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Sapevate che Obsidian Entertainment rifiutò la possibilità di creare un videogioco di Game of Thrones?

Il Trono di Spade? No grazie.

È un periodo a dir poco florido per Game of Thrones (Il Trono di Spade), una serie TV tratta da Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin che è ormai diventata un vero e proprio fenomeno mediatico seguitissimo da una miriade di fan sparsi per tutto il mondo.

Con la fine della settima stagione stanno anche spuntando diversi riferimenti a possibili videogiochi dedicati a questo ispirato universo. Ci sono rumor che si rivelano poi assolutamente falsi ma anche delle storie davvero curiose di possibili progetti mai realizzati. Questa è la storia di come i ragazzi Obsidian Entertainment (il recente e ottimo Pillars of Eternity tra i tanti progetti realizzati) rifiutarono la possibilità di realizzare un gioco di Game of Thrones.

Nel 2005 EA Partners, divisione di EA, propose ai talentuosi sviluppatori l'opportunità di realizzare un gioco ispirato alle storie di Martin. Ai tempi non c'era ovviamente la serie televisiva ma i libri erano già piuttosto famosi. La scelta fu comunque decisa: un secco no per motivi chiari e semplici.

"Il mio pensiero era che capendo l'IP ai tempi si concentrava sugli intrighi politici e la connessione all'IP delle persone si basava sui suoi personaggi. Quello era il modo in cui i libri erano scritti, ogni capitolo è una persone e ciò che gli accade", spiega il cofondatore e CEO, Feargus Urquhart, ai colleghi di Eurogamer.net.

Ai tempi la decisione di Urquhart era indubbiamente comprensibile.

"Al di là delle strane cose che succedevano al di là della Barriera, dei draghi e di alcuni riferimenti a elementi fantasy e alla magia non c'erano persone che usavano sul serio la magia, non c'erano chierici, non c'erano ladri. In pratica c'erano persone con spade e armature e un minimo di misticismo ma nel regno principale non c'erano di certo goblin o kobold".

Uno dei problemi per Obsidian era ovviamente il ruolo da dare ai giocatori. Cosa sarebbero stati? Dei soldati? E cosa avrebbero combattuto? Non si sapeva molto di ciò che si trovava al di là della Barriera ai tempi e tutto era incentrato sulle relazioni dei personaggi chiave.

"E non si poteva dare al giocate la possibilità di essere un personaggio importante in questo mondo. Tutti i personaggi importanti sono dichiarati esplicitamente e non si può neanche avere una conversazione con loro", aggiunge il cofondatore di Obsidian, Chris Parker.

"Guardando indietro a quel progetto l'unica cosa possibile sarebbe stato fare ciò che Bioware ha fatto con Knights of the Old Republic. Gli episodi cinematografici erano intoccabili e allora hanno semplicemente deciso di andare molto indietro. Ma anche allora alcune cose erano già state trattate nell'universo espanso. Ma in questo caso c'era solo George Martin. Loro hanno parlato di un po' di storia, avremmo potuto farlo anche noi.

"Forse si poteva fare qualcosa ma ai tempi stavamo pensando più ad RPG open-world e volevamo che i nostri giocatori avessero davvero un peso, che fossero importanti nel mondo di gioco".

Ai tempi un gioco dedicato a Game of Thrones era solo una delle tante possibili strade di Obsidian. Non era un franchise così importante e la stessa storia era più limitata. Rifiutare fu indubbiamente una scelta comprensibile ma forse se si ripresentasse l'occasione la software house prenderebbe una decisione diversa. Cosa pensate di questa curiosa vicenda?

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Alessandro Baravalle

Contributor

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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