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L'Australia contro Valve sulla politica 'nessun rimborso' di Steam

Il caso sarà gestito dalla corte federale del Paese.

Valve subirà una sfida legale da parte del governo australiano in merito alla politica dell'azienda che non prevede rimborsi sui giochi acquistati su Steam.

L'Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) lo ha svelato in mattinata, spiegando che la società fondata da Gabe Newell è rea di "descrizione falsa o ingannevole" circa i diritti dei propri clienti su Steam nei confronti della legge australiana per i consumatori.

Il problema non sorge quindi da casi presentati da singoli giocatori australiani, quanto dall'incompatibilità della policy di Valve con le leggi del Paese.

Secondo Rod Sims, presidente della ACCC, "il fatto che Valve non conceda rimborsi in nessun caso, inclusi doni e offerte valide durante i saldi" rappresenta una violazione del'Australian Consumer Law.

L'azienda ha già risposto alle accuse tramite un comunicato inviato ad IGN in cui si dice pronta a collaborare con l'ACCC senza tuttavia interrompere l'erogazione dei propri servizi sul territorio australiano. Viene inoltre fatto riferimento alla sezione 3 dell'accordo di sottoscrizione a Steam.

"Come accade con molti dei nostri prodotti software, a meno che non sia richiesto dalla legislazione locale, non proponiamo rimborsi su giochi, DLC o oggetti acquistati in-game sul nostro sito o attraverso il client di Steam. Vi preghiamo di prendere visione della sezione 3 del nostro Steam Subscriber Agreement per maggiori informazioni".

Via: GamesIndustry

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Matteo Tabai

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È un ragazzo abbastanza alto, appassionato di videogiochi, musica, montagna e buon cibo. Onnivoro sia a tavola che con un controller in mano, ha l'assurda pretesa di fare dei videogames la sua professione. Chi vivrà, vedrà.

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