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Starfield, ecco tutto quello che sappiamo sulla nuova IP di Bethesda

Alla scoperta del viaggio più ambizioso tra le stelle.

No Man’s Sky più realistico? Fallout nello spazio? Star Citizen che esce davvero? Le definizioni per Starfield in questi giorni si stanno sprecando, rimbalzando sui social e campeggiando sulle testate specializzate, e tutte cercano di inquadrare l'effettiva portata del prodotto.

Come sempre, è troppo presto per addentrarsi nelle ciniche conclusioni o nelle allusioni a somiglianze con altri titoli spaziali, quindi oggi vi proponiamo tutte le informazioni preliminari per capire cosa ci aspetterà quando metteremo piede nel nuovo universo di Bethesda.

La software house americana, dunque, è uscita allo scoperto e nel contesto dello showcase Xbox tenutosi il 12 giugno abbiamo potuto vedere il gameplay di Starfield, la tanto attesa IP divenuta vittima di un rinvio nel 2023, bucando così l’originaria data d’arrivo che avrebbe dovuto coincidere con l'undecennale di Skyrim. Vi abbiamo già parlato di come questa scelta ci abbia lasciato un po’ spiazzati, ma quanto messo in scena durante la conferenza potrebbe far sì che alla fine l'attesa sia valsa la pena.

Introdotto da Phil Spencer e approfondito da Todd Howard, Starfield si presenta come un prodotto dall’ambizione smisurata, un sogno da far venire gli occhi lucidi a tutti gli appassionati delle opere a tema sci-fi. Ma l’ultima fatica di Bethesda è molto più di questo, ed è lecito aspettarsi una profonda impronta narrativa e GDR in grado di colmare quella lacuna che da anni permane nei titoli che hanno intrapreso il viaggio tra le stelle.

Dopo la notizia del rinvio finalmente abbiamo visto Starfield in un gameplay trailer che ci ha davvero sorpreso e incuriosito circa la vastità del nuovo universo ideato da Bethesda.

Tutte le informazioni raccolte e scovate sviscerando il gameplay trailer di cui vi parleremo da qui in poi vi aiuteranno a capire come i paragoni con altri “colleghi” del genere siano piuttosto incauti. La componente ruolistica avrà un’importanza mai vista prima nei prodotti a tema spaziale e l’estro di Bethesda fa sfoggio di sé in maniera quasi disarmante, lasciandoci qui a fantasticare sulla nostra avventura in cerca di risposte al più grande mistero dell’umanità.

Nonostante le nostre più che forti speranze riposte in Starfield, sicuramente alcuni elementi con il tempo andranno analizzati più accuratamente per trarne delle conclusioni oggettive, come ad esempio il combattimento, il comportamento dell’IA nemica e la varietà e la vastità dei mondi esplorabili, ad oggi uno dei punti più critici e che ci rendono più dubbiosi. Concentriamoci quindi per adesso su come la narrativa ed un apparente complesso sistema di quest renda questo prodotto così interessante.

Un aspetto che sicuramente è sfuggito a tanti riguarda i tratti e il background mostrati fugacemente nella parte dedicata all’editor del personaggio, che per quanto riguarda l'aspetto estetico è stato fondato su un programma di analisi del DNA. Studiando i singoli frame del video è possibile scorgere almeno 5 “classi” iniziali che, come ogni GDR vuole (soprattutto se targato Bethesda) sono solo un accenno alla complessità che possono raggiungere le build proseguendo nel gioco.

Dalla schermata mostrata si possono notare 16 background ma il cursore denota la presenza di ulteriori alternative scorrendo verso il basso. Alcuni esempi sono Cuoco, Diplomatico, Cibernetico e Medico da Combattimento. Ognuno di essi avrà 3 skill iniziali che aumenteranno progredendo nel gioco, sbloccando punti in quello che appare un complesso ma molto affascinante albero delle abilità suddiviso in Fisico, Sociale, Combattimento, Scienza e Tecnologia.

I background che Bethesda ha creato sembrano molti e davvero peculiari; così tanti da poter accontentare ogni esigenza del giocatore.

