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Syberia The World Before Recensione - Una malinconica avventura tra passato e presente

Il canto del cigno di Benoit Sokal.

La saga di Syberia ha inizio molto tempo fa, esattamente nel 2002, con il primo capitolo uscito al tempo unicamente per PC. Grazie al successo internazionale ricevuto, dopo poco più di un anno arrivò anche su console. In tempi più recenti, la fama ottenuta dall'opera dello studio francese Microids ha fatto sì che tutti i titoli approdassero su ogni piattaforma, comprese Switch, iOS e Android.

In questi venti anni sono usciti quattro titoli e siamo qui oggi a parlarvi dell'ultimo, che perde la progressione numerica, una scelta che ci ha fatto fin da subito presagire ad un passo diverso della serie. Nonostante questo cambio resta immutata la bellissima protagonista, l'americana Kate Walker, avvocato di New York che ha visto la propria vita cambiare dopo l'incontro con Hans Voralberg, il brillante inventore degli automi presenti in tutti i capitoli.

Sebbene il ciclo narrativo dello strambo e simpatico Hans si sia già concluso, lo spirito di avventura e di scoperta di Kate non si è esaurito e la nostra storia in Syberia The World Before inizia esattamente un anno dopo il finale di Syberia 3. A cadenzare i ritmi della narrativa stavolta penserà un altro personaggio, Dana Roze, una giovane ragazza vissuta negli anni della Seconda Guerra Mondiale nell'immaginaria cittadina di Vaghen, prossima all'insediamento delle truppe nazionaliste dell'Ombra Bruna.

Questa dualità dei punti di vista e dei protagonisti ci ha tenuto compagnia per tutta la durata del gioco, quindici ore totali circa, che passa dal 1937 al 2005 e ci fa scoprire pian piano la vita della giovane di Vaghen e del perché in qualche modo questa sia legata a Kate.

Syberia è una saga estremamente incentrata sulla narrativa, da sempre contraddistinta da colpi di scena e da scoperte che invogliano il giocatore a proseguire nella scoperta della verità, quindi eviteremo di approfondire le trame di questa emozionante storia che abbiamo vissuto grazie a Benoit Sokal. Vi basti sapere che il punto di contatto tra le due donne lo si ha nelle primissime fasi di gioco, dove la compagna di cella di Kate rinviene un dipinto di Dana e ne scorge l'estrema somiglianza con la sua amica.

Una volta fuggita dalla Taiga di Ferro ha quindi inizio il nuovo viaggio dell'ormai ex avvocato Walker in cerca di informazioni su questa misteriosa ragazza. Questa sete di conoscenza la porta nella città in cui ha vissuto Dana ed è lo scenario principale di tutto il gioco, attraverso i vari quartieri ricostruiti dopo la guerra ed il genocidio compiuto dalle forze fascista.

Nonostante la distruzione che ha portato con sé l'invasione dell'Ombra Bruna, la maggior parte della città rimane fedele ai tempi anteguerra, arricchita da automi donati da Hans Voralberg, colui che contribuì alla ricostruzione dopo un terribile incendio che devastò Vaghen nei primi anni del 1900. Rimanendo in tema di automi, ci ha piacevolmente sorpreso il ritorno di Oscar, il fedele compagno di avventura di Kate che trova un nuovo insolito corpo ma che mantiene lo stesso umorismo a cui tutti i fan della saga sono affezionati.

Dana Roze è la nuova coprotagonista di Syberia, una giovane vagheriana dalle grandi ambizioni.

Syberia The World Before mantiene le tradizioni e si ripresenta come un'avventura punta e clicca, esattamente lo stesso modello con cui è nato, con enigmi da risolvere e puzzle ambientali da scovare. Anche con 20 anni sulle spalle, Microids ha deciso di preservare una sorta di taglio autoriale per questa epopea, non piegandosi alla modernità delle action adventure che adesso popolano le console e PC; una scelta lodevole che però ha ovviamente i suoi pro e contro.

A differenza del terzo capitolo, il più problematico tra tutti, i comandi e le possibilità di interazione sono migliorate e sono facilmente intuibili ma a volte rimangono inutilmente complesse. La maggior parte degli enigmi che abbiamo dovuto risolvere si basano sullo sbloccare dei meccanismi degli automi che con il mouse richiedono un semplice click e ad esempio un movimento circolare, mentre impugnando il pad con la levetta dovrete necessariamente agganciare la parte interessata per poi muoverla con lo stick.

Rimane anche la semplicità degli enigmi, mai frustranti per tenere un ritmo fluido della narrazione; in caso di difficoltà è possibile ricorrere a degli aiuti che il gioco offre, i quali indicano dove andare o quale strumento usare, a volte un po' imprecisi a causa di una localizzazione nella nostra lingua non sempre perfetta.

Solo in alcuni casi ci siamo trovati a dover spremere le meningi per alcuni rompicapi particolarmente elaborati ed in un'occasione, ad esempio, di equipaggiarci di carta e penna per prendere un appunto. È visibile la cura con ogni sfida è stata creata e artisticamente proposta, soprattutto nei più sofisticati meccanismi degli automi, da sbloccare in più fasi con tanto di animazioni gradevoli da vedersi.

