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South of the Circle, la Recensione

Uno spiraglio d’amore nell’Antartide glaciale.

Il mondo videoludico è un parco giochi dalle innumerevoli attrazioni. Ogni esigenza viene soddisfatta da una giostra specifica, che sia più o meno adrenalinica. In un turbinio di giri della morte e discese ripide, però, la nostra attenzione si concentra su quella ruota panoramica che giace in fondo al parco.

È bella, tranquilla e apparentemente innocua. Decidiamo quindi di sederci lì e lasciare che il vento ci culli, trasportandoci con estrema calma. South of the Circle è quell’attrazione di cui a volte abbiamo bisogno: è priva di impegno e ci mostra il mondo circostante come se fossimo dei semplici spettatori.

Alcuni di voi conosceranno già questo titolo, essendo stato rilasciato un anno fa su dispositivi iOS. Ebbene, stavolta è approdato su tutte le piattaforme e ha tutte le carte in regola per essere una meravigliosa giostra su cui salire. Non si tratta di una storia particolarmente spensierata, però: verrete immediatamente catapultati in un incidente aereo nel vuoto glaciale dell’Antartide.

Una base abbandonata è solo l’inizio di una serie di pericoli imminenti.

Siamo negli anni Sessanta, nel pieno della contrapposizione politica tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Peter, il protagonista di questa storia, è uno specializzando in scienze climatiche alla ricerca di un brillante futuro lavorativo. Ciò che però potrebbe rappresentare una svolta è in realtà un precipizio fatale. Tra un ostacolo e l’altro, alla ricerca della salvezza ed evitando il nemico, vivrete i ricordi dell’uomo e la sua splendida storia d’amore con Clara.

Ciò che ci ha immediatamente colpito è la capacità con cui le sequenze narrative riescono a coinvolgere in modo fluido. Non si tratta di un titolo perfetto, anzi, in alcuni punti forse fatica a ingranare la marcia, ma riesce ad attirare l’attenzione senza troppe difficoltà.

Tuttavia, è necessario sottolineare un dettaglio molto importante: la componente interattiva è quasi completamente assente. Avrete accesso ad alcuni tasti che vi permetteranno di scegliere l’andamento di un dialogo, così come potrete prendere delle decisioni più o meno importanti che vi faranno vivere diversi finali. Non aspettatevi quindi particolari esplorazioni, se non in alcune zone estremamente limitate e con la possibilità di interagire con pochi oggetti a disposizione.

Il fascino di Cambridge e la vita ai tempi della Guerra Fredda.

Gli sviluppatori vogliono che viviate la storia da puri spettatori, seppur decidendo lo stato d’animo e l’atteggiamento di Peter. Lo sviluppo dei dialoghi sarà infatti caratterizzato da una serie di simboli, ognuno di essi associato a una personalità specifica: premura, angoscia, determinazione e pessimismo. Sebbene inizialmente non sia stato troppo semplice capirne i significati, procedendo con la storia non riscontrerete più alcuna difficoltà. Come già specificato, l’impegno videoludico è pressoché nullo, ma la vostra curiosità sarà stimolata abbastanza da voler provare diverse run alla ricerca di diramazioni narrative differenti.

Abbiamo particolarmente apprezzato l’intreccio tra presente e passato, con un’introduzione dei flashback ben studiata e d’effetto. Purtroppo, la storia principale non dura molto (circa 3 ore) ma è contornata da un comparto tecnico ben realizzato. Il doppiaggio in Inglese è a dir poco magistrale ed è il maggior punto di forza dell’intero gioco (sottotitolato in Italiano), mentre la colonna sonora alterna adrenalina e angoscia a pura nostalgia e romanticismo. Anche il comparto grafico è tanto semplice quanto delizioso, con una serie di ambientazioni in grado di spezzare qualsiasi tipo di monotonia.

Tra distese glaciali e caldi tramonti color miele, questo titolo è assolutamente consigliato agli appassionati del genere. L’unico aspetto negativo è legato a una certa legnosità e lentezza del personaggio nelle fasi esplorative, quasi come se il controller o la tastiera avessero problemi di latenza. Nulla che sia troppo impattante, però, considerando la scarsissima componente interattiva. Discorso diverso se l’esplorazione fosse stata una parte cruciale dell’intera esperienza di gioco: in quel caso sarebbe stato un vero disastro.

I ricordi di Peter sono il fulcro dell’intera storia e sono ben strutturati.

Insomma, South of the Circle è perfetto per chiunque voglia sedersi comodamente e vivere una storia delicata ed emozionante senza troppo sforzo. La possibilità di ottenere diversi finali vi permetterà di giocare diverse run senza annoiarvi, nonché di stimolare la vostra curiosità. Inoltre, il suo periodo storico ha alcune inquietanti similitudini con quanto sta accadendo in questi mesi. I giochi in grado di sensibilizzare, ora come non mai, sono estremamente importanti per tutti noi. E chissà, magari uno spiraglio d’amore riuscirà a farsi largo tra le vie glaciali della guerra…

8 / 10

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A proposito dell'autore

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Stefania Netti

Contributor

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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