skipparla.

Ogni azione del nostro team di reietti inoltre, può aumentare o diminuire il punteggio di affiatamento, assegnato quasi arbitrariamente da LOU13, con possibili conseguenze sulla fibra morale, la fiducia reciproca e le opzioni di dialogo, che possono precludere azioni e modificare scene future.

Un minigioco che incontreremo spesso durante la storia: due action figure si danno battaglia, spesso per risolvere un dialogo o superare una locazione.

Insomma, New Tales from the Borderlands prosegue lungo il sentiero tracciato dal suo predecessore, con la stessa verve comica e con un copione degno di una brillante serie TV. Si tratta però pur sempre di un film interattivo, e come tale non brilla per longevità, sebbene sia possibile rigiocare ogni capitolo per cercare di scoprire tutte le possibili biforcazioni della storia, perse magari per via di un quicktime fallito. Per quello che dura, però, New Tales from the Borderlands riesce sempre ad intrattenere.

7 / 10

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A proposito dell'autore

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Alberto Naso

Contributor

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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