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Rollerdrome, il Provato

Un OlliOlli che si prende decisamente sul serio.

Da anni si dice che portare qualcosa di nuovo nel campo degli sparatutto è necessario. I tentativi di portare una ventata d'aria fresca non sono mancati e Rollerdrome rientra senz’altro tra essi. L'obiettivo di Roller7, il team di sviluppo dietro l'acclamato OlliOlli, era quello di andare oltre quanto proposto finora, con una narrativa più matura e soprattutto un gameplay che fa di tutto per non farvi staccare dallo schermo.

Le prime ore con Rollerdrome sono infatti volate via in un battito di ciglia, appagante nella sua semplicità e soprattutto ricco di carattere e personalità già a partire dai primi momenti di gioco.

Ambientato in un distopico 2030 in cui le multinazionali hanno preso il potere, si istituisce il Rollerdrome, un cruento sport in cui i partecipanti devono sopravvivere a qualunque cosa cerchi di farli fuori tra raggi laser, missili e mazze chiodate. Come moderni gladiatori i giocatori del Rollerdrome diventano apparentemente delle celebrità, in realtà dei burattini nelle mani dell'organizzatrice dell'evento Matterhorn.

In questo contesto noi siamo una rookie, Kara Hassan, che dovrà farsi strada tra i diversi livelli presenti in questo strano evento sportivo sino a conquistare la finale. Ma le cose, come potete immaginare, non sono così semplici. Sorprende infatti il taglio dato all'opera, con una cura delle ambientazioni e soprattutto della regia davvero interessanti.

Rollerdrome trasforma prede in predatori.

Benché le basi narrative paiano più un pretesto che altro (andrà tutto approfondito nella release finale) si avverte comunque attenzione e cura nei dettagli, cosa che spinge il giocatore a ragionare sul quanto stia accadendo al di fuori del gameplay e del suo contesto. Immersi dunque nel suggestivo mondo distopico, in cui si usa questo sport per distrarre le masse, si scende nell'arena.

La particolarità di questo sparatutto in terza persona sta nei pattini ai piedi della protagonista, che evolvono la formula di OlliOlli e portano il tutto in tre dimensioni. Non sono tante le meccaniche da imparare: ci si muove in continuazione e si spara a ogni cosa presente nell'arena, eppure il tutto sembra funzionare e appagare come poche produzioni di questo stampo.

L'impostazione è altamente arcade, ed è impossibile cadere anche eseguendo i trick più spaventosi che vi vengono in mente. Bisogna stare attenti magari a controllare l'inerzia dei movimenti ma tutto risulta abbastanza immediato, con una mira assistita piuttosto marcata ma necessaria per poter colpire i diversi bersagli mentre ci si muove ad alta velocità o mentre ci si ritrova in aria a testa in giù. Le quattro armi a disposizione risultano ben differenziate tra loro, con un ottimo feedback dei colpi; ma un'altra particolarità di Rollerdrome sta nel non poterle ricaricare alla classica maniera.

Niente caricatori di riserva, infatti, e niente medikit: per continuare a sparare, eliminare i bersagli e sopravvivere, è necessario imparare i diversi trick possibili eseguibili con i pattini come grab, spin e grind, magari concatenandoli tra loro. Per chi non ha dimestichezza con l'argomento potrebbe risultare difficile ricordare i nomi e in cosa consistono tali abilità, soprattutto quando sono richieste per completare determinati obiettivi.

Una giornata tipo in Rollerdrome...

Fortunatamente Roller7 ha previsto un “trickzionario” in cui sono elencate tutte le acrobazie effettuabili da Kara. È con queste manovre che ricarichiamo le nostre armi e non è un elemento da poco, come vedremo successivamente. E la barra della salute? Visto che è molto facile lasciarci la pelle, dovremmo agire come “vampiri” assorbendo elementi in grado di ricaricare la nostra vita non appena il nemico è sconfitto. Come detto precedentemente, si tratta di qualcosa di estremamente semplice e anche l'utilizzo dei bullet time non è troppo complicato.

Si è parlato al plurale proprio perché i bullet time sono due e sono attivabili alla pressione del grilletto sinistro. L'attivazione comporta l'utilizzo di una barra apposita che si ricaricherà quasi immediatamente. Da un lato abbiamo la versione semplice: mentre ci muoviamo possiamo usare il bullet time per colpire più precisamente i nemici e avere soprattutto il tempo di inquadrarli. Rollerdrome è un titolo molto rapido e, nonostante il già citato autoaim, ottimizzare i pochi colpi a disposizione è davvero un'impresa. Servono riflessi fulminei, insomma, ma l'utilizzo del bullet time non sminuisce l'esperienza essendo totalmente integrato nelle fasi di gioco.