Il Cuoco, ad esempio, parte con l’abilità di creare cibi e bevande speciali, ha il 10% di danni in più in mischia e guadagna 30 punti extra di salute; il Diplomatico ha una maggiore percentuale di possibilità di successo nelle sfide di eloquenza, può forzare un NPC bersaglio al di sotto del suo livello a smettere di combattere per un po' e acquistare al 5% e vendere al 10% presso i fornitori. Già questi primi esempi lasciano molto spazio all’immaginazione sulla creazione del personaggio, ma l’intricata rete di customizzazione non finisce assolutamente qui.

Potremo optare tra 16 caratteristiche diverse per il personaggio, tra le quali solo 3 potranno essere selezionate. Da qui si può scorgere la tipica vena artistica e l’umorismo tagliente di Bethesda, a testimonianza della profondità che il background potrà raggiungere e delle missioni che il PG sarà chiamato a svolgere.

Ad esempio vi è la presenza del tratto Kid Stuff, nella cui descrizione si può leggere che selezionandolo potremo andare a trovare i nostri genitori e visitare quindi il nostro paese natale, sebbene il 10% del denaro che guadagneremo sarà dedotto automaticamente dalle nostre ricompense ed inviato a loro. O ancora, con il tratto Starter Home avremo una piccola casa tutta nostra su di una pacifica luna ma il nostro viaggio inizierà con un debito verso la GalBank di 50000 crediti, probabilmente i soldi spesi per costruire quell'oasi di pace.

Purtroppo, al momento, non ci è dato scoprirne altri ma dai nomi presenti nell’elenco è possibile immaginare dove questi vogliano andare a parare. Ogni tratto sembra reggersi su un equilibrio bonus-malus che determina l’andamento della nostra partita, optando per una maggiore difficoltà iniziale o un costante addebito monetario nel lungo periodo. Probabilmente i tratti principali influenzeranno anche alcune quest o saranno presenti missioni uniche in base ai nostri tratti. Per saperne di più, però, dovremmo aspettare l’avvicinarsi della data di uscita.

Quel che appare ancora misterioso riguarda l’importanza degli NPC e delle fazioni ma siamo sicuri che Bethesda ne approfondirà le meccaniche in un prossimo futuro.

Come accennato poco fa, a tutto ciò si aggiungono anche le abilità, non mostrate completamente all’interno del trailer, il che rende quindi impossibile approfondirle a dovere. Quel che possiamo notare però è che ognuna di esse sembra avere una barra di progressione per essere sbloccata e associata ad una challenge specifica. Nel video vediamo, ad esempio, una sfida che richiede di uccidere 150 nemici senza mirare, obiettivo necessario per aumentare la stabilità dell’arma. Inoltre, come se la complessità non fosse già abbastanza, ognuna di queste abilità ha un rank e al progredire di livello aumenterà il bonus percentuale intrinseco dell’abilità specifica.

A compensare una carenza di informazioni sulla missione principale e sulla storia che Starfield ci vuole raccontare, ad oggi ci è sicuramente più chiara ma non cristallina la struttura di gioco. Potremo approcciare questa nuova avventura sia in prima persona che in terza ed il nostro personaggio non sarà doppiato ma potrà esprimersi selezionando le linee di dialogo ideate dagli sviluppatori. Aver tagliato questo aspetto non deve preoccupare; anzi, significa che le risposte potranno essere più articolate e numerose, tanto che a quanto dichiarato il numero potrebbe aggirarsi sulle 150mila solo per gli NPC (vi basti pensare che Skyrim ne aveva circa 60mila). Inoltre è notizia fresca fresca che la sola campagna principale di Starfield avrà una durata compresa tra le 30 e le 40 ore.

Nonostante vi sia ancora qualche dubbio riguardante il sistema di loot, dal video presentato scopriamo che potremo raccogliere risorse e crediti dai cadaveri, come quelli dei pirati che ci attaccheranno. Inoltre, nelle strutture potremo trovare delle casse da sbloccare con una combinazione che ci ricompenserà con armi o gadget. Non è chiaro, però, se ci saranno dei veri e propri collezionabili o se i nemici potranno far cadere a terra anche oggetti essenziali o armi oltre ai crediti, così come non è chiaro se l'intera oggettistica della scenografia potrà essere raccolta come avviene solitamente in Fallout.

