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One Piece: Unlimited World RED: torna Cappello di Paglia! - prova

Tutti pronti all'arrembaggio?

Milano - Le classifiche di vendita nostrane parlano chiaro: giochi tratti da anime, manga e simulazioni calcistiche sono tra i più apprezzati nel Bel Paese, e viene quasi da chiedersi perché nessuno abbia ancora pensato ad un Dragon Ball vs Naruto Soccer Championship.

Chissà cosa ci riserverà il futuro, quello che è certo è che a breve (il prossimo 26 giugno) potremo giocare a One Piece: Unlimited World RED su 3DS, Wii U, PlayStation 3 e PS Vita, grazie al lavoro di conversione e localizzazione di un titolo già disponibile da qualche mese in Giappone solo per la portatile di Nintendo. Per saggiare la bontà della produzione Bandai Namco siamo stati invitati negli uffici milanesi della compagnia nipponica, abbiamo impugnato il pad della PS3, e ci siamo gettati nella mischia. Curiosi di sapere come sta la ciurma di Cappello di Paglia?

Facciamo un passo indietro e rimandiamo di qualche minuto l'analisi del gameplay, perché prima di tutto dobbiamo analizzare le diverse versioni previste per la distribuzione, ognuna con i suoi bonus specifici. Partiamo dalla Strawhead Edition, disponibile dal giorno del lancio fino ad esaurimento scorte, che conterrà un costume speciale, una missione extra ed un DLC esclusivo con 9 costumi al prezzo di 60 Euro per PS3, 50 per Wii U e 40 per le versioni portatili.

I boss sono ben disegnati, anche se i combattimenti non ci sono parsi particolarmente tattici e interessanti.

Passiamo poi alla Chopper Edition riservata alla versione PlayStation 3 e, francamente, la più interessante di tutte: l'idea di Bandai Namco è di trasformarla in una di quelle buste di giocattoli e gadget che si trovano in edicola, riempiendola con un portachiavi, un poster, 4 DLC, un artbook di 64 pagine, 10 adesivi e un laccetto, il tutto per 80 Euro. Non manca poi il classico bonus per il preordine (valido per tutte le console) con una missione ed un costume esclusivi.

"Due le modalità di gioco: l'Arena, conosciuta anche come Battle Colosseum, e la campagna principale"

Passiamo ora al gameplay vero e proprio, e vediamo che una volta scesi in campo troviamo la possibilità di scegliere tra due modalità di gioco: l'Arena (conosciuta anche come Battle Colosseum) e la campagna principale, quest'ultima vero e proprio cuore dell'offerta ludica con la sua storia originale ed una grande quantità di filmati che faranno la gioia degli appassionati della serie.

Non vogliamo rovinarvi la sorpresa, vi basti sapere che Rufy e la sua ciurma finiscono nei pressi del villaggio di Trans Town (sul serio) e ben presto si ritrovano coinvolti in un conflitto che li impegna su due fronti, occupandoli da un lato con i piani del malvagio Ceasar Clown, e dall'altro con uno dei due personaggi inediti creati per l'occasione, il Conte Rosso.

Trans Town offre qualche attività parallela alla storia, ma niente che possa catturare per più di qualche minuto.

Altra novità nel parterre di combattenti è Pato il procione, che si unisce alla banda di pirati e porta con sé delle interessanti abilità curative, apparse subito come molto utili in battaglia. Durante gli scontri, infatti, il buon Pato ci trotterellerà alle spalle offrendo le sue doti di curatore quando più si riveleranno necessarie, permettendoci di recuperare un po' di punti vita e di proseguire lungo una serie di combattimenti comunque decisamente accessibili.

"Il titolo di Bandai Namco è ben lontano dal richiedere attenzione nell'esecuzione delle mosse"

Il titolo di Bandai Namco è ben lontano dal richiedere una particolare attenzione nell'esecuzione delle mosse, un po' perché sfrutta quasi esclusivamente uno solo dei quattro pulsanti offerti dal controller, e un po' perché quelle rare occasioni che chiamano ad una maggiore destrezza sono comunque inserite in finestre temporali generose. Schivare o attivare le mosse speciali è dunque molto semplice, esattamente quello che ci vuole per il pubblico più giovane.

La possibilità di cambiare il personaggio controllato durante il combattimento pare capace di offrire un minimo di profondità tattica, anche se nei primissimi livelli non è che sia necessario stare attenti ai dettagli e basta premere il tasto dell'attacco come forsennati. Può essere che le cose si facciano più interessanti col procedere dell'avventura, ma dobbiamo rimandare il nostro commento ad una prova più approfondita.

Dei rythm-game piuttosto semplici accompagnano i minigiochi di pesca e caccia agli insetti.

Ad arricchire un po' il gameplay troviamo un semplice sistema di potenziamenti del personaggio ed una limitata componente esplorativa, anche se la natura portatile della produzione limita le dimensioni del mondo di gioco nonostante gli aggiornamenti siano più che evidenti. Non solo la risoluzione è aumentata dall'edizione per 3DS, e ci mancherebbe altro, ma è anche il numero di nemici a schermo e la pulizia di alcuni boss a suggerire la buona qualità della conversione.

"I modelli poligonali tradiscono l'origine della produzione"

I modelli poligonali così come una generale pochezza cromatica delle ambientazioni, però, tradiscono l'origine della produzione e un po' stonano sugli ariosi schermi dei nostri televisori.

Quanto detto finora disegna un titolo con i suoi punti forti ma ben lontano dall'eccellenza, ma sarebbe sciocco sottovalutare il ruolo dei personaggi nella cattura delle attenzioni del pubblico. La ciurma di One Piece è ormai tra le compagini più amate dal pubblico nostrano, e le opere di fan service sono così ben distribuite lungo l'avventura che difficilmente i giocatori rimarranno delusi.

One Piece Unlimited World Red: uno sguardo alla modalità Battle Coliseum.

One Piece: Unlimited World RED sembra in grado di portare a casa il risultato senza infamia e senza lode, convincendo gli appassionati del manga o dell'anime e magari avvicinandosi al pubblico più giovane alla ricerca di un'avventura accessibile e colorata. Piacevoli le boss battle, divertenti i minigiochi (come quello di pesca), e succose (per i fan) le edizioni speciali: la produzione Bandai Namco ha dunque qualche freccia al suo arco per convincere una certa fetta di pubblico.

A proposito dell'autore

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Alessandro Arndt Mucchi

Contributor

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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