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PAC-MAN WORLD Re-PAC, la recensione

Direttamente dall’era PS1, PAC-MAN è pronto a divertirci ancora in questo colorato e spensierato platform tridimensionale.

Bandai Namco sembra averci preso gusto a rivangare il proprio passato, come dimostrano alcune delle sue recentissime uscite. Solo poche settimane fa, difatti, vi abbiamo raccontato del ritorno di Klonoa, oltre che della raccolta dedicata alle (più o meno) vecchie avventure di quel PAC-MAN da sempre mascotte ufficiale della compagnia giapponese.

Ed è proprio dallo sterminato portfolio legato all’iconica creatura di Toru Iwatani che ci giunge il nuovo titolo del publisher, ovvero PAC-MAN WORLD Re-PAC, remake del quasi omonimo lavoro che vide i natali, qualche decennio or sono, su PS1.

Nato originariamente per festeggiare i 20 anni dal debutto della celebre sfera gialla, il titolo originale si apriva proprio con una festa di compleanno, organizzata dai familiari del nostro protagonista, per celebrare la ricorrenza in questione. E PAC-MAN WORLD Re-PAC, da bravo e fedele remake, segue in tutto e per tutto tale canovaccio, principiando con una cinematica che ricalca quanto visto nell’oramai remoto 1999 (almeno in terra natia), e che vede i parenti dell’eroe rapiti dai soliti fantasmi, stavolta al soldo del perfido Toc-Man, un malvagio robot che mira ad usurpare l’identità della gialla sfera antropomorfa.

Lo stacco grafico rispetto al passato è quanto mai evidente.

Inutile dire come il buon PAC-MAN, una volta resosi conto dell’accaduto, si lancerà immediatamente al soccorso dei propri cari, intrappolati lungo un corposo numero di livelli, spalmati in sei distinti mondi. Per chi c’era già in quel citato 1999, la recensione potrebbe anche chiudersi qua, dato che PAC-MAN WORLD Re-PAC non fa altro che trasporre fedelmente il gameplay del titolo originale sulle macchine attuali, limandone lievemente le meccaniche ed accompagnando il tutto con un generoso restyling tecnico. Dato però che non tutti possono vantarsi di aver goduto pienamente la magica era dei 32-bit, un piccolo riepilogo di quello che ci aspetta una volta caricata l’ultima fatica firmata Bandai Namco non può fare certo male.

L’esperienza ludica di PAC-MAN WORLD Re-PAC è quella di un platform 3D old school a camera fissa, in cui saremo chiamati a controllare l’iconica sfera gialla lungo i vari livelli, andando così a modificare le meccaniche originali care agli esordi del personaggio, in maniera analoga a quanto fece a suo tempo Pac-Land, di cui può essere considerato una sorta di erede sotto steroidi.

Il nostro protagonista, pur non avendo perso la salutare abitudine di divorare palline e fantasmi, potrà ora saltare, schiantarsi al suolo, nuotare, lanciare le sfere raccolte e rotolare a folle velocita, quasi come un novello Sonic. Tutte queste abilità combinate saranno indispensabili per attraversare i vari stage, caratterizzati, oltre che da nemici, anche da classiche piattaforme, interruttori da attivare ed ostacoli ambientali.

Gli scontri con I boss di fine mondo sono sempre vari e divertenti.

A ricordare le origini del personaggio, inoltre, in determinati punti troveremo anche le celebri sfere energetiche, capaci di trasformarci in giganteschi e voraci divoratori di fantasmi. I vari livelli, inoltre, saranno disseminati di porte che potremo aprire recuperando il frutto (o l’oggetto) corrispondente, ricompensandoci con vite extra, punti aggiuntivi e stage bonus, oppure potranno celare al loro interno le chiavi necessarie a liberare i nostri familiari (ce ne sarà uno per mondo).

Il design dei vari livelli non è sicuramente in grado di rivaleggiare con le produzioni platform attuali ma, pad alla mano, ha dimostrato di essere riuscito a sopravvivere pressoché indenne allo scorrere dei decenni: sebbene non certo complessi in quanto a mappa, né caratterizzati da un tasso di difficoltà proibitivo, complici anche i generosi checkpoint e le abbondanti vite supplementari che li popolano, i vari stage offrono comunque una sfida piacevole, forti anche di un gameplay che, per quanto molto minale ed essenziale, risulta comunque efficace.