Se appare nebulosa la quantità di ricompense che Starfield offrirà, Todd Howard fa chiarezza invece sulla vastità del mondo di gioco. Con una frase ad effetto del tipo “volete sapere quanto c’è da vedere in gioco? Ecco qua!”, il buon Todd ci mostra in pochi secondi l’ambizione di Bethesda con tanti sistemi solari da esplorare e 1000 pianeti su cui atterrare. Assieme alla trama questo argomento è quello che lascia più spazio alle ipotesi e ai più che comprensibili dubbi: saranno tutti unici? Quanta varietà avranno? Potremo atterrare in qualunque punto? Saranno scarni e vuoti per essere così tanti?

I tratti giocheranno un ruolo fondamentale nella definizione del nostro personaggio.

Purtroppo, non possiamo dare risposta alle preoccupazioni e alle curiosità che stanno nascendo e solo le prime presentazioni potranno fugare ogni dubbio. Per ingannare l’attesa, però, vi basti pensare che con tutta probabilità sarà possibile visitare la Terra, dato che nel gameplay trailer si scorge il sistema Sol, per altro molto vicino al mondo di partenza dell’avventura su Starfield. Non è da escludersi dunque che alcune missioni potrebbero riguardarla e che la vegetazione o la civiltà che la popola sia ben diversa da quelle attuali, dato che il gioco sarà ambientato a più di 300 anni dai giorni nostri. Inoltre, Bethesda ha già dichiarato che Starfield avrà 4 città principali completamente esplorabili, e la capitale New Atlantis è quella più grande mai realizzata dalla compagnia.

Un’altra importante aggiunta a questa raccolta di informazioni preliminare, che sicuramente ha reso felici gli esploratori dello spazio, riguarda la personalizzazione della nave, o chissà, anche di più di navi. Questo aspetto non è da considerarsi così banale, perché nessuno dei titoli che il web si sta divertendo ad associare all’opera di Bethesda presenta la varietà che Starfield sembra invece in grado di offrire.

Non stiamo parlando infatti di semplici colorazioni e scritte ma di veri e proprio moduli dell’intera nave, che riguardano ad esempio anche il sistema di atterraggio. Dagli elementi a schermo sul cockpit si vedono indicatori inerenti all’appena citato atterraggio, il che ci fa pensare che sia possibile optare tra automatico o manuale ed aver un controllo quasi totale sulla nostra nave. Inoltre, cosa che non era scontata, sarà possibile rubare le navi altrui proprio come se fossero le auto di Grand Theft Auto.

Grazie all’Xbox Showcase Extended del 14 giugno abbiamo scoperto che modificare la nostra nave sarà molto costoso e che per ovviare alla mancanza di denaro per acquistare determinate componenti, potremo entrare in possesso dei progetti e costruirle noi stessi, ovviamente limitando la spesa ai materiali che ogni pezzo richiederà.

L’albero della abilità sembra molto complesso e variegato, con un sistema di progressione basato su challenge e livelli.

Infine, abbiamo potuto vedere qualcosa in più sulla costruzione delle basi, anch’esso un tassello fondamentale all’interno dell’esperienza di gioco. A quanto sembra sarà possibile tramite un semplice editor posizionare strutture sul terreno e dare vita ad i nostri hub, con quelle che sembrano stanze dedicate alle colture, ai laboratori e tanto altro.

Ci sarà dunque spazio in futuro per parlare del sistema di combattimento terrestre e spaziale, del crafting e delle armi ma, in realtà, anche solo col primo trailer esteso e con l’intervista a Pete Hines avremo motivi per parlare di Starfield di qui all’uscita, fissata per il 2023. Per adesso è lecito sognare, puntando il naso verso le stelle e fantasticando su cosa essa nascondano.

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