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Pac-Man Museum+ Recensione, gabo-gabo-gabo, di nuovo?

Pronti a tuffarvi nell’ennesima raccolta dedicata alla mascotte di Bandai Namco?

Non è raro che un’intuizione casuale possa tramutarsi in una scoperta rivoluzionaria, come dimostrano alcune delle invenzioni più celebri della storia dell’umanità. Dalla penicillina alla plastica, passando per il forno a microonde ed i raggi X, non sempre le rivoluzioni tecnologiche sono state il frutto di un disegno ben preciso.

E per quanto sicuramente di minore portata, in senso stretto, lo stesso vale per quella pizza tagliata dal buon Tōru Iwatani nella primavera del 1979, un gesto tanto semplice e comune ma capace di cambiare per sempre la storia del videogioco. Per tutti i dettagli del caso, vi rimandiamo ad una rapida e semplice ricerca internet ma non ci vuole molto per capire come il designer nipponico, lasciando volare la fantasia su quell’agglomerato amputato a base di lievito, farina, acqua ed altri ingredienti, avesse gettato i semi dei cui risultati ci apprestiamo oggi a parlare oggi nella recensione di Pac-Man Museum+.

La celebrazione museale della mascotte indiscussa di casa Bandai Namco non è certo una novità, dato che giusto una manciata di anni fa si era affacciata sul mercato un’analoga raccolta antologica, dedicata alle gesta del mangiapalline più celebre del globo. E considerando che parliamo di un’icona ormai sdoganata e conosciuta in ogni dove, quali motivi ci sono oggi per convincerci all’acquisto di questo Pac-Man Museum+?

Dare vita alla sala giochi dei vostri sogni non sarà certo un problema.

Procedendo in rigoroso ordine, possiamo subito dire che le ragioni sono puramente quantitative, dato che la collection va ad arricchire il pacchetto ludico già presente nella precedente incarnazione grazie all’aggiunta di una manciata di nuovi titoli giocabili, provenienti dal longevo passato del personaggio. Questo, in soldoni, l’elenco completo dei giochi con cui potremo divertirci: Pac-Man, Super Pac-Man, Pac & Pal, Pac-Land, Pac-Mania, Pac-Attack, Pac-In-Time, Pac-Man Arrangement Arcade ver., Pac-Man Arrangement CS ver., Pac-Man Championship Edition, Pac Motos, Pac'n Roll Remix, Pac-Man Battle Royale e Pac-Man 256.

Il tutto, anziché essere presentato per mezzo di un’asettica lista da cui attivare il gioco selezionato, viene proposto per mezzo di una vera e propria sala giochi tridimensionale, al cui interno troveremo disposti i vari cabinati. Una trovata sicuramente simpatica che, unita alle possibilità di personalizzazione offerte da Pac-Man Museum+, rende il tutto decisamente più accattivante del previsto.

Gli oggetti per mezzo dei quali potremo dare sfogo alle nostre velleità da interior designer potranno essere sbloccati sia spendendo le monete (virtuali) per utilizzare i vari coin’op, sia investendo il nostro gruzzoletto per attivare un distributore di gachapon, al cui interno potremo trovare anche delle figure esclusive. Una feature sicuramente accessoria e priva di un reale impatto ma che alla fine è risultata essere una delle migliori dell’intero pacchetto. E se la situazione è questa, ci sono davvero pochi motivi per stare allegri.

Pac & Pal non è certo uno degli esponenti più entusiasmanti del pacchetto, anzi…

Veniamo quindi a motivare il perché del voto che trovate in calce alla recensione e che siamo sicuri avrete già sbirciato. Chiariamo subito che è quanto mai superfluo esprimere oggi un giudizio su gran parte dei titoli presenti in Pac-Man Museum+, dato che parliamo di veri e propri classici oramai fuori dal tempo. Si può però disquisire sulla loro effettiva bontà se contestualizzati all’interno di un acquisto (l’ennesimo di questa tipologia) destinato alle macchine attuali

Alcuni titoli come l’originale Pac-Man, Pac-Man 256 e Pac-Man Championship Edition (a nostro avviso la summa delle esperienze offerteci dalla mascotte di casa Bandai Namco) risultano piacevoli e giocabili ancora oggi, il resto presta il fianco a più di una perplessità. Senza girarci troppo attorno, è innegabile come alcuni episodi della storia del brand siano invecchiati davvero male, e proporli oggi in formato originale, con la sola aggiunta di un filtro CRT opzionale, risulta una scelta sin troppo cheap per essere appetibile. Soprattutto se consideriamo le possibilità offerte da emulazione e risorse web, che ci permettono di testare senza troppi sforzi i software in questione.

Per quanto storicamente rilevanti, sfidiamo chiunque a trovare assuefacenti ancora oggi titoli come Pac-Land, così come pur apprezzando lo sforzo di riproporre la versione SNES di Pac-In-Time, è dura non finire per scontrarsi con i suoi controlli d’antan. Certo, ciascun titolo propone alcuni task unici inseriti per l’occasione, che ci invoglieranno ad investirci sopra del tempo, ma sfidiamo i non completisti a 360° a farsi bastare un simile stimolo.

Non di soli coin’op si nutre l’appassionato, dato che potrà spendere denaro anche per ottenere tantissimi oggetti con cui arredare la propria sala giochi.

Uno dei pregi che si deve comunque riconoscere a Pac-Man Museum+ è la sua volontà di non mettere in mostra immediatamente tutte le sue possibilità, cercando in ogni modo possibile di invogliare l’incauto player a trascorrere del tempo in sua compagnia. Alla manciata di cabinati disponibili inizialmente, infatti, se ne accompagnano altri che sarà necessario sbloccare semplicemente giocando, un loop ludico che diverrà necessario anche per continuare ad usufruire di una porzione dell’offerta non appena avremo esaurito il denaro a nostra disposizione.

Come nelle sale giochi dei tempi che furono, difatti, parte dei cabinati presenti ci richiederanno una piccola somma per poter essere avviati e l’unico modo per incrementare il nostro portafoglio virtuale sarà quello di giocare, così da superare record e ottenere denaro. Un circolo virtuoso che invoglierà pertanto i più pazienti a sperimentare più e più volte l’offerta di Pac-Man Museum+.

Tirando le somme non siamo molto soddisfatti di questo Pac-Man Museum+, che pur risultando una raccolta estremamente generosa legata alla creatura di Tōru Iwatani, si rivela quanto mai ridondante alla luce del pacchetto quasi analogo di qualche anno fa. Oltre che caratterizzata da produzioni non propriamente indimenticabili nel suo complesso, soprattutto se giocate oggi. Sarà che inconsciamente iniziamo ad essere un po’ saturi di queste operazioni nostalgia (quante raccolte similari abbiamo visto passare sotto le nostre mani negli ultimi anni?), sarà che i ricordi finiscono con l’essere piacevoli solo se confinati nelle blindate pareti del nostro passato…

Completare le sfide legate ad ogni cabinato ci ricompenserà con ulteriori oggetti

Per questi motivi non ci sentiamo di promuovere l’operazione di casa Bandai Namco, che data la sua natura sin troppo retrò finisce per essere tiepidamente consigliata soltanto ad un gruppo ristretto di appassionati, soprattutto se consideriamo anche che i pezzi migliori del lotto sono reperibili praticamente ovunque ad un costo irrisorio.

5 / 10

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