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Peter Molyneux risponde alle critiche sulle donazioni chieste per Curiosity

"Me l'hanno chiesto i giocatori"...

Peter Molyneux, co-fondatore della 22Cans ha risposto alle critiche mosse alla sua richiesta di donazioni per potenziare i server di Curiosity.

Molyneux afferma che l'inserimento di un tasto per le donazioni sul sito web della 22 Cans è stata una semplice reazione alla richiesta di qualche giocatore più che una campagna programmata.

"Ho parlato su Twitter dei problemi dei nostri server, e della necessità di potenziarli. Ho accennato al fatto che questi server sarebbero stati molto costosi, e un paio di persone hanno risposto che avrebbero volentieri aiutato con delle donazioni. A quel punto abbiamo inserito il tasto, non abbiamo fatto pubblicità alla cosa".

Alla base delle critiche più feroci si trova il fatto che la ricchezza personale di Molyneux e del suo studio sarebbero stati più che sufficienti a finanziare i server.

"Non capisco questa reazione" ha proseguito Molyneux, "Non abbiamo messo banner o cartelloni chiedendo donazioni e non sto usando Curiosity per chiedere soldi come qualcuno pensa. Abbiamo messo sul cubo dei ringraziamenti per i donatori, uno dei quali è mia moglie, ma a quel punto ho pensato che si stesse esagerando e abbiamo smesso di fare riferimenti alla possibilità di donare".

I problemi ai server hanno impedito a molti giocatori di utilizzare Curiosity nei giorni scorsi. Nuovi server sono stati messi in funzione quest'oggi, nella speranza che possano bastare a restituire stabilità al sistema. "Quando i problemi tecnici saranno risolti", ha concluso Molyneux, "inizieremo a introdurre delle novità per sorprendere i giocatori".

Le donazioni raccolte in totale dalla 22Cans ammontano a 700 sterline.

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Emiliano Baglioni

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Emiliano si affaccia al mondo dei videogiochi all’epoca del Vic 20. Vive la sua storia di giocatore pensando che prima o poi crescerà e mollerà il joypad, ma non abbandona mai la sua passione, che riesce in qualche modo misterioso a conciliare con tutto il resto.

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