Il gameplay di Syberia rimane fedele ai capitoli precedenti, confermandosi un punta e clicca vecchio stampo con enigmi da risolvere e meccanismi da rimettere in funzione

Il cuore pulsante del gioco, come detto in precedenza, rimane una storia davvero ben scritta, probabilmente una delle più coinvolgenti di tutta la serie, scandita da momenti molto forti e intrisa di un contrasto tra estrema tristezza e intramontabile speranza. Come ogni Syberia che si rispetti non sono mancati i colpi di scena, che ci hanno tenuto incollati a The World Before facendocelo finire tutto d'un fiato.

Una novità che abbiamo incontrato in Syberia The World Before è rappresentata dalle missioni secondarie, piccole quest aggiuntive che ampliano la storia con dettagli sul contesto storico o sui personaggi che appaiono durante il gioco. Tali aggiunte sono veloci da completare e non distolgono il giocatore dalla missione principali e il non completarle non pregiudica il proseguimento nella storia.

Quest'ultime, seppur facoltative, riescono a rafforzare la visibilità sull'ottimo lavoro svolto nella caratterizzazione dei personaggi, mai come ora sapientemente introdotti, e a cui è facilissimo affezionarsi. Come da tradizione non avremo a che fare solo con umani e, anche stavolta, dopo gli Yokal e i Mammuth conosciuti in precedenza, vedremo da vicino un'altra specie fantastica che solo la creatività di Sokal è capace di regalare.

A cornice di una deliziosa storia vi sono delle location ambientate squisitamente, in particolare la cittadina di Vaghen, ricostruita con molta cura e davvero ricca di dettagli, con strade pullulanti di negozietti e maestose piazze. La ricercatezza degli ambienti entra però in contrasto con un motore grafico ed una realizzazione tecnica non certo da tripla A, con sporadici cali di framerate e texture non proprio pulite. A risentirne sono le animazioni, in alcuni contesti troppo ingessate e innaturali, che rendono il movimento delle protagoniste non sempre gradevole da vedere.

Le sfide non sono particolarmente difficili ma ciò non ne pregiudica il dettaglio e la cura con cui sono state create.

A queste bellissima cartolina di Vaghen però si aggiunge il talento di Inon Zur per tutte le tracce audio di accompagnamento, sempre pronte a colpire al cuore nei momenti più struggenti, e un dolce e malinconico sottofondo grazie alla rivisitazione della colonna sonora principale del terzo capitolo. La scena presente nei primi minuti di gioco, dove Dana è impegnata in un concerto di pianoforte suonando l'inno di Vaghen, accompagnata dagli automi ad opera di Hans Voralberg, è davvero estasiante, rappresentando la massima forma di espressione dell'accoppiata Sokal - Zur.

Abbiamo giocato a Syberia The World Before con la consapevolezza che questo capitolo potesse essere l'ultimo della a causa della scomparsa di Benoit Sokal durante lo sviluppo. L'improvvisa dipartita dell'ideatore di Kate dà sicuramente un contorno più malinconico a questo capitolo, che possiamo definire il suo canto del cigno, elegante animale che è anche il simbolo della città di Vaghen.

È ovviamente una forzatura vederci qualcosa di più di una triste coincidenza ma tutto il gioco pullula di piccoli scorci e tagli cinematografici atti a ricordare iconiche sequenze di Syberia e Syberia 2, inseriti per instillare la consapevolezza di essere al cospetto della fine di questa ventennale esperienza.

Ma come Sokal, anche Kate è un'inguaribile sognatrice, una donna che ha abbandonato la propria vita a New York per intraprendere un viaggio che l'ha portata talmente lontano da chiedersi se arriverà un momento in cui finirà il tempo di saltare da un treno all'altro.

A farla da padrone sono ancora una volta le magnifiche ambientazioni, con un accompagnamento musicale davvero emozionante.

Ed è quando si accetta che tutto purtroppo ha una fine, nonostante il sorriso sulle labbra ricordando la meravigliosa avventura vissuta, che Syberia ci regala una nuova perla, una flebile speranza che la storia di Kate Walker non sia ancora giunta al termine.

Syberia The World Before potrebbe essere il prodotto finale ma al tempo stesso anche un'ottima base di partenza per un nuovo inizio della saga. La nostra parte razionale ci spinge a credere che sia giunto il tempo di salutare Kate ed Oscar e di immaginarli impegnati in altre rocambolesche avventure lontano dagli schermi.

Ma Sokal ci ha insegnato a sognare ed un finale speranzoso potrebbe alimentare la nostra fantasia, nonostante il gameplay sia ormai datato e la resa grafica sicuramente non sia al passo con i tempi, rendendo Syberia unico nel suo genere anche coi difetti che lo contraddistinguono.

Qualunque sia il futuro per Kate, Syberia The World Before è il lascito di un grande autore che ci ha fatto emozionare con le sue storie, ed è il titolo perfetto per onorare una carriera e un estro creativo che difficilmente potremo dimenticare.

8 / 10

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