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Il fondatore di 38 Studios ammette i suoi errori

Una gestione del personale non proprio brillante.

Il fondatore di 38 Studios, Curt Schilling, ha ammesso per la prima volta i suoi errori davanti alla stampa, e in particolar modo ai microfoni del Boston Globe.

Schilling è stato accusato da più parti di non aver avvisato in tempo i suoi dipendenti della crisi della software house di Kingdoms of Amalur: Reckoning.

"Hanno tutto il diritto di essere delusi. Ho sempre detto loro che se fosse successo qualcosa avrebbero sempre avuto un mese o due per prepararsi, e poi ho sono clamorosamente venuto meno a questa promessa", ha riconosciuto l'ex giocatore di football, che ha comunque precisato di non aver "mai preso un penny di salario. Mai preso un penny per nulla, ho messo la faccia in questa compagnia".

Lo stesso Schilling ha infatti perso $50 milioni dei suoi fondi personali per finanziare le attività di 38 Studios, prima di cercare aiuto presso il governatore del Rhode Island (che gli accordò un prestito da $75 milioni) ed altri publisher, tra i quali uno garantiva $15-20 milioni di investimenti ma pretendeva $6 milioni di credito sulle tasse e la rinegoziazione del prestito statale.

Termini che non furono accettati dal governatore Lincoln Chaffee e che misero la parola fine sulla breve ma intensa storia di 38 Studios.

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Paolo Sirio

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Boxaro ma non troppo, sonaro a tratti con un occhio di riguardo per Nintendo, comprende ben presto che il mestiere del giornalista, filtrato per la passione dei videogiochi, ha tutto un altro sapore.

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