Il suo utilizzo non fa mai sentire “in colpa” chi lo usa, essendo studiato per essere una meccanica piuttosto appagante ma soprattutto, a un certo punto assolutamente necessaria. Ma avevamo detto che esiste un altro bullet time: la “Super Adrenalina” si attiva con la stessa pressione del tasto ma solo quando si esegue una schivata perfetta.

Questa attivazione comporta maggior potenza di fuoco e gittata, semplificando l'eliminazione degli avversari. Essenzialmente bisogna essere rapidi e sfruttare i puntamenti avversari proprio per approfittare di questa abilità. La finestra di schivata è anche abbastanza ampia, per cui non vi sono grosse difficoltà nello sfruttarla adeguatamente.

Anche così si ricaricano le armi.

Questo però accade nel primo livello tutorial: man mano che si prosegue, infatti, la difficoltà aumenta a dismisura, soprattutto per la buona varietà di nemici con caratteristiche uniche. Tralasciando la carne da macello armata di sola mazza, abbiamo a che fare con letali cecchini, granatieri che, se colpiti, attivano subito uno scudo energetico e soldati antisommossa che vanno prima storditi per essere colpiti davvero; ma c’è anche chi si teletrasporta, mech e altro ancora. A un certo punto tutto questo avviene contemporaneamente ed è qui che comincia la danza di Rollerdrome.

Tutto sta nello schivare rapidamente e sfruttare le finestre di bullet time per eliminare al più presto i nemici, aumentando così il nostro punteggio. Il problema è che non si ha un attimo di tregua e non è consigliabile giocare quando si è stanchi. Serve una certa concentrazione per avere sottocchio tutto ciò che potrebbe farvi saltare in aria, ossia decine di elementi a schermo che, grazie all'ottimo comparto artistico in cel-shading, sono anche appaganti per l'occhio.

Le varie arene mostrate nei primi livelli offrono una complessità via via crescente, con un buon level design necessario per permetterci di eseguire tutti i trick possibili. In queste arene pieni di nemici e armi in movimento, Rollerdrome dà il meglio di sé: la difficoltà, infatti, non sta nelle singole meccaniche da apprendere e mettere in pratica, quanto nell'effettuarle d'istinto, quasi bypassando il pensiero. In poche parole, dovete apprendere “l'ultra istinto” e reagire alle avversità in decimi di secondo, soprattutto quando tutto l'immaginabile ci arriva addosso nello stesso istante. Ma anche riuscendo a fare tutto bene e a vincere l'incontro, non vi sentirete mai davvero vincitori.

Roller7 ha praticamente creato uno “stylish TPS” con un punteggio che si accumula in base a come eliminiamo i nemici. Il principio è quello di Devil May Cry: non basta far fuori il bersaglio, bisogna farlo nel modo più coreografico possibile. Il punto è che non ci sono scappatoie, tutto dipende dalle abilità del giocatore e quando sentirete di aver fatto tutto perfettamente, vi renderete conto che in realtà non avete fatto nulla quando mancano migliaia di punti alla tanto conclamata “S”. Ma questo non scoraggia, anzi, spinge a trovare dei limiti che non si sapeva di avere.

Tutte le arene offrono spunti per mettere in risalto le proprie abilità sui pattini.

La prima impressione è dunque molto positiva: Rollerdrome ha personalità da vendere, grazie al già citato comparto artistico ma anche a quello sonoro. E a proposito di questo, molta attenzione è stata data al sound design, con ogni feedback audio in grado di far percepire al giocatore chi stia colpendo e soprattutto con cosa, suggerendo anche le finestre di schivata.

A fronte di qualche piccola imprecisione nei contatti, Rollerdrome è un titolo che potrebbe sorprendere molti giocatori: spinge costantemente a migliorarsi fino a raggiungere la perfezione, anche contando su uno spawn dei nemici sempre nella stessa posizione e nello stesso momento, proprio perché dobbiamo ricordarcene. Mancano circa due settimane all'uscita, giorno in cui sapremo se l'intera esperienza brillerà come le sue prime fasi, in questo strano mix tra Max Payne e Tony Hawk.

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