Caratterizzati da una discreta varietà di ambientazioni, oltre che da qualche piacevole variazione sul tema lato gameplay, i vari biomi in cui è suddivisa l’avventura sono presidiati dagli immancabili boss finali. Questi rappresentano, senza ombra di dubbio, i punti più alti in termini di puro design della produzione, grazie alla capacità di mettere sul piatto soluzioni ludiche sempre differenti e mai scontate: che si tratti di una folle gara automobilistica contro dei clown, di una sfida in salsa shoot ‘em up da sala, oppure di uno scontro con un gigantesco robot, la creatività del team saprà stupirvi piacevolmente in occasioni di queste lotte serrate.

Difficile dimenticare le proprie origini…

Trattandosi di un remake quasi 1:1 dell’originale, anche PAC-MAN WORLD Re-PAC si porta appresso le medesime feature accessorie del progenitore, che rispondono al nome della versione originale del capostipite della serie e di una serie di livelli bonus, che riprendono il primigenio concept del brand. In tal senso qualche piccolo add-on esclusivo non avrebbe guastato, ma bisogna comunque ricordare che parliamo pur sempre di un titolo proposto a prezzo budget, quindi possiamo anche chiudere un occhio.

A subire le modifiche più sostanziali, com’è facilmente intuibile anche solo gettando uno sguardo distratto su PAC-MAN WORLD Re-PAC, è stato il comparto tecnico della produzione, che ha visto ridisegnare completamente la grafica dell’installazione originale. Le differenze con l’impatto estetico del ‘99, difatti, sono facilmente riscontrabili, con i vari stage che sono stati oggetto di un sostanzioso restyling grafico, che ha portato a geometrie più definite e scenari ricchi di dettagli e particolari.

Gli stessi personaggi, inoltre, hanno visto modificato il loro design, come dimostrano i familiari del nostro giallo eroe che, per motivi legati al nuovo merchandising, sono anche stati oggetto di una nuova denominazione (dite pure ciao a Ms. Pac-Man e soci). Al netto di questa abbondanza visiva, comunque, il gioco non presta il fianco al benché minimo rallentamento, e durante le circa 5 ore passate in sua compagnia su PS5 non si sono registrati rallentamenti di sorta, con il tutto che è filato liscio a 60 frame al secondo.

I comprimari sono stati oggetti di un vistoso restyling.

Convince meno il lavoro svolto sul versante audio che, in alcuni frangenti, offre prestazioni un po’ troppo dimesse, con brani della soundtrack che suonano un po’ troppo retrò, almeno per quanto riguarda la qualità del campionamento. Senza dubbio lodevoli, invece, gli accorgimenti in termini di quality of life che, sebbene il titolo non proponga una sfida poi così proibitiva, hanno visto l’inserimento di una modalità semplificata, che va ad aggiungere alcune piattaforme extra, in grado di rendere il tutto accessibili anche ai giovanissimi (oltre che ai meno esperti).

Onesto tanto nella proposta quanto nel prezzo, PAC-MAN WORLD Re-PAC è un piacevole tuffo in un passato a cui sono legati i ricordi di una buona fetta della platea videoludica, che saprà ritrovare nel titolo Bandai Namco la giocabilità sperimentata in gioventù. Anche coloro che non conoscono questa peculiare sfaccettatura del viaggio dell’iconico mangia palline, potrebbero rimanere piacevolmente sopresi dal remake in questione, pur nella sua vetusta semplicità.

Gradevole in quanto a confezione e realizzazione, il ritorno del titolo datato 1999 ha solo nella sua concezione, figlia di un tempo oramai remoto, il suo unico difetto, che emerge con prepotenza se confrontiamo il tutto con le esperienze più moderne. Visto e giocato per quello che è, rimane comunque un piacevole divertissement, pur in assenza di un tasso di sfida degno di questo nome.

7 / 10

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A proposito dell'autore

Simone Cantini

Contributor

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