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Pokémon Art Academy: l'arte di disegnare un pikachu - review

Uno spin-off per artisti in erba.

Ricordate quei fascicoli che si compravano in edicola quando andavamo all'asilo o che magari ora regalate ai vostri figli? Ve n'erano di tutti i tipi. Alcuni, per i più piccoli, consentivano di colorare disegni di personaggi tratti dai cartoon del momento. Altri, destinati a bimbi un po' più grandi, insegnavano come disegnare questi stessi personaggi.

Si trattava di pubblicazioni solitamente associate a pennarelli magici, matite colorate, semplici attrezzi da disegno, e che si andavano ad affiancare ad album di figurine, gomme e altro merchandise che l'edicola sotto casa immancabilmente metteva in bella mostra per attirare i bambini che andavano a scuola.

Pokémon Art Academy si basa sullo stesso identico principio, ponendosi nei confronti dei più giovani come un'evoluzione di questo stesso mezzo, trasformato in un'alternativa più costosa ma anche più sfaccettata. Il gioco infatti associa a questa tematica una storia sui generis, che non solo stimola il giocatore a continuare ma che inframmezza le varie sezioni di disegno legandole insieme.

Pikachu è la mascotte indiscussa della seri,e nonché uno dei personaggi più gettonati. Ci si ritroverà a disegnarlo svariate volte e in diverse posizioni e prospettive.

Dopo aver risposto alla fatidica domanda iniziale del gioco, che come da canone vorrà sapere se siamo un maschio o una femmina, ci sarà subito presentato il professore della Pokémon Art Academy, Raffaello. Guarda caso imparentato col mentore di Art Academy per DS (di cui il titolo rappresenta uno spin-off e un co-branding), questo simpatico personaggio dalle 'mariesche' fattezze ci accompagnerà per tutto il gioco.

Per prima cosa ci spiegherà cosa sia questa tanto chiacchierata Pokémon Art Academy, una scuola d'arte per tutti gli artisti intenzionati a diventare disegnatori ufficiali per le carte pokémon. In secondo luogo il maestro provvederà di volta in volta a spiegarci le varie tecniche di disegno da utilizzare, istruendoci sulle opzioni più complesse mano a mano che procederemo nel gioco.

Dopo aver passato a pieni voti l'esame di ammissione, che consiste appunto nel disegnare un pokémon (colpo di scena), potremo accedere alla prima modalità giocabile, le lezioni. Esse rappresentano il cuore dell'esperienza di gioco, una serie d'insegnamenti che ci guidano passo a passo nel mondo del disegno, spiegando in modo comprensibile a tutti le tecniche di base del disegno cartoon.

Ogni lezione è composta di più fasi, ciascuna a sua volta divisa in due parti.

"Il gioco propone una versione alleggerita della formula di Art Academy"

Lo stile è ovviamente quello di un unico grande tutorial, e le azioni del giocatore sono infatti controllate di fase in fase dallo schizzo al colore, assegnandoci poi una medaglia diversa (argento o oro) a seconda della difficoltà della lezione. Da questo punto di vista il gioco è semplice e chiaro, facendo egregiamente il suo dovere, ma l'eccessiva linearità allontana decisamente di molto i giocatori più adulti.

Non c'è infatti alcun senso di sfida, né possibilità d'errore Pokémon Art Academy non solo ci prende per mano, ma fa anche di tutto per farci sentire dei bravi disegnatori. Le piccole imperfezioni nel tratto di alcuni strumenti (come la penna a china) vengono corretti alla fine di ogni linea tracciata e, inoltre, il risultato delle lezioni viene spesso paragonato a quello del nostro maldestro rivale (un personaggio del sesso opposto da quello scelto da noi). Tutto è studiato per farci sentire dei vincitori e degli artisti. Un approccio accettabile in un gioco per giovanissimi ma che non strizza l'occhio ai giocatori più adulti.

È chiaro insomma che chi si approccia a un titolo del genere non debba aspettarsi un videogioco come gli altri, né tantomeno la complessità degli Art Academy originali. Si tratta piuttosto di una versione alleggerita della stessa formula, opportunamente semplificata per un target più giovane e che come tale va giudicata.

Tornando a noi, la seconda modalità disponibile è la più interessante "a mano libera". Qui potremo disegnare dei pokémon partendo da zero e mettendo a frutto tutto ciò che abbiamo imparato per realizzare delle vere e proprie carte di pokemon. L'unico aiuto sarà il modello nello schermo superiore e, fortunatamente, la possibilità d'avere a disposizione una gamma di strumenti più vasta rispetto alle lezioni. In questa modalità è anche possibile utilizzare una delle nostre foto come punto di partenza per il nostro sfondo in modo, ad esempio, di disegnare un Pikachu nella nostra stanza da letto.

Ad aumentare la longevità del titolo vi è anche una terza modalità, Esercizi, dove a partire da un determinato pokémon sarà possibile esercitarsi con una ben precisa tecnica di disegno o di colorazione. Si tratta però della modalità meno interessante di tutto il gioco, dato che ripercorre tematiche già affrontate nelle lezioni e che potrebbero benissimo essere esercitate nella modalità a mano libera.

"Pokémon Art Academy è un album da colorare, come quelli che avevamo da bambini"

Ogni pokémon disegnato nella modalità a mano libera finirà su una carta, che potremo collezionare sul dispositivo o condividere con gli amici.

Interessante è la componente social del gioco: Pokémon Art Academy non si collega ovviamente a Facebook o Twitter, ma ci dà l'opportunità di caricare i nostri disegni sul Miiverse o di scambiarli coi nostri amici tramite wi-fi. Queste sparute modalità rappresentano tutta l'esperienza di gioco di Pokémon Art Academy e, per quanto semplici, sono tutto sommato adeguate al loro scopo. Il titolo, dialogando con un target giovane, preferisce infatti puntare più sulla componente didattica che su quella ludica, proponendo gli stilemi della serie ma semplificandoli alquanto.

Il risultato è forse un po' troppo semplificato, al punto che Pokémon Art Academy non riesce a competere con i capitoli che lo hanno preceduto, ma s'inquadra in una cornice interessante se visto dalla giusta prospettiva. È infatti un album da colorare, come quelli che avevamo da bambini, da regalare al fratellino o al cuginetto. Un ottimo gioco, da questo punto di vista, ma poco altro se si cerca qualcosa di più. Un acquisto da ponderare in base alle nostre necessità o, ancora meglio, a quelle del destinatario del gioco.

7 / 10

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A proposito dell'autore

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Fabio Davide

Contributor

Giocatore fin dalla più tenera età, fagocita di tutto ma digerisce solo i veri capolavori. Dopo 7 anni nel settore del gaming aveva pensato di trovarsi un lavoro nella ristorazione, ma poi ha ceduto al fascino di Eurogamer.

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