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Jonathan Blow attacca l'industria videoludica

I recenti licenziamenti non vanno già al papà di Braid.

Purtroppo nel mondo videoludico, colpito dalla crisi globale che oramai ci attenaglia da anni, sono frequenti le notizia circa la chiusura di software house, licenziamenti di massa e bancarotte da parte di società importanti.

Un brutto momento storico questo, ma i recenti tagli di Sony ai danni di Santa Monica, autori della serie di God of War per le console PlayStation, non sono andati già a Jonathan Blow, autore di Braid e del prossimo The Witness. Blow è intervenuto sulla vicenda, senza peli sulla lingua:

"I publisher di videogiochi amano dire che le nuove IP sono troppe rischiose ed è meglio non realizzarle. Si tratta di sciocchezze, perché ogni megablockbuster legato ad un franchise, in cui il signor "business" in giacca investe i suoi soldi, è stato una nuova IP".

Blow rincara la dose:

"God of War è stato una nuova IP. Call of Duty è stato una nuova IP e così via. È una tale ovvietà che mi stupisco di come il signor "business" non riesca a vederla. Forse la prossima volta che incontrerò un "signor business" in giacca gli chiederò di citarmi una vecchia IP che non sia stata anche una nuova IP".

Il discorso non fa una piega e va a difendere la posizione di Jonathan Hawkin, ex level designer dei Santa Monica che ha curato la trilogia di God of War, e che recentemente si è sfogato su Twitter sul dramma dei recenti licenziamenti messi in atto nella sua software house.

A proposito dell'autore

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Marco Gatto

Contributor

Si avvicina ai videogiochi grazie a suo papà, incallito videogiocatore. Inizia a smanettare sin dalla tenera età con Intellivision e Atari VCS 2600. Da lì in poi, l’amore viscerale per i videogiochi non si è più assopito.

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